mercoledì 30 settembre 2026

WARREN HAYNES Dreams and Songs


Esiste una vera e propria discografia che documenta l’incontro tra gruppi rock e orchestre sinfoniche, dai Deep Purple ai Metallica, dai Procol Harum agli Skorpions, dagli Aerosmith a Yngwie Malmsteen per citarne solo alcuni. In particolare i gruppi metal non hanno mai disdegnato tali sperimentazioni a cui non si è sottratto nemmeno il vulcanico Warren Haynes che nel 2019 nella sua città natale, al Thomas Wolfe Auditorium di Asheville, Carolina del Nord, ha suonato con l’orchestra sinfonica locale un mix di sue canzoni e cover accompagnato dal tastierista John Medeski, dal bassista Oteil Burbridge, dal batterista Jeff Sipe, dal sassofonista Greg Osby e dal coro di Jasmine Muhammad e Edwin McCain. Pur non essendo un accanito estimatore di tali connubi, sono rimasto incantato dal lavoro fatto da Haynes e compagni con i 64 musicisti della Asheville Symphonic Orchestra, per come un materiale di sostanziale derivazione rock-blues con agganci psichedelici sia passato al setaccio di archi, violini e arrangiamenti orchestrali uscendone brillantemente ridisegnato, acquistando solennità, lirismo, pienezza e sfaccettature che più che alla musica classica fanno pensare al jazz. Detto che il materiale di base è costituito da canzoni di prima grandezza come Dreams e Whipping Post degli Allmans, Just Another Rider di Gregg Allman, Terrapin Station, Black Peter e Shakedown Street dei Grateful Dead, Thorazine Shuffle e Banks of Deep End dei Gov’t Mule, Makes Non Difference di The Band, One degli U2, Spots of Time e Broken Promised Land dello stesso Haynes solista (e diversi di questi brani sono già stati portati in concerto da Haynes) il risultato è lungi da retorica, pomposità e magniloquenza, inaspettatamente fresco e dinamico. Basta la versione dell’ultimo titolo citato, originariamente su Tales of Ordinary Madness, con l’incantevole controcanto di Jasmine Muhammad ed il sontuoso arrangiamento sinfonico che ne amplifica intensità e pathos per rendersi conto di come anche questa volta, su un terreno scivoloso come la contaminazione “classica”, Haynes abbia fatto centro dimostrando versatilità e classe musicale da vendere. La sua riconoscibile voce e i suoi assoli di chitarra non sono soffocati dagli archi ma si amalgamano perfettamente, conducono la melodia, smorzano una possibile fastidiosa grandeur pur inserite nell’ampia coreografia. Nel caso di Thorazine Shuffle, brano che esemplifica la durezza granitica dei Gov’t Mule, l’arrangiamento orchestrale ne ammorbidisce i contorni regalando fruibilità e Banks of the Deep End è la dimostrazione che i Muli potrebbero suonare alla Scala. Nella ballata Makes No Difference (era su Northern Lights Southern Cross di The Band) lo sfondo di violini ne accentua l’evocativa bellezza, sublime era e magica rimane, cosi come in Dreams viene sprigionato tutto l’immaginario psichedelico arricchendolo di dettagli e variazioni. La lunga Terrapin Station costituisce il margine prog di Dreams & Songs col suo andamento ondivago, Raven Black Night è un’ardita fusione di jazz-rock e sinfonica con Medeski in primo piano, la allmaniana Instrumental Illness si dibatte tra entrate, assoli e individualismi di stampo free jazz nel mondo di John Coltrane, il bellissimo rifacimento di archi di Just Another Rider  unito all’assolo di sassofono in puro stile jazz non intaccano la sua indole blues, anzi. La lenta Black Peter assume coloriture da brass band ed il groove di Shakedown Street diventa ancora più danzabile con il lavoro dell’orchestra. Per Whipping Post non ci sono parole, è come se risorgesse in una vita diversa. Che Haynes creda molto a questo progetto lo dimostra il fatto che il prossimo anno lo presenterà in concerto per due serate con la Nashville Symphony Orchestra.

 

MAURO ZAMBELLINI     

38 commenti:

corrado ha detto...

Incredibile. Va ascoltato, vista la caratura del progetto

Armando Chiechi ha detto...

