martedì 17 marzo 2026

B.B.KING'S BLUES SUMMIT 100 Celebrating the King of the Blues

Non amo particolarmente il modo di suonare di Joe Bonamassa (pur essendo un mostro dal punto di vista tecnico), ma è troppo lucidato per il blues che amo, e il suo personaggio lascia spazio a un glamour poco in sintonia col genere, ma apprezzo molto il lavoro che sta facendo nel dare esposizione al blues, promuovendo e producendo artisti giovani oltre a tributare ai grandi del genere un riconoscimento che il tempo rischia di offuscare, tenendo in vita una memoria, coinvolgendo musicisti in progetti di difesa e valorizzazione del genere. Non ci fosse stato lui probabilmente il centenario della nascita di uno dei maestri del blues, Riley B.King nato a Barclair nello stato del Mississippi il 16 settembre 1925 consacrato alla storia come B.B.King sarebbe passato inosservato. Grazie a Bonamassa  uno dei tre Re del genere (gli altri sono Albert e Freddie entrambi King) gode oggi di un sontuoso doppio CD celebrativo, B.B.King’s Blues Summit 100, di trentadue brani selezionati dalla sconfinata discografia del bluesman di Indianola, ospitanti una cinquantina di ospiti, alcuni come Buddy Guy, Warren Haynes, Eric Clapton, Larry Carlton, Gary Clark Jr., Robben Ford, Susan Tedeschi & Derek Trucks di prestigio stellare. Un progetto nato con un altro manico d’oro, l’amico e chitarrista Josh Smith che ha visto in campo nelle vesti di house band musicisti dell’entourage di Bonamassa : il batterista Lemar Carter, il bassista Trevor Carlton, il tastierista Jeff Babko, più una nutrita sezione di sassofoni, trombe e tromboni, il tutto per accompagnato le trentadue esibizioni degli invitati. Joe Bonamassa compare in tutti i brani e pur sciorinando le sue corde  mantiene un profilo da sideman di lusso, senza abbandonarsi a fughe narcisistiche. Tra molti degli addetti ai lavori, il tipo non gode di particolare popolarità, un destino capitato decenni fa a Robert Cray, considerato (a torto secondo chi scrive) troppo “freddo” ed elegante. Devo ammettere che qualche anno fa vedendo Bonamassa in concerto all’Alcatraz di Milano, dopo una mezzora stratosferica con la chitarra acustica per un country-blues che metteva brividi di piacere in ogni cellula del corpo, il chitarrista e cantante, assecondato dal gruppo passò all’elettrico per una ora e passa di space-blues ai confini del progressive che fece desiderare me, e il compianto Paolo Carù con cui mi trovavo in compagnia, di lasciare la sala. Ma qui, in questo sontuoso doppio CD (o vinile qualsivoglia) quel Bonamassa non c’è, c’è invece un agit-prop del blues che quando aggiunge il suo manico esalta ancora di più il gesto, già esaltante, dei singoli ospiti. Nominarli tutti è impossibile ma in sintesi i più B.B. King del Summit per quanto riguarda lo stile del bluesman del Mississippi paiono (oltre allo stesso Bonamassa, sentitelo in Ghetto Woman con la voce soul di Ivan Neville e al compagno Josh Smith, grandioso in Three O’Clock Blues dietro al vocione di Marc Broussard), Christone “Kingfish” Ingram messo in apertura con Paying the Cost To Be the Boss, il Clapton defilato di The Thrill is Gone dietro il cantato stridente Chaka Khan, un corale e jazzato D.K.Harrell in Everyday I Have the Blues. Va detto che la materia su cui i vari invitati si “esercitano” è già di per se biblica perché il repertorio di B.B.King è roba da paradise now, ma comunque le personalità in campo risaltano nelle loro diversità e fanno di questo documento una vera antologia moderna della chitarra (ma non solo) blues. Ecco quindi il blues orchestrale tinto di swing e jazz di Jimmie Vaughan (Watch Yourself) e quello tenorile ed enfatico di John Nemeth (Please Accept My Love), il blues macerato Southern dei galattici Marcus King (Don’t Answer the Door) e Kenny Wayne Shepherd in compagnia del cantante Noah Hunt (Let the Good Times Roll), quello splendidamente allmaniano di Warren Haynes ( How Blue Can You Get), quello evocativo dia Delaney & Bonnie di Susan Tedeschi e Derek Trucks con l’aggiunta del cantante Michael McDonald (To Know You Is to Love You). Pur essendo originario della Louisiana, Buddy Guy è qui in rappresentanza del Chicago blues e non c’è miglior ambasciatore per una Sweet Little Angel dolce come il titolo, l’interplay tra lui, Bonamassa e Smith è l' Harvard della sei corde elettriche intendo. Anche Larry Carlton, più noto per le sue registrazioni fusion, imita lo stile B.B.King ma accanto a lui il cantante Jimmy Hall ( Wet Willie) sposta il baricentro verso Sud (Sweet Sixteen) e lo stesso sentore soul è quello che magistralmente il vecchio ma sempre giovane Bobby Rush sparge in Why Sing the Blues. Dalle parti di New Orleans Trombone Shorty (con lui c’è Eric Gales più sopportabile del solito) adatta B.B.King al suono delle brass-band (Heartbreaker), vibrato, assolo melodico ed una carica sanguigna quella del “bianco” californiano Chris McCain in You Upset Me Baby ed un Bonamassa da grande assist quello che mette lo zampino al servizio dell’ex cantante di Free e Bad Company Paul Rogers, testimone del British blues con una lenta e passionale Nightlife in perfetto umore da club dell’ora tardi per llo scenografico lavoro dei fiati. Tra le sorprese, almeno per me la cui musica mi è sempre apparsa salottiera, George Benson mette classe e voce in There Must Be a Better World Somewhere e attorno a lui Bonamassa, due sassofonisti (Marc Douthit e Jimmy Bowland) e organo e piano (Reese Wynans e Jeff Babko) suonano come una vera big band. Tra i più emozionanti (per chi scrive) Gary Clark Jr. canta una sofferenza blues che in Chains and Things viene sublimata dall’intensità dell’esecuzione, accarezzata dalle note della chitarra e dall’ arrangiamento di archi. Una versione che dimostra come sulla materia classica Gary Clark Jr. sa essere "in avanti" pur rispettandola, passionale come pochi, mentre mi piace meno quando si invola nei meandri di un funk-blues modernista tra tecnologia e Prince. Pur ottantaseienne Dion Di Mucci mantiene una voce ed una carica umana distinguibile tra mille, aveva ragione Lou Reed quando affermava che fosse l’anima del vecchio storico Bronx, Never Make a Move Too Soon lascia il segno, Keb’ Mo’ con quei fiati attorno e quell’orchestrazione infila I’ll Survive direttamente al Cotton Club. Per fortuna  Bonamassa ha coinvolto anche le donne, altrimenti questo Blues Summit 100 sarebbe stato tacciato di misoginia, l’inglese ma naturalizzata americana Joanne Shaw Taylor è stata recentemente adottata da Bonamassa che gli ha appiccicato una patina pop-rock di troppo ma qui in Bad Case of Love la sua chitarra graffa come ai vecchi tempi,  Shamekia Copeland primeggia  duettando con Myles Kennedy (con la chitarra c’è Slash) nel B.B.King meets U2 di When Love Comes to Town, le arzille Larkin Poe slidano in Don’t You Want a Man Like Me dando una versione al femminile dei Black Keys di Delta Kream, l’australiana Dannielle De Andrea è un’altra protegè di Bonamassa che in When My Heart Beats Like a Hammer si fa largo in mezzo ai fiati con una voce che è fuoco e carezze.

