domenica 26 febbraio 2012

Bruce Springsteen > Wrecking Ball (Sony)


Quando ho sentito la prima volta il singolo We Take Care of Our Own sono rimasto perplesso: suono boombastic da mainstream rock lucidato a nuovo e nel testo tutta quella speranza  posta e poi inaridita. Il cambio di produttore, da Brendan O'Brien a Ron Aniello non portava novità e freschezza, l'idea che in fatto di produttori (e di titoli visto che Wrecking Ball è già stato usato da Emmylou Harris per un suo disco)  Springsteen non capisca un granché  è quasi una certezza ed il giorno in cui si affiderà ad un produttore mirato per un  sound schietto e rock n'roll sarà festa nazionale. Invece poi l'album è un'altra cosa, decisamente  migliore dei due che lo hanno preceduto. Wrecking Ball  è un disco tosto, un disco di rock popolare nel senso nobile del termine con canzoni che suonano rabbiose e testi che hanno come temi la crisi economica, le ingiustizie sociali, i dubbi e la paura delle persone meno fortunate e meno abbienti. Qui sta il senso del disco, una specie di concept lega diverse canzoni dove il punto di vista è quello del popolo, della classe operaia, dei giovani senza futuro, dell'America che non ce la fa, della gente comune a cui hanno tolto ogni speranza, del lavoratore che diventa sempre più magro grazie al  banchiere che diventa sempre più grasso.  Wrecking Ball è un disco che parla semplice e diretto e spesso usa i suoni propri della comunità di origine irlandese della East Coast come l'irish folk ed il celtic rock per risultare più incisivo e realista. C'è parecchio folk irlandese nelle canzoni, ci sono violini, fisarmoniche, il banjo, c'è un esplicito riferimento all'esperienza e al sound delle Seeger Sessions  qui filtrato dal muscoloso rock di Bruce, dalle chitarre che urlano, dai colpi di batteria, dal basso che pulsa, dalle tastiere che riempiono gli spazi e qualche volta eccedono pure. Il suono è potente e diretto,  comunicativo, un rock innaffiato di birra scura e di orgoglio popolare, un canto di resistenza che usa riferimenti biblici e metafore religiose come è solito fare Springsteen ma anche il linguaggio comune di strada  per farsi ascoltare ed invitare, nonostante tutto, a non mollare. Nella splendida Jack of All Trades, una delle canzoni meglio riuscite dell'album, Bruce canta i'm a Jack of all trades, there's a new world coming e non si sa se lo dica più per darsi forza o perché ci crede veramente visto che la voce, il piano e una ballata lenta ed introversa  non inducono all'ottimismo ed una tromba che fa tanto Nini Rosso fende l'aria come in una onorificenza funebre  di qualche cimitero americano coperto di neve. Anche qui, in Jack of All Trades, un pezzo il cui testo  sembra preso dal Ry Cooder di Pull Up Some Dust & Sit Down ci sono tante voci femminili, mai cosi abbondanti come questa volta. Il gospel del Victorious  Choir  incontra gli arrangiamenti orchestrali del New York String Section mentre il rock della E-Street Band o solo di quelli qui presenti si salda con l' irish flavour dei tanti musicisti migrati dalle Seeger Sessions.   Wrecking Ball è un'opera che strumentalmente presenta diverse facce, c'è la semplicità di una batteria sfilacciata ed il roots-rock caro a  John Mellencamp con lo sfondo dei violini, degli archi, dei cori e di un ritornello tanto secco quanto eloquente, su nella collina dei banchieri la festa è finita, cosa ci fa  un povero ragazzo in questo mondo sbagliato (Shackled and Drawn) e c'è la cupezza di This Depression dove dopo un inizio lento accompagnato dalla orchestra si fa strada la chitarra "spaziale" di Tom Morello, c'è l'elettronica biblica e da sermone di Rocky Ground, il brano meno digeribile dell'album con quelle voci rappate e c'è una canzone il cui titolo fa venire in mente la Ricky Lee Jones del basco rosso. Prendo l’impermeabile, porta fuori il cane, mettiti il tuo vestito rosso, andiamo in città in cerca di denaro facile, è il verso trainante di Easy Money ma qui i soldi facili non servono per una notte sotto le stelle della California in compagnia del Jack Daniel's, qui c'è una Smith&Wesson calibro 38 infilata sotto la giacca per  cercare di sopravvivere.  