Ascoltato più volte su Spotify grazie alla recensione di Mauro qui riportata ed apparsa sull'ultimo numero del Buscadero. Davvero un grande album e sicuramente prossimo acquisto che rientrerà sicuramente tra i miei preferiti di quest' anno e a proposito di chitarre è disponibile su YouTube in "diretta"streaming l'ultimo Crossroad Festival tenuto in Texas e con un grande parterre e per tutti i gusti. Dal Blues al bluegrass dalla fusion al country, passando dalle suggestioni elettroacustiche al rock. Una grande emozione poi aver ritrovato il grande John McLaughlin grande performer e uomo di una nobiltà d'animo come pochi.

Unknown2 ha detto...

Livio. Come ho già scritto il personaggio è uno dei miei, ma credo di poter dire dei "nostri", preferiti, per la caratura umana oltre che per la valentìa musicale. L'orchestra dona profondità, morbidezza, atmosfera e solennità alle esecuzioni, senza prevalere sul gruppo di eccellenti solisti messo insieme x l'occasione da WH. Poi in un album quasi tutto di cover contano i gusti personali, e io ho apprezzato particolarmente Band, U2, Allmans, poi Banks(gran pezzo), e i due Dreams & Songs in apertura e in coda.
X l'ennesima volta, bravo Warren e grazie a Zambellini x la recensione rigorosa, documentata e appassionata.

Armando Chiechi ha detto...

Ricordo la sua versione dello stesso brano degli U2 su di un precedente live in versione acustica ed in solitaria ma in quel caso non mi colpì farevolmente come un po' tutto il disco ( Live At Bonnaroo ) per questioni legate ad un suono troppo spoglio e senza un supporto a donargli una controparte. In questo caso invece tanto questa quanto tutti i brani presenti godono di una grade resa.

Luigi ha detto...

Scusate la deviazione di percorso .
Gli Stones hanno pubblicato Bad luck Hideaway pezzo meraviglioso e tenuto inspiegabilmente fuori da Foreign Tongues.
Ora l'album è finalmente completo e bellissimo.
Scusate e torniamo a Warren haynes.

corrado ha detto...

Posso dire, invece, che la cover di "One" non mi ha dato alcuna emozione particolare?
A parte la scelta del brano un po' banale, in quanto il brano è uno standard sfruttatissimo, questa versione è abbastanza piatta e perde per distacco il confronto con l'interpretazione vocale di Bono Vox. Detto da uno che gli U2 non li ascolta dal 1988, quando sono diventati una cosa per me inascoltabile.
Molto meglio altri brani come Terrapin Station, ad esempio, ma è proprio cercare il pelo nell'uovo in un concerto di ottima qualità, pur non ascoltando molto io i crossover rock blues + orchestra (Springsteen aveva fatto un'operazione diversa su brani originali e lo avevo apprezzato ugualmente, come questo disco).

corrado ha detto...

E in ogni caso, i dischi live ti portano quasi sempre una dimensione unica, più avvolgente e intensa dei dischi in studio. Non sempre ma tante volte

corrado ha detto...

Vero: tante volte mi è capitato che un disco piaciutomi all'istante sia poi progressivamente scomparso dai radar e altre volte un disco meno ascoltato sia invece cresciuto col tempo.
Un anno solitamente non mi basta per capire bene cosa rimane e cosa no, però qualche indicazione la dà.
Hackney Diamond degli Stones, ad esempio, tiene ancora bene, oppure Ecstasy di Lou Reed, snobbato da molti. Per Lucinda Williams noto che tutti i suoi dischi hanno sempre qualcosa che mi fa desiderare di ascoltarli, anche i meno riusciti. Per Paul Weller, addirittura, oggi ascolto più volentieri roba come Saturn Pattern e decisamente meno altri più celebrati come Heavy Soul. Quelli di Van Morrison generalmente durano per sempre , a parte roba come Pay the Devil o quelli jazzistici di una decina di anni fa

Unknown2 ha detto...

Livio. Ognuno di noi può parlare solo in base ai suoi gusti personali, alla sua "storia musicale". Per quanto abituati da una vita di ascolti, appassionati, competenti possiamo essere, e lo dimostra la ns "fedeltà" a Zambo's Place, siamo pur sempre individui con imprinting diversissimi. Io ricordo distintamente quando venni fulminato dall'ascolto casuale, in radio(allora era possibile sentire buona musica anche da lì) di Satisfaction, + di 60anni fa: dipendenza immediata, incurabile e irreversibile.
Potrete dunque comprendere che io sia, oggi, un dinosaur fan. Mi nutro di ristampe, remaster, box celebrativi, live d'epoca riesumati, e nuove uscite di gruppi e autori che nei decenni ho imparato ad amare. Fatico moltissimo ad appassionarmi a band del secondo millennio, gente che ha meno della metà dei miei anni. Mi pare (quasi) tutto già sentito, già detto, già suonato.
Anche x me One è l'ultimo pezzo decente inciso dagli U2, e anch'io prediligo l'esperienza live(on disc) in quanto + istintiva, immediata, autentica e coinvolgente.
Eppure ogni anno trovo una dozzina di uscite (x me) memorabili; vale sempre la pena stare all'erta, ascoltare, provare. E imparare: dal ns Prof e da voi, musical brothers!