Il Summit è chiuso da Bonamassa con la sua band (Playin’ with My Friends) e da Kirk Fletcher, altro collaboratore del nostro, che supporta i cantanti BJ Kemp e Kim Fleming in un talking-blues a ritmo rap sui meriti di B.B.King. Come scrive Tommaso Caccia sul Buscadero 486 “ ogni nota, ogni scelta di arrangiamento, ogni intervento di questo B.B.King’s Blues Summit 100 è volta a creare una testimonianza di quanto la musica di B.B. King ovvero il blues sia stata importante e quanto sia fondamentale tramandarla attraverso le nuove generazioni”.

Al di là del valore storico e culturale, questi dischi sono una festa per le orecchie, alzate il volume qui il blues elettrico è gioia di vivere.

MAURO ZAMBELLINI    MARZO 2026

 

111 commenti:

Armando Chiechi ha detto...

Concordo Mauro, almeno a proposito di Joe Bonamassa in quanto l' ho sempre preferito nelle vesti di produttore e pur avendone diversi dei suoi album, sono veramente pochi quelli che ho realmente apprezzato..diciamo il live in Vienna , il tributo a Howlin Wolf e Muddy Waters alle Red Rocks e SeeSaw e Black Coffee insieme a quella gran bella figliola di Beth Hart. Però come tu dici i suoi lavori da produrre credo siano sempre da tenere d'occhio e nel complesso ritengo sia un' operazione sincera e fatta con tanto amore e passione. Poi sui chitarristi e gli invitati se ne può parlare tanto ma qui entrano in gioco le preferenze personali. Fosse stato ancora in vita avrei chiamato Otis Grand degno erede bianco del blues di B.B.King. Su Benson concordo anche se nei primi lavori fu degno erede di Wes Montgomery e non il lounge man che sarebbe arrivato. Non amo ad esempio Robben Ford e trovo Gary Clark Jr. un chitarrista a fasi alterne ma sono solo mie considerazioni che lasciano il tempo che trovano...

Armando Chiechi ha detto...

Pardon i suoi lavori da " Produttore" ...

Unknown2 ha detto...

Livio. Sottoscrivo le riserve su Bonamassa, Cray, Clark jr. Per vari motivi non collimano con la mia visione del Blues, anche se di ognuno ho dischi molto ascoltati (il Muddy Wolf at Red Rocks è 'na bomba). Lo stesso venerabile BB King, per quanto ascrivibile alla categoria dei Maestri, lo trovo un po' troppo dolce\morbido\piacione x i miei gusti.
Al contrario, J.L.Hooker e Bo Diddley mi suonano eccessivamente secchi, scheletrici, primitivi...
Il mio Blues ideale è quello elettrico, urbano, potente\melodico di Muddy Waters e dei suoi innumeri epigoni, specie in Inghilterra, a partire dai Rolling Stones per arrivare a Clapton, Mayall, Rory e mille altri.
Ciò non toglie interesse nè piacere all'ascolto di questo monumentale, doveroso tributo.
Grazie Zambo x la magistrale, al solito, recensione.

