sabato 22 febbraio 2020

RORY GALLAGHER Check Shirt Wizard



Saranno contenti i tanti fans dell'indimenticato ed indimenticabile Rory Gallagher per questa ulteriore testimonianza live dell'irlandese, catturato durante il tour inglese del 1977 di supporto alla pubblicazione dell'album Calling Card.  Venti tracce distribuite su un doppio CD estratte da concerti all'Hammersmith Odeon di Londra, al Dome di Brighton, alla City Hall di Sheffield e Newcastle avvenuti tra il gennaio ed il febbraio del 1977, ulteriore prova della forza e potenza di Rory Gallagher sul palco, qui in compagnia dei fedeli Gerry McAvoy al basso, Rod de'Ath alla batteria e Lou Martin col pianoforte e l'organo. Non un trio quindi, ma un quartetto affiatato e ben rodato, in azione fin dai tempi della pubblicazione di Blueprint  nel 1973 e durato fino alle session a San Francisco del dicembre 1977 rimaste inedite per tanti anni e poi pubblicate nel postumo Notes From San Francisco  del 2011. Check Shirt Wizard  è un documento importante perché porta dal vivo materiale dei due album più osannati negli Stati Uniti, benedetti dai critici di Rolling Stone che in quell'occasione paragonarono Gallagher a Eric Clapton ed Alvin Lee. Da Against The Grain  vengono difatti riprese la rocciosa Bought and Sold e la magistrale rivisitazione del pezzo di Leadbelly Out On The Western Plain mentre Calling Card  fa il pieno con Moonchild, Secret Agent, Barley & Grape Rag, Jack Knife Beat, Edged in Blue ed una delirante versione di Calling Card, misura di un set più improntato verso il rock che il blues. Ma Check  Shirt  Wizard  non tradisce le ampie aspettative dei fans di Rory che qui potranno trovare il suo lato più duro, aspro e rocknrollistico  ma anche quello blues e aperto al suono della sua chitarra acustica. Se difatti il primo CD insiste sui toni forti e sul furore di un hard-rock blues muscolare e sanguigno, il secondo CD si apre con una sequenza dove risuonano cristalline le influenze roots di Gallagher consumate nel folk, nel country-blues e nello skiffle di Out On The Western Plain, Barley & Grape Rag, Pistol Slapper Blues, Too Much Alcohol e Going To Hometown . Sono versioni intense, schiette e  pregne di quel sentimento di purezza e onestà che Rory sapeva riversare nel suo cantare e suonare. Un lato intimo complementare alla dimensione elettrica del suo rock-blues, ambito questo che si avvale del  brillante lavoro dei suoi compagni di ventura, l' arrembante e vulcanico basso di Mc Avoy, il drumming assatanato di De Ath ed il pianoforte e organo di Martin qui in grado di riempire ogni spazio, creare melodia e frivoleggiare honky-tonk tanto da pennellare di americanità titoli come Edged In Blue e la jammata Jack-Knife Beat.  Non si pensi a concerti addomesticati, non è nello stile di Rory e difatti il fuoco e le fiamme si propagano quando Rory prende in mano i suoi cavalli di battaglia ed incendia i teatri inglesi. Se Souped -Up Ford e Secret Agent  nel 1977 sono nuovi nella discografia del nostro eppure già in grado di urlare come dei classici, con Lou Martin che qui dà fuori di matto rincorrendo la chitarra del leader lanciata a mille, Bullfrog Blues è un tour de force che non ha nulla da invidiare a quello dell'Irish Tour '74  e altrettanto si può dire di Tattoo'd Lady e delle incandescenti Used To Be, I Take What I Want saccheggiata dal repertorio di Sam& Dave, Walk On Hot Coals e Country Mile , un boogie serrato che toglie il fiato e lancia la Stratocaster di Rory nell'olimpo degli Dei. Grande emozione lo suscita pure A Million Miles Away uno dei titoli di Rory più amati dai fans, con quella vena melodica che contrasta con l'assolo torcibudella della chitarra ed il cantato disperato e supplicante dell'irlandese, mai del tutto apprezzato come vocalist eppure commovente come pochi. Con due CD ed una scaletta da applausi Check Shirt Wizard  presenta un Rory Gallagher in ottima forma, coadiuvato da una band coi fiocchi, la migliore della sua carriera. I brani dei concerti originari sono stati oggi rimixati da Frank Arkewright agli studi Abbey Road mentre la produzione è di Daniel Gallagher, il nipote che ha curato il recente Blues  e sembra oggi avere in mano l'archivio del bluesman irlandese. Nel 1977 in Inghilterra esplodeva il punk, ma Rory Gallagher punk lo era da almeno dieci anni.
MAURO  ZAMBELLINI     FEBBRAIO 2020