L'atmosfera è realisticamente celtica, ci sono i volini, i suoni delle Seeger Sessions, la fierezza delle radici ed una coralità che vi trascina in una danza festosa, anche se i tempi non sono quelli della festa. Ma qui sta la potenza di Springsteen e del suo rock , comunicare,  coinvolgere, scuotere anche quando le parole sono quelle della crisi, della povertà, dell'ingiustizia. Lo stesso titolo Death To My Hometown non prelude a niente di buono ma il celtic rock che pulsa nelle note suona come se accompagnasse la marcia del San Patrick's Day e la visione ricorda l'indimenticabile scena di Mystic River. Ritmo che scalpita, rabbia positiva, speranza,  straight to hell come cantavano i Clash ma qui siamo nei sobborghi della East Coast, nel quartiere  Quincy di Boston dove gli eroi locali si chiamano Dropkick Murphys.
You've Got It inizia dolente con la chitarra acustica, sembra una Darlington County rallentata ma c'è un latente stato di attesa, ad un certo punto il battimani ed una slide cambiano lo scenario, il rock si mischia con la potenza rallentata del blues e tutto fila per il verso giusto, This Depression è marziale e cupa, Bruce cerca calore nell’amore di una donna, ho bisogno del tuo cuore perché non sono mai stato cosi debole,  We Are Alive chiude l'album, quello della versione senza bonus tracks,  con il gracchiare del vinile ed una chitarra acustica folk.  Si parla di morti, lutti e cimiteri, come fosse una piccola Antologia di Spoon River, un lascito della Guerra Civile   ed una riga, our souls will rise che è un po' il sentimento generale dello Springsteen di Wrecking Ball.
 Tanto smarrimento ma pure un esplicito invito a resistere  con il devastante rock della palla demolitrice che sfrutta il baseball, il gioco americano più popolare, come metafora per raccontare l'orgoglio, le sconfitte e le speranze in una sorta di moderno no surrender. Gli ultimi versi della canzone sono una scossa al suono di un rock mai così vibrante.
Non ci sono solo gli E-Streeters Charlie Giordano, Patty Scialfa, Soozie Tyrrell, Steve Van Zandt, Max Weinberg,  in Wrecking Ball, ci sono anche i compagni di ventura delle Seeger Sessions ( Art Baron, Clark Gayton, Lisa Lowell, Ed Manion, Cindy Mizelle, Curt Ramm) oltre all'ex batterista dei Pearl Jam Matt Chamberlain, al polistrumentista Greg Leisz, alla chitarra di Tom Morello, al sax di Stan Harrison e alla tromba di Darrell Leonard oltre ai cori gospel e la sezione archi. In diversi momenti si avverte la mancanza del sax, in altri compare quando la malinconia ha già stropicciato il cuore,  Clarence lo si sente in Wrecking Ball e nell'arrangiamento di Land of Hope and Dreams dove sono stati aggiunti voci gospel, tante tastiere ed una drum machine.
Wrecking Ball è un disco che ancora una volta dividerà, qualcuno continuerà a cercare lo Springsteen dei glory days ignorando il tempo e la storia, qualcun'altro maledirà di nuovo il produttore, altri ancora diranno che Springsteen ha preso le distanze da Obama, altri diranno che non è più lui, infine ci sarà chi lo osannerà come si fa coi propri idoli.  Non è facile per nessuno, oggi,  con l'aria che tira fare un disco che sia realistico nelle osservazioni,  sensibile e credibile nell'immedesimarsi nei problemi della gente comune e possedere contemporaneamente l'esoterico potere del rock n'roll di far gioire e pensare, Springsteen ci è riuscito. Wrecking Ball è rock popolare nel senso migliore del termine.