Armando Chiechi ha detto...

Anche io come Livio e tra i padri del blues ho amato più i vari Robert Johnson,Muddy Waters, John Lee Hooker, Otis Spann, Hound Dog Taylor , Sonny Boy Williamson, Howlin Wolf , Sonny Terry & Brownie McGhee ,ecc..preferendo la scuola di Chicago, Detroit,il Delta... a quella di Memphis ma è altrettanto vero che non ho saputo resistere al fascino di dischi quali Completely Well, Live at Regal , Live at San Quentin o a Live at The Cook County Jail ( tutti di B.B.King) che ho letteralmente consumato durante i miei 16/17 anni e che mi suggerirono un altro modo di ascoltare il blues. Anzi credo che il bello di questi generi come il Blues è scoprire quanto la loro regionalita' sappia rivelare determinate caratteristiche, lì dove ed erroneamente il blues viene liquidato spesso come tutto uguale e noioso da chi non ha voglia realmente di scoprirlo. E a proposito di quella eleganza suggerita dall' amico Livio ritengo grandissimi cantanti quali Jimmy Whiterspoon,artista che ha saputo dividere il palco e le diverse session sia con veri bluesman quanto con jazzisti di vaglia come Kenny Burrell o Blue Mitchell...

Unknown2 ha detto...

Livio. Armando, di sicuro sei + competente e appassionato di me in ambito Blues, di cui frequenti assiduamente i vari festival.
Per me rimane comunque il pilastro + solido e la max ispirazione della musica che amo. Senza il Blues non sarebbe esistito ciò che genericamente definiamo Rock, che ha, indubbiamente, molti padri musicali. Ma la madre di tutto resta il Blues.

Armando Chiechi ha detto...

Concordo Livio, il mio non era sicuramente un appunto e volere fare polemica perché è chiaro che i gusti personali rimangono tali, anzi per dirtene una c'è gente che stravede per Robben Ford e a me sinceramente non entusiasma ma non per questo ritengo sia un cattivo chitarrista. Ad esempio e per rimanere al blues John Lee Hooker non è mai stato un virtuoso ma nel modo in cui tocca le corde e in cui canta sa farlo solo lui. Tra i bianchi credo che uno dei pochissimi a saperlo rileggere con fare rispettoso e senza essere scolastico sia Ry Cooder. Rifare il giro di " Tupelo " alla chitarra non è affatto difficile ma quando provi a cantarla ti rendi conto che solo lui può parlarci su raccontando di tragedia ed inondazioni. Avrò detto una cosa forse scontata ma ascoltando tanti dei nostri beniamini e guitar hero ci rendiamo subito conto chi ha il blues e chi lo esegue anche se magistralmente.

Zambo ha detto...

Grazie per il dibattito musicalmente colto, personalmente preferisco di gran lunga JLHooker, Hound Dog Taylor, Waters e altri rauchi, il mio preferito assieme a Hooker è Fred McDowell per non dire degli epigoni Bratislava ma nel 2010 in settembre vidi a Helena Arkansas al King Biscuit Festival vidi un concerto di BB King davanti ad un numeroso pubblico di cui almeno il 60% era afroamericano. Sali in scena si sedette sulla sedia mentre la sua band iniziava e continuava a suonare e per mezz'ora col suo vocione borbotta fino a che lanciò una nota con la sua chitarra e iniziò a cantare. Ci fu una magia che durò tutto il concerto ma quello che mi lasciò ancora più stupito era l amore del pubblico nero verso di lui che arrivava sul palco e BB King lo sentiva. Per quel pubblico era il loro Papa Francesco

Zambo ha detto...

Bratislava è invece British

Unknown2 ha detto...

Livio. Ma certo, BBK resta un monumento.
Poi ognuno di noi, come dice Armando, esercita diritto di preferenza, e x chi come me è malato di RStones, MWaters number one. E JLH col suo BoomBoom...
Ma ci rendiamo conto di cosa (non) sarebbe stato il rock senza tutti questi buddah neri? Dylan, V.Morrison, Hendrix, gran parte del jazz migliore, e giù giù fino a J.Winter, SRVaughan, e potrei citare tutta o quasi la mia discoteca.
Spunto polemico: piuttosto che dedicare 18pagg a P.Case + 10 a B.Callahan, artisti di cui ho qlc disco degli anni migliori, ma che non ho + riascoltato (senza pentirmene), non sarebbe + produttivo qlc speciale sui Padri Fondatori Afrodiscendenti?
The Sinners\I Peccatori, premiato agli Oscar, docet....

Armando Chiechi ha detto...

Continuando a parlare delle nostre passioni e di gusti personali colgo la palla al balzo rilanciata da Livio riguardo Peter Case e Bill Callaghan dicendo che del primo sto leggendo con passione la sua retrospettiva incluso il ghiotto articolo sul Power pow e l' interessantissima disamina del nostro Mauro. Personalmente stimolato dall' articolo ho riascoltato quei quattro/cinque dischi che possiedo riscoprendo quanto fossero belli ma di Bill Callaghan ammetto di non possedere granché e che spesso ho faticato ad amarlo come ho fatto con altri. Ad ogni modo credo che ci sia sempre una seconda possibilità...

Armando Chiechi ha detto...

Power Pop*

corrado ha detto...