Unknown2 ha detto...

Livio. TERZO millennio, naturalmente....

Armando Chiechi ha detto...

Dovessi fermarmi ora e scegliere i dischi che più mi hanno colpito quest' anno in dirittura d'arrivo direi questi...compreso due o tre cose prossime all' acquisto*

Lucinda Williams: "World's Gone Wrong"
Van Morrison : "Somebody Tried To sell a Bridge"
Rolling Stones: " Foreign Tongues"
Jay Buchanan :" Weapons Of Beauty"
The Jayhawks : " Sanctuary Park"*
Keb' Mo' : " The Breakdown"*
Tinsley Ellis : Labour of Love
Courtney Marie Andrews : Valentine

Un gradino sotto :
Tedeschi Trucks Band : " Future soul"
The Black Crowes : " A Pound of Feathers"

Live album : Warren Haynes " Dreams & Songs"*
Bruce Springsteen & The E.Street Band : " Live at Asbury Park 2024" ( ottima scaletta e buoni arrangiamenti peccato per la voce a tratti un po' in affanno"

Dischi che ancora non riesco a capire al 100% e che mi vedono dubbioso sull' acquisto
Grace Potter : Trespass*

Attendendo il prossimo box di Tom Petty...



Unknown2 ha detto...

Bella lista, Armando, in buona parte condivisibile. Preferisco però attendere ancora le uscite autunnali\natalizie, sempre foriere di succulente novità.
D'accordo sul fatto che col tempo il disco dei BlackC si è rivelato meno dirompente. Al solito: mancano canzoni memorabili, x me.
Stesso discorso, + o -, x TTB. Come già in passato, troppa Tedeschi e troppo poco Trucks.

Unknown2 ha detto...

Il lato B di Mr Charm (R.Stones) è una bella ballata cantata alternativamente da Mick e Keith, ben sorretta dai ricami di slide e pianoforte. Di certo non sfigura nel songbook stonesiano.

Armando Chiechi ha detto...

Certo Livio mancano ancora tre mesi considerando che siamo appena entrati in Ottobre. Il mio era solo un sunto di quello che ho preso ed ascoltato prima degli acquisti. Ad ogni modo vedo che materiale valido ne esce sempre ma è davvero arduo stare dietro a tutto. Mi dispiace solo e facendo sempre una considerazione legata al fruire ...quanto i megastore sviliscano sempre più la musica annullando reparti interi dedicati ai supporti siano essi CD o vinili. Prima hanno contribuito a fare chiudere i vecchi e cari negozi di dischi ...poi come se non bastasse hanno azzoppato il cavallo nel modo più atroce. Come se non bastasse anche le librerie non se la passano meglio e vedere spazi risicati dedicati ai soliti noti in un angolo di un centro commerciale fa davvero male. Certo non dico nulla di nuovo ma ogni volta mi prende male quando mi capita di passarci davanti.

Unknown2 ha detto...

Ferita aperta. Troppo male fa veder chiudere sia il negozio di dischi sia la libreria di cui ero cliente affezionatissimo. Ma il mondo va avanti col digitale: svanito il rapporto umano coi gestori di qs attività, eccomi catapultato, io, uomo del millennio scorso, sulle piattaforme musicali e letterarie, e occorre ammettere che l'offerta è smisurata e convenientissima in entrambi i casi. Ma il piacere del viaggio in città e delle ore spese a scartabellare dischi e libri, scegliendo il meglio del meglio... svanito, come tante, troppe altre belle cose.
Time waits for no one

corrado ha detto...

Il bello della Vita è proprio quel nostro perdere tempo...
Non mi avranno MAI!

bobrock ha detto...