MAURO ZAMBELLINI        FEBBRAIO   2012

36 commenti:

Yenky ha detto...

...altra occasione persa Mr. Bruce!! P.s. Matt chamberlain ex batterista dei smashing pumpkins non dei Pearl jam! Ciao a tutti!

zambo ha detto...

matt chamberlain ha suonato per un breve periodo coi Pearl Jam al tempo del loro fantastico Ten, ha fatto un tour insieme ed è presente nel video di Alive. Non ha mai suonato coi Smashing Pumpkins.
Altra occasione persa Mr. Yenky!!

Anonimo ha detto...

Armando:Sinceramente la curiosità è tanta ed anch'io son dello stesso tuo parere circa i produttori(ci vedrei bene anche Joe Henry)ma come ben sappiamo Bruce da questo punto di vista è un pò testardo..comunque se l'effetto potrà esser simile a "The Rising" ben vengano le novità anche se per questi anni 2000 credo che da un punto di vista prettamente artistico come credo tu stesso scrivesti sul Busca,il suo picco l'ha raggiunto con le Seeger Session.Vedremo....

valter ha detto...

bel commento, sincero, ponderato, per niente "talebano", e illuminante.
solo tu puoi citare NINI ROSSO,in una recensione rock, e puoi rimandare a letteratura "alta"come SPOON RIVER",e dare visioni cinematografiche da mistyc river.
vorrei solo aggiungere che per la prima volta dai tempi di THE RISING,il nostro ha realizzato un cd, il cui contenuto potrà essere orgogliosamente eseguito interamente nelle esibizioni live. integrato al materiale ripescato da tracks o dagli inediti di the promise, cosa che lui stesso non ha potuto fare con i 2 ultimi mediocri lavori.
non sono tra quelli per cui bruce è + intoccabile della mamma, ma si sconsiglia vivamente l'ascolto di WRECKING BALL ai frequentatori di aree COMUNIONE E LIBERAZIONE,fideisti pentiti, o leghisti che si aggiornano su LIBERO O IL GIORNALE.
a ognuno la propria libertà di non essere schierati.
alzo il calice, salut

Yenky ha detto...

Sorry!! Confuso matt chamberlain con Jimmy chamberlin !! A freddo si può sbagliare ! Resta il fatto che il nuovo cd del boscaiolo del new jersey non mi piace! Saluti

Roby.G ha detto...

giusta deduzione Mauro! W.B dividera il mondo.....dolpo WOAD ci si aspettava un disco Rock potente "chissa poi perchè" i testi parlano dell'America e la musica racchiude tutti i generi che la rappresenta!è un disco difficile da digerire per noi rocker...ma che dire che lo sto consumando -che è meglio degli ultimi 2-che ha 2/3 capolavori che negli ultimi non c'erano!che a tanti pezzi nel cassetto che avrebbe fatto impallidire tutto l'album! ma questa è la musica che ora vuole fare..e noi nel bene e nel male acettiamo .ma con little steven come produttore non sarebbe stato meglio!?lo aspettimo dal vivo,ricordando che ha 2 albums da proporre.grazie Mauro!

Anonimo ha detto...

springsteen è un morto che cammina ormai da più di vent'anni

Edoardo ha detto...

Ho già ascoltato per intero (più volte) Wrecking Ball ma in tutta sincerità non riesco a farmelo piacere in toto. Purtroppo il "nostro" Boss non riesce più a farmi battere il cuore come un tempo: ho tutti i suoi dischi ma concordo con chi ha già detto che il suo ultimo migliore è ancora "The Rising" dopo di che non ne è uscito più uno alla sua altezza (Seeger Sessions a parte). Capisco che anch'io sto invecchiando e "mostri sacri" come Born to Run, Darkness, The River sono irripetibili e con il passare degli anni il mio amore verso il Boss si è affievolito, ma personalmente dischi come Magic e Working on a Dream non hanno resistito più di tanto nel mio lettore cd anche se tu nella recensione sul Buscadero fatta a suo tempo concludevi dicendo " ...queste sono canzoni che sentiremo per tanto tempo ancora a lungo...". Purtroppo, per quel che mi riguarda, credo che anche questo Wrecking Ball seguirà stessa sorte dei due cd di cui sopra. Occasione mancata?Sicuramente. Finchè il nostro continuerà ad affidarsi alle produzioni di Ron Aniello e/o Brendam O'Brien non credo avremo grossi miglioramenti; certo con Rick Rubin, Ry Cooder e T-Bone Burnett sarebbe tutt'altra musica!

zambo ha detto...