L'uno non esclude l'altro. Il Busca esce 12 volte all'anno. Uno dei prossimi numeri potrà accogliere sicuramente un nuovo focus sui "padri fondatori", ma finalmente vedo uno speciale serio e competente dedicato al buon Bill Callahan, artista di grande sensibilità e intensità, ma poco considerato qui in Italia.
La Redazione ha esaudito i miei desideri che avevo già professato qualche tempo fa! 😀

Armando Chiechi ha detto...

In merito a quanto letto e alle novità proposte dal Buscadero oggi ho approfittato di Spotify per farmi un' idea delle proposte recensite sull' ultimo numero. Una vera sorpresa l'inglese KB Bayley ma dal mood tipicamente americano. Avevo già ascoltato l' ultimo dei The Delines ma ho necessitato di un altro ascolto per capirlo meglio e constatare quanto sia complementare al precedente lavoro. Mauro ha perfettamente ragione recensendo la Tedeschi Trucks Band, copertina orribile ma lavoro dignitoso. Non ho ancora ascoltato l'ultimo dei Black Crowes ma ne ho letto la recensione ed effettivamente come dice il nostro padrone di casa certa delusione è dettata da un confronto impietoso con i vecchi lavori, cosa che mi è successa con il loro precedente dal quale mi aspettavo tanto...ma qualcosa mi dice che lo vado a riascoltare al più presto e vedere cosa è cambiato dall' ultima volta che l'ho riposto tra i loro dischetti.

Buon weekend a tutti

Unknown2 ha detto...

Livio. Tanto x chiarire: ho letto con attenzione, piacere e rispetto lo special P.Case. Lavoro critico accurato, approfondito e documentato. Come sempre l'intervento di Zambo mi ha fornito anche notizie inedite e succosi aneddoti, oltre ad aver citato ripetutamente quella perla che è Shake Some Action dei Fl.Groovies.
Detto ciò, trovo improponibile ogni paragone tra il pop dei sixties e il cd power pop di cui qui si tratta. Tra Beatles\Beach Boys e Knack\Badfinger\Plimsouls corrono distanze siderali.
Sarà anche un (mio) problema generazionale, ma ai tempi, accendendo la radio, tra una pubblicità del Cynar, un GR e un bollettino meteo, potevi ascoltare Satisfaction, While my Guitar, Mr TamburineM., Gloria, Fortunate Son....
E' stato il mio imprinting musicale, in un'epoca fertile e florida come non mai.
Il pop (popular music, non è una parolaccia) oltre ai Baronetti e ai surf boys, lo facevano i primi Kinks, i primi Stones (oh, sì), e poi Them, Byrds, Yardbirds, Small Faces, Mamas&P., Creedence....
Per non dire dei reduci dell'era r'n'r: Elvis, JerryLee, LittleR., Chuck...
E vogliamo dimenticare le meraviglie black? L'r'n'b di Atlantic, Tamla, Stax...
Nulla a che vedere col piattume sintetico e arido di My Sharona e c.
PS: sulle nuove uscite: condivido in generale i giudizi espressi, ma spezzerei una lancia per il nuovo Long Ryders, fresco e piacevole

Armando Chiechi ha detto...

Vero Livio... l' ultimo dei Long Ryders è un bel disco e ho ascoltato anche quello in anteprima per farmene un' idea e decidere in seguito cosa acquistare, così come è appetitosa la recensione del Live di Springsteen ad Asbury Park almeno per quel che riporta la scaletta e considerando che ci sono estratti dai primi due album, una Meeting Across The River raramente pubblicata live se non nei mitici bootleg, Jersey Girl e la Dancing in the Dark live che per fortuna e dal lontano 2003 non è più quell' obbrobrio tutto synth che all' epoca disturbo' i nostri sonni e la nostra digestione..ad ogni modo aspetterò qualche altra disamina verso fine Aprile e prima dell' effettiva pubblicazione. Sul Power Pop ritengo e penso non si volesse fare un confronto con quello degli albori e poi è chiaro ed evidente quali gemme ci fossero nei sixties. Ultimamente ad esempio sono andato a risentirmi album come " Dusty in Memphis" , " Scott Walker 3" e certe cose di Van Dyke Parks per non parlare di quel gioiello del disco d'esordio dei Big Star.

Unknown2 ha detto...

Livio. Il live di Bruce è un coming home, con una scaletta strepitosa e probabilmente irripetibile. Cito a caso: Blinded, This Bus, Th.crack, Shuffle, Sandy, Tougher, Racing(magnifica), Meeting, Jungle, Jersey... Il suono sarà perfetto, rivivremo le emozioni '23 e '25. Sicuro nella mia top ten.
Del nuovo Van Morrison, che ne dite? Band coi fiocchi, lui in formissima... Il repertorio, però, ancora volta attinto dal remoto passato, non mi accende più di tanto: sembra il concerto di una big band anni '30, con profluvio di fiati e coretti doo wop.
Ma lui, come Dylan e Young, per fortuna può fare ciò che vuole e che gli piace. Alla faccia anche del mercato!

Armando Chiechi ha detto...

L'ultimo di Van Morrison l'ho preso e mi piace ma come tu ben dici Livio...nulla di nuovo nel senso che ormai la tendenza del rosso di Belfast è quella di alternare ad album completamente autografi dischi che se non lo sono integralmente, presentano brani che hanno fatto parte delle sue radici e dei suoi amori musicali mai dimenticati. Sicuramente tanto mestiere ma anche una vera passione e un non volere mai cedere al business e basterebbe solo questo per meritarsi un rispetto ed immutata stima.

bobrock ha detto...