Troppa carne al fuoco ; io il disco degli stones non l’ho ancora ascoltato figuriamoci il brano nuovo però prima o poi mi riprometto di farlo .
Adesso sto ascoltando ultima fatica di Neil Young ed è una noia infinita.
Caro Neil ti voglio bene ma lascia perdere goditi i tuoi trenini e le auto da collezione.
Ultimo lavoro dei BC nulla di che lo ascolti due tre volte poi finisce in un angolo .
Lucinda sono rimasto traumatizzato dopo averla vista post ictus in uno stato pietoso e faccio fatica all’idea che possa incidere un disco ; non me ne voglia e le auguro tutto il bene possibile.
Quello veramente sorprendente è questo disco dal vivo di WH.
Generalmente ho orrore dei concerti con l’orchestra c’entrano come i cavoli a merenda.. ma questo unito ad un gruppo superlativo è ( stranamente) riuscito.
Mentre lo ascoltavo l’ho comprato in tempo reale . L’unica nota stonata è one e concordo con Corrado .
Io fino al 1993 li ho ascoltati e mi piacevano molto poi qualcosa si è rotto con Pop e il gigantismo ai loro concerti che prevaleva sulla sostanza .
Da lì in poi li ho trovati anno dopo anno sempre meno credibili .
Sarà anche lo spostamento della loro attività commerciale in Olanda per pagare meno tasse .
La scomparsa dei negozi di dischi ad oggi per me perdita insostenibile.
Detto questo settimana prossima volo a Parigi songs in the key of life Val bene una messa .

Luigi ha detto...

In uscita il 27 novembre.
5 nuovi pezzi dei Rolling Stones tratti dalle sessioni di Foreign Tongues.
Se la qualità si mantiene quella del disco c'è da fare un applauso scrosciante !!!

Luigi ha detto...

Unica pecca, e non da poco, altra edizione deluxe del disco e altri soldini spesi a pochi mesi dall'album originale

Unknown2 ha detto...

Già, le solite furbate dei discografici, a cui gli artisti naturalmente non sono estranei: silenziosi e conniventi. Ma c'è spotify.... ribelliamoci.

corrado ha detto...

A me il rock con orchestra non dispiace, quando ci sono grandi pezzi e ottimi musicisti. Ricordo che sul Mucchio Selvaggio, in una recensione sugli Evertthing but Girl, Edy Cilia concludeva dicendo che i gruppi rock che inserivano l'orchestra sarebbero tutti da mettere al muro...
Il disco di Warren Heines invece funziona e si ascolta volentieri, a parte qualche momento meno riuscito, ma lo ascolterò meglio.
Su Neil Young, devo dire che nel nuovo disco non ci sono le canzoni orrende del precedente, ma purtroppo nemmeno le canzoni belle sempre del precedente.
Procede così... indolore, ne brutto né eccelso, con qualche canzone che apprezzi di più.
Sono convinto che se avesse messo insieme il meglio dei due dischi più Bug Crime ne sarebbe venuto fuori un ottimo disco, di quelli da ricordare o quantomeno da riascoltare con piacere e non per dovere.
Gli Stones? Quello che ho ascoltato mi piace quasi tutto, ma il mio è un ascolto non accurato. Non mi metto problemi: quando il disco scenderà di prezzo o troverò una buona offerta, lo comprerò.
Con Spotify ho chiuso, da quando ho il lettore CD in auto!

Armando Chiechi ha detto...

Io Spotify lo uso principalmente da preascolto riguardo le novità. Diversamente ma solo quando non ho voglia di mettere su vinili o CD e magari sono indaffarato a fare altro lo uso come ideale soundtrack per le mie letture o se sono al computer, seppure è più facile da sottofondo alle mie camminate estive extraurbane, con cuffia e cavetto collegato al cellulare.In auto invece ho predisposizione per chiavette USB e quindi negli anni non ho fatto altro che caricarmi sopra tutti i CD. All' inizio era abbastanza faticoso e ci voleva molta pazienza ma diciamo che se su una chiavetta da 16 GB ti entrano CD a sufficienza su una da 32GB hai il tempo per camparci un anno e oltre ed io in macchina ci sto abbastanza seppure ultimamente ho dovuto ridurre le uscite ed ottimizzare gli spostamenti visto il costo del carburante. Anche il lavoro sembra essere diventato un lusso ed in questi giorni sono dalla parte dei camionisti ,agricoltori e pescatori. Tra Puglia e Basilicata hanno spostato una marea di mezzi su diverse strade in segno di protesta al governo ma a Telemeloni mica ne parlano...
Che qualcosa si muova...??

Unknown2 ha detto...