Ognuno può scrivere, dire e pensare come vuole ma nel riportare parole altrui si vorrebbe correttezza e precisione. Edoardo, io anzi noi perchè la recensione sul Buscadero la feci insieme a Marco Denti scrivemmo: "Working On A Dream è un disco che ha un senso, impegnato alla rinascita di un sogno quarantacinque anni dopo il famoso i have a dream di MLK. Speriamo porti bene, lo sentiremo parecchio". Mentre per Magic concludevo " una bella conclusione (riferita a Terry's song) per un disco che entusiasma solo a tratti".
Il fatto che quel sogno si sia avverato solo in parte lo testimonia il testo di we take care of our own. Forse proprio per quell'entusiasmo deposto e poi scemato quel disco, WOAD, così leggero e westcoastiano è evaporato in fretta. Comunque sia nelle parole da te riportate c'una accentuazione di significati che non trovo nelle mie recensioni, pur avendo attribuito ai dischi un punteggio di tre stelle e mezzo che oggi sinceramente ridimensionerei.

Yenky ha detto...

Ohhh meno male che qualcuno mi ha dato ragione....!!!! Zambo perdonami ancora la gaffe su matt chamberlain...non potrò perdonarmela x lungo tempo...

Loris ha detto...

Approvo il commento del Signor Zambellini, grande critico musicale. Io sono un fan di vecchia data, ho quasi 50 anni e Springsteen, insieme ad altri (Tom Petty, Neil Young ed altri)è praticamente la colonna sonora della mia vita. Credo che la produzione di Bruce sia da leggenda fino al 1984, poi sono arrivati alcuni dischi sinceramente di non grande livello. Con delle eccezioni come Tracks,The Rising, The Seeger sessions, i vari live che lo rendono comunque il numero 1 di sempre dal vivo. Forse è veramente una questione di produzione, non so...Ho ascoltato il nuovo album distrattamente, da martedì lo farò con l'attenzione necessaria per capire che messaggio ci vuole dare con il nuovo disco. E lo aspetto dal vivo fra qualche mese...Sono certo non deluderà. Mai.

Anonimo ha detto...

Ho ascoltato le nuove canzoni solo a tratti per poter giudicare.
Spero sia un buon disco, meglio di WOAD e Magic (non che ci voglia tanto!).
Comunque dal vivo Bruce non si discute, non c'è nessuno come lui nelle esibizioni live!
Vorrei solo chiedergli perchè, dopo "The river", ha deciso di non usare più il piano nelle sue canzoni.
Intendo dire usarlo come in "Point blank" o "Racing in the street".
Bruce, tell me why!

Andrea Furlan ha detto...

Pienamente d'accordo con quanto scritto da Zambellini! Anch'io ai primi ascolti di "We take care of our own" avevo delle perplessità, probabilmente perché ancora molto diffidente dopo le delusioni di Magic e WOAD. Però ho continuato ad ascoltare il brano e negli ascolti è cresciuto. Poi è arrivato il video e si è anche chiarito il senso che avrebbe avuto tutto l'album. Mi sono bastati un paio di ascolti per poter dire che si tratta di un lavoro davvero buono, con alcune grandi canzoni e un ottimo suono (e qui la differenza con Brendan O'Brien si sente). Giusto mix dell'ormai consolidato writing di Springsteen con sononorità più moderne (drum machine, rap, orchestra)e soprattutto con il meglio delle Seeger Sessions. Bellissima la definizione di rock popolare! Da The Rising aspettavo che Bruce pubblicasse un disco così!

Anonimo ha detto...

Buon vecchio Zambellini, sono perfettamente d'accordo. E' un disco godibile(è una settimana che mi sto sfondando le orecchie). Mi piace quasi tutto (ad eccezione della 1 bonus track), anche la bistrattata Rockin ground: è una buona canzone, una one step up 2012, per non parlare dell'ottima versione di Land..: è potente e rinvigorita (si mangia in un boccone la versione live).Non sono deluso e mi hanno rotto il cazzo tt quelli che rimangono sistematicamente delusi e non non fanno altro che parlare di quegli anni (non sono l'ultimo arrivato,ho conosciuto springsteen nel 76 ai tempi di popof/radio2, quando massarini (forse il primo in italia insieme a pergolani su 2001 a parlare di S.) lo sparava insieme a brother jackson browne).

Peck75 ha detto...