Bonamassa gioie e dolori ….
Va bhe si fa per dire .
Se pubblicasse un album ogni tre anni forse avremmo un idea differente ma tra i dischi a suo nome e le varie collaborazioni la iperattività non gli giova almeno da un punto di vista creativo .
Dal punto di vista economico sicuramente ma io lo trovo un musicista sopravvalutato. Bravo tecnicamente ma di cui non ricordo un assolo memorabile .
Poi dal vivo è divertente anche se mi piacerebbe un interazione diversa con i suoi musicisti.
La sensazione è che gli altri debbano sempre rimanere almeno due passi indietro.
L’ho visto 4 volte quando ancora i prezzi erano alla portata di tutti ( anche al Transilvania di Milano con 700 persone )
Riguardo BB king posso dire che più di tanto non mi ha mai scaldato il cuore ?
Molto meglio Freddie larger than life o Albert il mio preferito dei tre king .

bobrock ha detto...

Bill Callaghan l’ho ascoltavo in macchina ma al 4 brano sono passato …a Ike and Tina Turner 😂😂😂
Mentre Peter Case non l’ho mai preso sul serio e devo dire anche i Long Ryders ..
Mi sono perso qualcosa?
Ps : la setlist di Asbury è troppo bella e Dio solo sa perché dalle nostre parti non suona quei brani .

Marco ha detto...

Perché dalle nostre parti la maggioranza del pubblico porta i bambini nella speranza che gli faccia cantare il ritornello di Waiting on a Sunny Day...

bobrock ha detto...

Caro Marco questo tuo commento mi piace molto ; quindi possiamo dire che ( purtroppo) Bruce piace a cani e porci ? 😂😂😂😂

bobrock ha detto...

O sono troppo severo ? 🤷🏼‍♂️

Marco ha detto...

Diciamo, per essere raffinati, che Bruce è da tempo un artista “mainstream”.

Marco ha detto...

E comunque, che il soggetto del post sia BB King, i Delines, Clifton Chenier o Gigi D’Alessio, si finisce sempre per parlare del Boss…

Unknown2 ha detto...

Livio. Beh, ci sarà un motivo, o no?, se si parla sempre di lui...
che sa unire chi lo segue da 50anni e chi l'ha conosciuto ieri.
Vi rimando al suo sito ufficiale per un'esibizione in favore di Democracy Now: da solo, armonica e una bellissima 12corde Fender nera, esegue con incredibile intensità Streets of Minneapolis e poi si unisce all'all together finale per People have the Power, con Patti Smith, autentico homeless look.
Ci crede, a qs cavalcata anti donald, e nel nuovo tour riprenderà War, poteva mancare?, un colpo al cuore per chi era a Torino '88.
Poi ancora non ho sentito se la sua cavalleria si affiderà ancora al famigerato dynamic pricing: ed ecco il lato oscuro...
Perchè non è un mito, nè un supereroe. E' un uomo comune, venuto dal nulla, con tutti i suoi errori puntualmente e giustamente spiattellati dai media.
Ma, come dicevo sopra, anche qualche merito gli va riconosciuto...

Unknown2 ha detto...

Livio. Sorry: è una Takamine, naturalmente

bobrock ha detto...

Bruce inevitabilmente ma chi me di lui ? Nel bene e nel male .
Parleremmo degli stones se pubblicassero qualcosa di nuovo , basterebbero outtakes
Non chiedo un nuovo tour dato che ci sono limiti per tutti .
D’altronde si parla di chi è ancora attivo e nonostante tutte le cose che abbiamo detto su di lui ( parecchie critiche fatte anche dal sottoscritto) resta sempre un artista capace di emozionarci .
E di questo gliene siamo e saremo sempre grati .

bobrock ha detto...

Chi meglio di

Unknown2 ha detto...

Livio. Da una recentissima intervista a Star Tribune: "E' facile essere BS x le tre ore sul palco. Sono le altre 21, difficili da capire. Faccio l'autista, porto ancora i miei figli a colazione anche se hanno 30anni, mi impegno nella vita domestica...".
Detto da un miliardario...
I fantasmi di una rockstar che deve ri-calarsi nei panni dell'uomo comune... o uccidersi di alcol e droghe come troppe volte abbiamo visto...
Dice poi della band, del loro impegno, e che non gli importa se perderà l'appoggio di molti fan x le sue prese di posizione: crede che lui e gli E-Streeters abbiano "uno scopo", "una posizione culturale" ed è qs la cosa + importante.
Non si può negare che sia il + deciso anti donald di tutto lo stardome. Gli siamo vicini x questo.

Marco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marco ha detto...

Mi riallaccio a questa tua ultima frase per chiedermi che fine abbia fatto Steve Earle. Personalmente mi sarei aspettato un disco di fuoco e fiamme contro l'uomo con la volpe in testa, e invece l'unico suo segno di vita è la prosecuzione del tour acustico, nonché autocelebrativo.

Armando Chiechi ha detto...

