lunedì 23 luglio 2012

Johnny Neel Every Kinda' Blues ...but what you're used to



Si rinnova il sodalizio tra Johnny Neel e gli W.I.N.D. Dopo aver suonato molte volte insieme in Italia e in Europa adesso è il momento di un vero e proprio disco registrato a Nashville ma comprendente anche due tracce estratte da un concerto a Udine durante il tour del 2010. Johnny Neel è un valente  cantante e tastierista, non vedente, che ha un curriculum di tutto rispetto. Ha fatto parte della reunion degli Allman del 1989 scrivendo parte del loro album Seven Turns, ha poi lavorato con Gov't Mule e Warren Haynes e dato vita assieme ad Allen Woody, Marc Ford, Matt Abts e Berry Oakley Jr. al supergruppo dei Blue Floyd. Conosce i segreti del blues e del southern rock ed è in possesso di una voce calda, pastosa, soul che a tratti ricorda perfino Ray Charles. Every Kinda' Blues mette a fuoco la sua arte, solidi blues virati soul e rock, con una generosa dose di southern rock a marcare un suono potente e sanguigno che oltre agli W.I.N.D vede impegnati il chitarrista Jack Pearson, il bassista Dennis Gulley, un stuolo di batteristi e la storica corista di Bob Seger Shawn Murphy. Musica tosta in odore di Allman dove le canzoni, quasi tutte scritte da Neel, permettono  sia i graffi di ruvido rock/blues con qualche accenno jazz (I'm Gonna Love You), sia le calde melodie soul-blues che grazie all'Hammond traspongono l'atmosfera gospel di una chiesa battista (la splendida Sunday Morning Rain), sia il pimpante saltellare di un pianoforte sedotto dai ritmi della Crescent City, succede in Johnny Needs A Shot.
In certi momenti, è il caso di How To Play Blues, la melodia è davvero struggente e Johnny Neel riempe il cuore di ricordi, aiutato da una slide che evoca Lowell George e dalle coriste in pieno trip gospel, in Every Kinda'Blues  l'armonica di Neel soffia il vento del sud mentre la band mostra muscoli e mestiere, Mighty Mississippi è denso, limaccioso e scuro, al contrario I Wanna Know The Way potrebbe benissimo essere cantato anche da Stevie Wonder. I brani sono della durata media di 4/5 minuti ad eccezione delle due tracce live dove si scatenano gli W.I.N.D e le lunghezze diventano quelle proprie delle jam spezzando un pò l'unitarietà del disco. Murdered By Love è un blues che sale lento e sornione, lascia spazio alle divagazioni dei singoli prima dell'esplosione finale con Anthony Basso in gran spolvero, Won't Lay Me Down è un soul-blues a metà strada tra disperazione e paradiso con annessa apoteosi.
Disco onesto e ben suonato.

MAURO ZAMBELLINI    

4 commenti:

Nicola ha detto...

Mi è arrivato il cd qualche giorno fa, gran disco e Won't lay me down la perla, assieme ai nostrani W.I.N.D. eccellente band all'altezza della situazione

Andrea Furlan ha detto...

Davvero un bel disco, direi anche qualcosa di più di onesto e ben suonato. Io poi impazzisco per gli W.I.N.D.!!

Luca Franzoni ha detto...

Io pure, i W.I.N.D. sono una grande band che denota gusto, maturità e potenzialità oggi fuori dal comune, anche rispetto a molti gruppi americani, li metto alla pari di bands come Gov't Mule e Black Crowes, il loro ultimo album poi è veramente bello, io sono uno di quelli che l'ha votato sul poll di Buscadero

Marco Ferrarini ha detto...

Per me i W.I.N.D. sono la band migliore che abbiamo in Italia del genere, e non solo