Una premessa:Nessuno può aspettarsi le stesse emozioni del primo Bruce(fino a Nebraska)quelle cose si provano una volta sola.Per favore,chi si aspetta dagli Stones un'altra Gimme Shelter o da Macca un'altra Yesterday?Si è evoluto il suo stile ma soprattutto...siamo cambiati noi!
Detto questo, WB mi sembra nettamente superiore agli ultimi due dischi perchè mi piacciono di più gli arrangiamenti,punto! Per me "Swallowed-up" "This Depression" Jack off all trades sono autentiche gemme,tra le cose migliori di Bruce.
E vedrete cosa diventeranno queste canzoni on stage... Bruce ci sarà, tanti criticoni staranno a casa perchè...quanto siamo cambiati da Nebraska!

silvio72 ha detto...

Ho amato follemente Bruce però devo ammettere che dalla metà anni degli 80' in poi, almeno per me, solo The Ghost of Tom Joad e The Rising sono grandi dischi!

Yenky ha detto...

A me non dispiaceva devil's and dust!!

Alexdoc ha detto...

A me Devils and dust piaceva un sacco, è il suo disco che ho preferito degli anni duemila. Mi rendo conto di essere l'unico a pensarla così. I due precedenti tentativi "Pop": Magic mi ha conquistato pian piano, nel tempo, WOAD al contrario l'ho abbandonato. Questo non è male, ai primi ascolti. Dal vivo potrebbe essere meglio.

valter ha detto...

http://alessandroportelli.blogspot.com/2012/03/bruce-springsteen-wrecking-ball.html nuovo contributo

Edoardo ha detto...

Innanzi tutto mi scuso con Zambo per aver male interpretato le parole della sua vecchia recensione su Working On A Dream ma comunque il mio parere (musicale) su quanto già detto non cambia. Volevo aggiungere che in questi giorni ho letto parecchie recensioni su Wreking Ball e tutte parlano molto dell'importanza delle liriche di questo disco: crisi economica, ingiustizie sociali, difesa delle persone povere, ecc. ecc. Ok. Vorrei però dire una cosa: ma per noi che non siamo di madre lingua inglese e/o con poca padronanza della stessa siamo sicuri che compriamo un disco in base ai testi delle canzoni? Io personalmente ho tantissimi album di artisti inglesi e americani vecchi anche di 40 anni che ho ascoltato per tanto tempo e ascolto ancora con passione e soddisfazione senza minimamente sapere cosa dicono le parole che vengono cantate e credo che il 90% della gente la pensa come me. La stessa cosa vale per Springsteen; quello che colpisce è sempre la musica, il sound che ne scaturisce, il suono delle chitarre, della batteria, delle tastiere, della voce e così via. Per noi consumatori di rock è sempre stato così. Non dico che tutto Wreking Ball sia da buttare; sicuramente il nostro sà sempre circondarsi di ottimi strumentisti, ma sono certe scelte musicali che mi lasciano perplesso. Il rap di Rocky Ground, per esempio, è assolutamente fuori luogo. Penso, inoltre, che al Boss (per quello che è stato) gli si "perdoni" tutto e credo fermamente che, come ho letto su un altro blog, che se questo disco lo avesse fatto un qulasiasi John ... o Mark ... o chi altro, sarebbe sicuramente passato inosservato e nessuno si sarebbe sognato di recensirlo. Per favore, diciamoci la verità!

Anonimo ha detto...

http://www.rollingstonemagazine.it/musica/notizie/fallito-e-invidioso-del-mito-e-delle-ragioni-di-critica/49541

zambo ha detto...

sacrosante parole le tue Edoardo, non sempre nel rock si colgono i testi, conta la musica e le chitarre ed è questo che cattura al primo istante ma Like a Rolling Stone non sarebbe quello che è senza un buon testo, musica e liriche sono in sintonia e questo lo si avverte quasi in maniera subliminale, una cosa difficile da spiegare, il suono entra nel sangue ancora prima di leggere il testo e poi questo non fa che confermare l'impressione sonora. Così è per Satisfaction nella sue semplicità, per le canzoni di Chuck Berry, per Born To Run e tutto il resto. Ho sentito la prima volta Wrecking Ball (ho fatto la recensione dopo un solo ascolto perchè quelli della Sony Italia ti permettono solo così) coi testi in inglese che scorrevano sullo schermo mentre il cd sputava le canzoni e nella maggior parte delle canzoni ho avvertito questa sintonia, i testi che parlavano di crisi ma con un non tanto celato senso di riscatto e questo spirito celtic folk rock nei suoni che supportava la voglia di farcela nonostante le difficoltà. Mi sembrava di essere nella parata di San Patrick Day in Mystic River, c'era simbiosi tra musica e testi, c'era questa forza nelle parole e questo orgoglio nella musica. Voglio dire quando il testo è buono la musica viene di conseguenza e viceversa. Se no si finisce in O-Bla-di O Bla-da.