Secondo me ma parlo per sensazioni è che Steve Earle si farà sentire come prima di lui i vari Springsteen,Neil Young, Patti Smith, Joan Baez. Il papero di Washington ha superato ogni limite tollerabile e danni ne sta causando anche in patria. Questa sua narrazione di assoluto vincente si scontra con la dura realtà in cui a pagarne le conseguenze oltre a noi Europei saranno gli stessi americani. Il crollo dell' impero è proprio alle porte ma a farne le conseguenze è sempre il common man. Spero che anche i suoi sostenitori più lucidi se ne accorgano e per citare e contro citare His Bobness dico che Dio non è dalla parte di nessuno. Mi auguro solo che sia l' inizio del crollo di tutte le destre e che la gente incominci a guardarsi attentamente dentro e fuori dal proprio naso.

Unknown2 ha detto...

Livio. Beh, credo che la vittoria netta del NO sia già un buon inizio! Insieme al crollo di popolarità del biondo.
Su S.Earle credo che la perdita del figlio, bruciato dalle sue stesse ex-dipendenze, sia stata una botta durissima x lui. Può darsi si senta in colpa come padre: vedansi l'album tributo e il progressivo affievolirsi del suo spirito combattivo, per ritirarsi in un dolente privato.

Armando Chiechi ha detto...

Beh Livio hai perfettamente ragione in quanto la perdita di un figlio e viverci senza la sua presenza posso solo immaginare cosa possa essere. In questo momento sto ascoltando in anteprima l' ultimo lavoro dei Black Crowes che pur non essendo un capolavoro per certi versi mi sembra decisamente più riuscito del suo precedente Happiness Bastards. Per il resto ieri ho cominciato a visionare la serie dedicata al detective Harry Hole su Netflix tratta dai noir di Jo Nesbo. Avendo letto solo i primi tre e non essendo un esperto quanto te o mia moglie, assidui lettori dello scrittore scandinavo, posso solo dire di averne apprezzato la narrazione, la fotografia e l'ottima soundtrack...poi è chiaro che avendoli letti tutti, mia moglie possa essere stata più critica nel confronto tra libro e riduzione filmica che per forza di cose perde qualcosa traducendosi in immagini...ma nel complesso mi sta piacendo.

My Favorite Things:

Libro : Louise Erdrich " La Rose ( Feltrinelli 2016)

Van Morrison : Somebody Tried to Sell me a Bridge

Lucinda Williams : World Gone Wrong

Tommy Emmanuel: A complice One (2018)

Harry Hole Jo Nesbo - la serie ( Netflix)

corrado ha detto...

Domani (Domenica 29) suonano i dEUS a Milano, Magazzini Generali.
Ero quasi riuscito a organizzarmi per venire da Cagliari con mia moglie. Poi esigenze familiari e un convegno piazzato proprio oggi mi hanno bloccato qui
Spero che qualcuno di voi vada a vederli perché ne vale la pena, sono in gran forma e suoneranno tutto "In a bar under the sea", il loro secondo splendido album uscito esattamente 30 anni fa. Sarebbe bello che il Buscaderi gli dedicasse un po' di spazio, anche se come musica è un po' lontana (ma non tanto!) dai gusti della rivista e dei suoi letu.
Notizia di questi giorni, invece, è che nel tributo a Sean MC Gowan co sarà incredibilmente anche Tom Waits. Il nostro mi è sembrato molto in forma e ispirato, quando è apparso nel documentario de "Il fattore umano" dedicato agli homeless americani.
E sempre riguardo a Tom Waits, sta per uscire un super tributo a lui dedicato e con tanti pezzi da 90.
Ci sarà anche il Boss. Indovinate cosa canterà?...

Unknown2 ha detto...

Livio. Ricordo che circa 45anni fa, quando Sp.steen iniziò a proporre la sua versione di Jersey Girl, il commento di TW fu "Ma questo chi è, come si permette?".
Non ho netflix, e non posso giudicare la versione tele di Harry Hole. Posso dire che nei libri di Nesbo la serie, dopo 13 episodi (il primo è del 1997), perde progressivamente mordente, infatti pare sia stata chiusa.
Il nuovo Black Crowes x me ha bellissime chitarre stonesiane e un suono superlativo. Mancano un po' le nuove canzoni, che sanno di già sentito. Inoltre, parere personale, continua a non piacermi la voce di ChrisR.

Armando Chiechi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Armando Chiechi ha detto...

Beh Livio Chris Robinson, da un punto di vista prettamente legato alla voce non fa impazzire neanche il sottoscritto ma è funzionale alla sua band e ben si amalgama ai Corvi Neri. Su Tom Waits che dire...io ho letto anche il contrario riguardo al fatto che la versione della Jersey Girl riletta da Bruce era una delle sue preferite e che mai si sarebbe stancato a risentirla ma si sa che le tante dichiarazioni effettuate tra colleghi nel mondo del rock spesso si nutrono da confessioni riviste e rinnegate, da sfottò o da ammirazione a microfono aperto. Mi ricordo quando una volta a proposito di bluesman Muddy Waters ebbe a dire che non bisognava mai parlare di altri colleghi in un' intervista a meno che non fossero stati loro a parlarne per primi .

Unknown2 ha detto...

Livio. O semplicemente avrà cambiato idea. TW, come Sp., è tra le poche rockstar che non temono di mostrarsi umane.
Ma può anche darsi che sia io a ricordare male....

bobrock ha detto...