7 commenti:

bobrock ha detto...

chitarrista fantastico che non ha avuto in vita la giusta considerazione che meritava. Sto comprando ogni ristampa. quelle live sono quelle che preferisco.
nel 1982 suonò a Milano io avevo la maturità e me lo sono perso…

Unknown2 ha detto...

Unknown2 Chitarrista, cantante, irish- and blues- man, passione e fede sconfinate nella sua musica e nel modo di proporla. Rory, lo Springsteen d'Irlanda, per attitudine e spirito. Anche x me un must assoluto.

Question 1: a quando una bella retrospettiva anche su Alvin Lee? Coi suoi TYA ha scritto pagine indelebili di british rock blues innovativo e di classe. Devastante a Woodstock, il vero punk otto anni prima. Il migliore (x me) in un parterre de roi.

Question 2: for Zambo & Bob. Cosa ve ne è parso di Tedeschi Trucks live in Italy?

bobrock ha detto...

Risposta : ho visto entrambi i concerti .entrambi notevoli . Per me migliore quello di Trieste per una questione di acustica . Agli arcimboldi ero in prima fila e sentivo in pratica con L amplificazione che c’era sul palco e quindi ad un volume basso.
La setlist da sera a sera è cambiata parecchio ma entrambi i concerti sono stati notevoli .
In compenso il mese scorso sono stato a Londra sempre per loro ma il concerto è stato al di sotto delle mie aspettative . Dipende sempre da cosa suonano . E mi duole dire che le canzoni scritte dalla Tedeschi le trovo ( spesso) delle canzonette.
Io dereck truck l’ho sentito due volte col suo gruppo e ho tutti i suoi dischi .
Non c’è storia tutta un altra musica .
E poi la Tedeschi è goffa e non ha la leadership sul palco .
Quando tutto il gruppo suona all’unisono è stupendo , quando Trucks sfiora la chitarrra tira fuori dei suoni pazzeschi ma lei per me è una zavorra .
Comunque stanno avendo molto successo e dubito che trucks tornerà alla vecchia formula .

Unknown ha detto...

Unknown2. Grazie bob. Sai già che condivido quanto pensi della tedeschi. Ma all'amor non si comanda, che sia x patti, yoko, linda o susan.... e la lista potrebbe continuare, vero?

Zambo ha detto...

non sono così drastico come Bob rock, a me il concerto milanese è piaciuto molto, uno dei concerti dell'anno, farei cantare di più Mike Mattison, ottimo cantante, e userei meno la Tedeschi che però in certi frangenti aggiunge una colorazione country-soul che allenta l'uragano sonoro che Trucks e la band crea. Non sono gli Allman e con lei, pur nei limiti, hanno creato qualcosa di diverso. Onestamente oggi le tempeste chitarristiche le trovo superbe se dentro u contesto più vario. De gustibus

bobrock ha detto...

Unknown:le mogli nella storia dei musicisti hanno sovente rotto le palle.
ma il problema si sarebbe posto ugualmente se i nostri beniamini fossero stati gay…… cioe' ci sarebbe sempre stato qualcuno pronto a volersi mettere in mostra e a pretendere un po' di gloria.
nb: scusa la formula ripetitiva ho utilizzato la parola "notevole" piu' volte e ho scritto di getto senza rileggere.
con coppia Tedeschi/Trucks sono giunto a sei loro concerti e adesso per un po' mi fermo. Auspico uno splendido divorzio….

per Zambo: Mike Mattison tutta la vita

Unknown ha detto...

Unknown2. Grazie di cuore x le vs sensazioni. Direi che, stringi stringi, siamo tutti d'accordo: meno tedeschi, più trucks. E tante chitarre, sangue sudore e lacrime del rock, ma solo al posto e al mo.ento giusto