Blue Bottazzi ha detto...

Perché, è brutta Obladi Oblada?

ciao Zambo!

Luca Rovini ha detto...

ahahah....Zambellini-Bottazzi è una coppia enorme. Comunque sono d'accordo con Zambo sulla connessione liriche-musica. Invece per il giudizio sul disco dirò la mia opinione quando i corrieri della SDA avranno finito di far girare il mio vinile in giro per l'Italia...eppure Pisa non è difficile da trovare

Andrea Peviani ha detto...

@edoardo: io al contrario penso che se un disco così lo facesse uno sconosciuto songwriter tutti lo esalterebbero come la scoperta di un nuovo purissimo talento... invece è BRUCE SPRINGSTEEN e nessuno lo può ascoltare senza pensare alla sua storia, ed è ovvio che non c'è gara con i dischi fino all'84. Mentre con gli altri, ne possiamo parlare...

Anonimo ha detto...

Finalmente un gran disco..alcuni lamentano l'ibrido con suoni sintetici e la contaminazione con forme non tradizionaliste....quel che resta sono un disco godibile in toto e finalmente ispirato...la commistione sovra citata a me non dispiace affatto, il folk che si coniuga con il rock , aggiunte di cori gospel, fiati e quant'altro...Bruce almeno ha provato a fare qualcosa di diverso nel solco della tradizione senza eccessivi appesantimenti..cmque un gran gran bel disco...sorry a chi non piace

SoloDinamo ha detto...

bellissimo disco e grande recensione, piena di riferimenti e citazioni.
ora bisogna studiare ! La stampo e la terrò come guida per il proseguo.
Intanto vi dico che l'incipit dell'album We Take of our own/easy money/shacked and drawn "spacca" quasi come i primi 3 pezzi del vecchio B.i.t.USA. E poi la nuova versione di Land Of Hope And Dreams è commovente, ora la aspetto dal vivo.
merita abbondantemente un 8 ma proseguo negli ascolti...

Anonimo ha detto...

non sopporto i fan di BRUCE SPRINGSTEEN perchè nel 2012 ancora credono di potersi salvare la vita con la sua musica. A me il BOSS la vita l'ha salvata nel 1982, quando avevo diciotto anni, e di ciò gliene sarò sempre grato. Oggi Bruce non ha più quella responsabilità nei miei confronti e, per questo, lo ascolto con disincanto senza pretendere da lui un'altra Born to run.La vita, se voglio, me la devo saho imparato ascoltando per ore la sua musica e spendendo un sacco di soldi per i suoi concerti....

dennis ha detto...

non sopporto i fan di BRUCE SPRINGSTEEN perchè nel 2012 ancora credono di potersi salvare la vita con la sua musica. A me il BOSS la vita l'ha salvata nel 1982, quando avevo diciotto anni, e di ciò gliene sarò sempre grato. Oggi Bruce non ha più quella responsabilità nei miei confronti e, per questo, lo ascolto con disincanto senza pretendere da lui un'altra Born to run. La vita, semmai, me la devo salvare da solo e ciò l'ho imparato ascoltando per ore la sua musica e spendendo un sacco di soldi per i suoi concerti....

Cheyenne ha detto...

Concordo con dennis. Molti Fans di Bruce aspettano con trepidazione ogni sua pubblicazione, come se dal valore, o meno, dei suoi dischi dipenda la loro vita.....Wrecking ball e' un gran bel disco e la titletrack entra di diritto nel giro dei suoi classici (per me e' la Badlands del terzo millennio)

zambo ha detto...

concordo con dennis e per quanto riguarda wrecking ball con cheyenne.
Più lo sento WB e più mi piace, ad eccezione di swallowed up veramente brutta

Dennis ha detto...