Ve l’ho già chiesto ma ve lo ripeto : secondo voi tom waits di che cosa vive ? Non fa dischi ( tanto non si vendono ) ; non fa concerti .
Vuoi dire che campa con i diritti di autore ?
Ps: riguardo Jersey girl non prendo mai sul serio frasi riportate , sono spesso inventate o estorte in momenti di euforia alcolica…
Mentre di Steve Earle é meno soggetto all’attenzione non solo dei media ma anche di Instagram per cui è più difficile valutare quanto sia attivo ma da uno come lui mi aspetto qualcosa di più .
Certo è come avete detto la botta del figlio è notevole ma ricordatevi che anche lui ha avuto un passato di tossicodipendenza .
Un classico tossico il padre così il figlio ( vedi Nick Cave )
Last but not least I corvi neri : il disco è senza infamia e senza lode ma nel 2026 non puoi aspettarti qualcosa di nuovo .
Io però il 4 luglio volo a Zurigo a sentirli ( nel dubbio …)

corrado ha detto...

Tom Waits ha un terreno in cui coltiva pomodori con la moglie, ma non credo che gli basti per vivere. Inoltre recita in almeno un film all'anno, anche se con ruoli secondari.
Scrive per il teatro, ma col teatro si campa poco
Vanta un bel catalogo per i diritti d'autore e questo forse un po' lo aiuta..
Per fortuna ha parche abitudini e una casa di proprietà.
Non muore di fame, campa decentemente ma non spera di essere prossimamente milionario...
A lui piace così e, a modo suo, è una grande scelta di libertà.
Sa suonare e cantare ancora bene, le rare volte che si concede e a me piacerebbe sentirlo più spesso.
Si Steve Earle ricordo che un Keith Richards gli fa un baffo quanto a stravizi

Marco ha detto...

Un mio compaesano (scomparso nel 2015 all'età di 84 anni) era un noto cantautore e poeta dialettale locale, ma ebbe il suo momento di gloria come autore negli anni 60: basti pensare che solo con i diritti di una canzone da lui scritta ed incisa da Sergio Endrigo e poi, tradotta, da Johnny Hallyday, si fece la casa in campagna!
Questo per dire che a Tom Waits credo basti il copyright su Downtown Train per vivere più che dignitosamente.

Unknown2 ha detto...

Livio. A me hanno detto che Drupi con "Sereno è" si è fatto villa con parco e allevamento di cavalli... Sarà, ma allora come mai gli artisti piangono sempre miseria?

corrado ha detto...

C'è chi spreca e chi amministra

Marco ha detto...

D'altronde le droghe, soprattutto quelle di prima qualità, costano.

Armando Chiechi ha detto...

Nutro un grande rispetto per Tom Waits già per il solo fatto di essere fuori dal business e da certi obblighi contrattuali e soprattutto per il fatto di pubblicare un disco solo quando realmente ha voglia di farlo e abbia qualcosa da dire. Ormai è da "Bad as Me" che non si ascolta più nulla ma la sua carriera di attore si nutre di parti e particine che entrerebbero di diritto in un pantheon ideale di certo cinema cult a prescindere che si tratti di Jarmusch o i Coen . A volte penso a lui e mi chiedo perché non abbiano seguito il suo esempio tanti altri suoi coetanei e non solo, spesso costretti a ripetersi all' infinito.

Unknown2 ha detto...

Livio. Pensando alla frequenza con cui sono trasmessi\scaricati\ coverati, immaginate allora i fiumi di denaro che incassano Dylan, Young, Lennon(eredi)\McCartney, Jagger\Richards e via elencando? Da noi eredi: Battisti, De Andrè...

Unknown2 ha detto...

Livio. Partito dunque l'American tour 2026. Scaletta bloccata su Sansiro 25, con poche varianti. Big band, in 19 sul palco, rodata e tostissima. 4 chitarre elettriche, assoli equamente divisi tra Nils, LS, Morello, tutti eccellenti. 3ore tirate senza tregua.
E allora, direte voi, dov'è la novità?

Stavolta importanti + della musica(eccellente) sono le parole:
"Se vi sentiti traditi, arrabbiati, indifesi, frustrati, senza speranza, è per qs che la E-St.Bd è qui stasera" e via con Chimes of F.
"Qs tour non era pianificato. E' politico, pertinente a ciò che accade nel Paese. Qs Band è costruita x tempi duri, lo è sempre stata".
"L'America che amo, e di cui ho scritto x 50anni, è ora guastata da capi corrotti, incompetenti, razzisti, spericolati, traditori"
"Stanotte seguiteci scegliendo speranza, non paura; democrazia, non autoritarismo; regole, non i fuorilegge; etica, non sfrenata corruzione; resistenza, non compiacenza; unità, non divisione"
e parte War.
"Una preghiera x i ns uomini e donne in servizio oltremare: tornino sani e salvi.
La possente E-St.Bd è qui stanotte per il potere salvifico di arte, musica, ROCK'N'ROLL. Celebriamo i ns ideali, la democrazia, la ns sacra promessa americana".
Bruce è in missione per conto del popolo americano, e un po' anche per noi...

Unknown2 ha detto...

Livio E Buona Pasqua a tutti noi!

Armando Chiechi ha detto...

Certamente la musica ci insegna che non può cambiare il mondo ma può muovere le coscienze e risvegliare gli animi, quindi ben vengano tutti gli artisti pronti a dare il messaggio, ancor più in questi tempi davvero bui e con un' occidente sempre più tendende verso la destra estrema. Personalmente non mi piace Morello e non lo vedo come un ideale partner della E.Street Band ma il significato di questo tour ed il suo impiego forse hanno tutta una logica. Buona Pasqua a tutti

corrado ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
corrado ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
corrado ha detto...