Free in rete anche la 3a tranche della tappa finale del Cavalry Tour '26. Altre 8 canzoni, tot 22, mancano giusto gli encore: attendiamo fiduciosi. Possente band: in 19 onstage, rodatissimi, compatti, un bel treno, colorato dai fiati e impreziosito dai soli di Nils(Because) e Morello(TomJ.). Springsteen singer senza sbavature e bandleader sobrio ed efficace. I classici appaiono potenziati e velocizzati, niente tempi morti se non i monologhi dedicati all'America Today: alta e forte e civile la protesta dell'uomo della strada. Da vedere e da sentire.

Armando Chiechi ha detto...

Concordo Livio, visto in rete anche io ieri. Band rodata e leader motivato che ha ritrovato anche una buona forma fisica e vocale. Certamente tutto in linea con lo spirito del tour ed un performer che seppure non può più regalare novità e sorprese è comunque ben cosciente quale sia e debba anche essere il ruolo dell' arte e della musica. Fosse stato Neil Young, Steve Earle, Michael Stipe,Joan Baez o Patti Smith avrei apprezzato allo stesso modo. Per venire alla nostra penisola invece e alle recentissime manifestazioni di piazza,come era prevedibile i telegiornali hanno evidenziato solo i disordini riportati dalle frange più estreme e forse dai soliti "infiltrati" ignorando completamente la bontà e lo spirito pacifico dei ragazzi che contrariamente a quanto si vuole negativamente spacciarli è una generazione attenta e ben cosciente di un futuro che fa poco sperare e che si prospetta tutt' altro che roseo. Non fossi stato fuori ieri per delicate questioni familiari sarei sceso in piazza con loro !!

Unknown2 ha detto...

Livio. Ecco dunque anche gli encore di Philadelphia 30.5.26. Il cerchio si chiude, tutto il concerto è free in rete, video multicamera, audio da mixer. La E-Street Big Band (sempre più vicina ai Disciples of Soul del Musical Director SVZ), in buona parte ultrasettantenne, non perde un colpo dopo quasi 3h a tutto gas.
Toccante il monologo di Bruce prima della conclusiva Chimes of F. Ricorda che Philly lo battezzò al Main Point nel '73, rimanendo "per una vita" punto fermo della sua tifoseria. Forte e alto il richiamo ad un'America civile e umana, si commuove ricordando le ultime parole di Renèe Good.
Credo non casuale qs pubblicazione a ridosso delle elezioni di mid-term grazie a cui tutti speriamo nell'azzoppamento dell'anatra, ormai ben oltre ogni umana vergogna.
Pubblico entusiasta, tanti capelli grigi ma anche tantissimi giovani e donne bellissime.
Certo, per un miliardario qs regalo non fa danno al conto in banca, come è vero che i ticket + economici di qs tour nelle arene costavano 250$. Proprio x qs sarebbe bello se anche altre rockstar facessero, ogni tanto, simili regali ai fan di ogni dove che x mille motivi non potevano esser stati presenti.
Buon Halloween a tutti

Armando Chiechi ha detto...

Vero Livio e a proposito di politica e musicisti leggo con sorpresa ed enorme stupore sull'ultimo numero del Buscadero, le affermazioni di Matt Piucci ( Rain Parade ) e delle presunte odierne posizioni a destra di Roger McGuinn e Chris Hillman etichettandoli come stronzi Destrorsi anche se essere conservatori non significa automaticamente esserlo nel senso più estremo ma ad ogni modo se ripenso a certe stagioni passate e al significato che hanno avuto i Byrds nel panorama musicale..alla vicinanza con Dylan ecc..mi sciocca abbastanza.Ad ogni modo però è pur vero che quando ai Byrds fu proposto di suonare nel Sud Africa dell' Apartheid l' unico che strenuamente si oppose fu il southerner Gram Parsons...e anche in questo caso conferma del fatto che i luoghi comuni non sono mai certezza assoluta.
Per quel che riguarda le nostre passioni ho visto in rete l' altra sera un bel film tratto da " La Ballata di Charley Thompson" di Willy Vlautin e secondo me abbastanza riuscito.
Molto bello anche e almeno a mio modo di sentire l'ultimo lavoro del canadese Bruce Cockburn.
Il mondo è fiamme per dirla alla Jim Morrison...i giovanissimi alzano la testa in mezza Europa e non solo... speriamo bene!!

corrado ha detto...