Ciao Mauro, ho scoperto da poco il tuo bellissimo blog. Sono un attento lettore dai tempi del Mucchio Selvaggio e grazie alle tue recensioni ho scoperto molta musica di gran livello, quando i dischi si potevano ancora comprare.. Scusami se sono entrato a gamba tesa nel tuo spazio, a proposito di Wrecking Ball. Forse sono stato troppo irruento nel definire insopportabili certi Fans di Springsteen che, pero', a volte sembrano tante vedove inconsolabili che non accettano che il tempo passi anche per Bruce. Come al solito concordo in pieno con il tuo giudizio sull'ultimo disco del Boss....grazie di tutto e a presto

SoloDinamo ha detto...

amo i Bruce-fan !
http://www.youtube.com/watch?v=yO5Q2WYa8d4&feature=g-all-f&context=G2e2ca3dFAAAAAAAATAA

BIBO ha detto...

secondo me BRUCE dovrebbe essere insignito del Nobel per la medicina, per aver trovato la cura alla depressione. Non parlo solo delle canzoni storiche, Born to run è il viatico per il Paradiso, ma quando sento anche uno dei suoi capolavori minori, come I'M GOIN DOWN, di colpo mi passano tutte le incazzature e le angosce della vita... Per cui, ringraziamo il cielo di averlo avuto, Bruce, e non ci mettiamo a discutere se a sessantanni e rotti sia o non sia ancora il più grande di tutti. D'ALTRONDE IO UN SUO EREDE LO CERCO DA ALEMENO VENTI ANNI..

BOBROCK ha detto...

molto spesso concordo con i pareri di Zambellini e solo in virtu' della sua recensione sull'ultimo Bruce ho deciso di acquistare il cd dopo aver letteralmente gettato nella pattumiera gli ultimi due lavori. Volando alto come scrisse Voltaire "Non sono d'accordo con le tue opinioni, ma difenderò sempre il tuo diritto ad esprimerle). Purtroppo anche questo ultimo lavoro seguira' nel breve i precedenti. Al di la' dei testi impegnati e sociali (per fortuna non e' il solo a scriverne) gli arrangiamenti li trovo dozzinali, tagliati con l'accetta e molto molto gia' sentiti. Dal vivo rimane un performer straordinario (anche se tragicamente sempre piu' gigione e gli ammiccamenti/cori con il pubblico mi risultano insopportabili). In studio a parte le Seeger sessions e the Rising....la mia discografia si ferma a Nebraska. Per la cronaca faccio parte del drappello di italiani che ha avuto la fortuna di poterlo seguire dal vivo nel 1981. All'epoca avevo l'impressione che ogni sua canzone fosse questione di vita o di morte. Non posso sperare che 31 anni dopo e molti milioni di dollari dopo, questa sia ancora la sua urgenza principale. Il 7 giugno ci saro' ma solo per "affezione", Springsteen non ha bisogno di nuovi dischi per andare in tour bastano le vecchie canzoni..... Il vero concerto dell'anno sara'a Pistoia con i Govt Mule, (prendete nota domenica 15 Luglio 2012) solo che anziche' i 60.000 adoranti di San Siro ci saranno (forse) 1.500 paganti. E anche se Zambellini scrive che i GM non sono in grado di scrivere canzoni memorabili......memorabili sono tutti i loro concerti dal 1995. Quindi cari fans di Bruce che affollate i suoi concerti ma quando viene Gregg Allman e il concerto viene annullato per prevendite inesistenti oppure quando anche l'ultimo John HiATT non era sold out ...... Ian Hunter 250 paganti....e l'ultimo Roger Daltrey non ha registrato nessun tutto esaurito in 9 teatri mi chiedo sempre dove siate.......Forse a casa con le copertine degli ultimi lavori del vostro beniamino sul letto e nell'oscurita' della vostra stanza brandendo l'oscuro oggetto del desiderio urlate a squarciagola gola BRUUUUCCCEEEEE!!!!!!!!!!

BOB ROCK 09/04/2012

Anonimo ha detto...

bruce non sara piu' quello di "the river" (del resto nemmeno noi siamo piu' gli stessi) pero' questo e' un signor disco e riesce a far dimenticare le due infelici prove precedenti...c'e' ancora qualcosa che non va nella produzione (violini, plastica etc.) pero' ci si puo' accontentare!
X bottazzi: obladi-oblada fa cagarissimo