Proprio l'altro giorno mio fratello mi aveva ricordato l'uscita di Gram Parsons day Byrds dopo la decisione della band di andare a suonare in Sud Africa, alla quale Parsons non si piegò.
Piuttosto, riguardo alle elezioni americane, avete visto il manifesto gigante con Tom Petty che dice' "I wont back down"?

Armando Chiechi ha detto...

No Corrado , prendo nota e vedo...

corrado ha detto...

È la canzone, ma l'hanno trasformata in slogan, spero col consenso della famiglia, ma immagino di sì
C'è una bella foto di Tom ai bei tempi, il titolo e la richiesta di colorare. Generica, ma chiara quanto a indirizzo. Su Rai News c'è una foto

Unknown2 ha detto...

Livio. Benissimo che anche TP, dall'aldilà, sia al posto giusto. E bene al clamore suscitato dalla scelta del Papa di votare x corrispondenza: evidente a chi andranno le sue preferenze dopo i battibecchi col mancato premio Nobel su immigrati, solidarietà, guerre... Qs è un endorsement micidiale x il biondo...

corrado ha detto...

Il T9 ha scritto "colorare", invece di "votare", ma spero che si sia capito ugualmente...

Unknown2 ha detto...

Livio. Trovo su Google che la famiglia di TP si oppose duramente all'uso di I Won't Back Down durante un comizio del biondo a Tulsa.
Già nel 2000 lo stesso TP diffidò G.W.Bush x l'uso nn autorizzato dello stesso brano, eseguendolo poi live x il candidato democratico Al Gore.

Armando Chiechi ha detto...

Colgo l'occasione per complimentarmi con Mauro ed indirettamente con i suoi colleghi del Buscadero per lo speciale dedicato al Punk che ho appena cominciato a leggere. Già l' introduzione ne da un senso che fuoriesce dai soliti cliché celebrativi e quindi essendo proprio quello... seppur alle prime pagine, lo trovo uno speciale davvero succulento!!
Long live to Buscadero

corrado ha detto...

Uno speciale sul Punk? Devo prenderlo! 😄

Unknown2 ha detto...

Livio. Ammetto di aver solo iniziato la lettura del nuovo Busca. Complimenti e grazie al Prof x l'articolone sui Cream: da affezionato alla Golden Age of R'n'R non potevo esimermi.
Lo speciale sul punk (a prima vista, ripeto) mi pare forse un po' troppo onnicomprensivo: che c'azzeccano Springsteen, REM, Neil Y(padre del grunge, piuttosto)? Luigi Tenco, poi? I Pearl Jam? Dylan? Svariati (per me)sconosciuti senza dir nulla di Ramones, J.Thunders, SexP. e decine di altri all'epoca ben più noti? I Clash, poi, piaccia o meno, furono qc d'oltre e più grande del punk strettamente inteso...
Resto vagamente spaesato, ma voglio leggermi tutto con calma, quasi certo, e sperando, di dovermi ricredere.

corrado ha detto...

In effetti detta così sembra un gran minestrone...
Per me il punk ha solide radici americane. Steve Jones è un devoto di Johnny Thunders e Malcolm MC Laren fu inizialmente manager dei New York Dolls. Deniz Tek un figlio spirituale di MC5 e Stooges e così via.
Poi arrivarono i Ramones e anche loro, quando arrivarono a Londra contribuirono a diffondere quell'attitudine e quel suono in Europa.
Poi tutte le band e i musicisti di qualità superiore, da una parte e dall'altra dell'Atlantico, si evolvettero in qualcosa di più profondo oltre i limiti del punk tradizionale (i nomi sono tanti).
Lo stesso Springsteen era un grande fan del punk e della new wave, anche se ovviamente aveva la sua poetica e il suo suono.
Quindi io direi punk come attitudine di vita e di approccio alla musica. Solo questo rende seminale e irrinunciabile il periodo 1974-1979 circa.
Racconteremo tutta questa epopea venerdì 6 novembre in un concerto storytelling insieme a un'altra band, per ricordare giusto i 50 anni dall'uscita del primo disco dei Ramones. Spero di non fare brutta figura, perché ci sarà un sacco di gente a seguire... 😅

Armando Chiechi ha detto...

Ragazzi e come dice Corrado...si parla di attitudine e questa è la parola chiave che dà senso all' articolo, che non vuole essere strettamente celebrativo e filologico. Poi che possa piacere o meno è un altro discorso. Mi associo agli elogi di Livio per lo speciale sui Cream !!

corrado ha detto...

I Cream😀 Che figata! Suonavamo White Room nel vecchio gruppo (più Classic rock). Età emozionante approcciarla...