Buona Pasqua a tutti voi!
Sulla situazione americana e sul tour del Boss aggiungo:
Bello, tosto indispensabile, ma... Deve pensarci Bruce?
Dove cavolo sono i Dem? Dove è la Harris, che avrebbe dovuto guidare gli U.S.A ?!?
Non possiamo delegare tutto alla musica e a compagno di viaggio ultra settantenni.
Servono la politica e servono anche i musicisti giovani. Ne vorrei vedere di più ad esporsi

Unknown2 ha detto...

Livio. L'impressione è che in USA il biondo abbia uno zoccolo duro, intorno al 35%, ottuso e retrogrado fin che volete, oltre alle potenti lobby di armi\petrolio\cd"sionisti", a sostenerlo senza se nè ma.
Credo che artisti giovani che contano sul concerto del sabato al pub x sopravvivere non possano azzardarsi a dire ciò che pensano, pena ostracismo.
Il Boss, col suo miliardo, può fregarsene, ma è possibile a pochi, e di qs pochissimi hanno i cojones...
I politicanti poi, come attendersi da loro un seppur minimo atto di coraggio che potrebbe, magari, chissà, non sia mai, far loro perdere qualche manciata di voti.... Salvo poi zompare sul carro dei vincitori qnd inevitabilmente il biondo crollerà sotto la sua idiozia. Sperando accada prima che mandi il mondo a rotoli: la benzina comincia a scarseggiare anche nei ns distributori...

Zambo ha detto...

MY FAVOURITE THINGS
Third Mind Spellbinder
The Delines The Set Up
Jason Isbell Foxes in the Snow
Not Moving That's All Folks
John Campbell 2 Meter Sessions
Serena Cappellozza Il Valore delle cose
Roman Kozak Questa non è una discoteca-La storia del CBGB
Eric Burdon & War The complete collection

Zambo ha detto...

dimenticavo Fleetwood Mac Live 1975 un grandissimo Lindsay Buckingham detto da uno che non l'ha mai considerato più di quel tanto

Armando Chiechi ha detto...

Mauro...ma il John Campbell di cui parli è lo stesso bluesman che ci lasciò prematuramente i primi anni '90 ...
PS : Ne parli sull'ultimo numero del Buscadero?
Chiedo questo perché quei due album sono tutto quello che ci è rimasto tranne un' esordio forse mai pubblicato o raramente trovato .

Grazie...

bobrock ha detto...

Si è lui ; non ho idea di che cosa si tratti .
Se ne hanno parlato nel busca del mese scorso …non mi è arrivato e il meraviglioso call center di Sprea mi ha detto che non mi manda una copia in sostituzione
Champagne 🍾

Armando Chiechi ha detto...

No dai Roberto non mi dire ...quindi non hai ricevuto nulla ? Tra l' altro sei anche relativamente vicino per non dire a due passi...almeno credo sia la Sprea dalle tue parti. ( ?!?) Per tornare a Campbell non ricordo di averne letto,poi potrei sbagliarmi ma forse se ne potrebbe parlare sul n.498 .... tra l' altro in rete pubblicizzano un libro che sarà spedito omaggio ai nuovi abbonati, cosa che una volta avveniva in automatico per gli abbonati e non solo per gli ultimi. Poi per carità non è per il libro in sé ma per constatare quanto i tempi siano cambiati ma è la Sprea a gestire il tutto e non il Buscadero, per cui se questo è l'unico modo per tenere in vita il nostro magazine...ok !

Unknown2 ha detto...

Livio. Spiace davvero, un tale trattamento, e non incoraggia ad abbonarsi, tanto più che la versione digitale ci è preclusa.
Io ho già ricevuto il n.498, e pure io sono molto + lontano di Bob dalla sede sprea. Ma cosa gli costava, mandare un'altra copia??
Fra l'altro a me arriva sempre l'avviso di spedizione, che conclude, testuale, "se dopo 15gg lavorativi la copia cartacea non è ancora arrivata, contattaci". Seguono recapiti...

Unknown2 ha detto...

Livio. Anche poste italiane, però... non perdono occasione x autoscreditarsi. Mio padre ci lavorò x una vita, ed era scrupolosissimo in ufficio. Non funziona + così, temo...

Unknown2 ha detto...

Livio. Scusate, ancora io. Vedo ora che ai nuovi abbonati x 5€ in + rispetto al ns abbonamento, oltre al libro, che può interessare o meno, viene garantita anche la versione digitale che arriva 10gg prima e soprattutto garantisce protezione dai disservizi postali...
Insomma, chi si è abbonato subito, anche x solidarietà col Busca in difficoltà: cornuto e mazziato....

Armando Chiechi ha detto...

Livio hai perfettamente ragione circa le modalità di abbonamento non certo attribuibili al Buscadero quanto invece al gruppo Sprea.
Citando tuo padre mi hai ricordato il mio ed un mondo ormai lontano fatto di rispetto altrui ed etica del lavoro sempre più lontana da un mondo di profitti in cui non si guarda più in faccia nessuno e si è considerati dei numeri. Ricorderò sempre con affetto il mio nonostante certi conflitti che comunque rientrano sempre in un contesto familiare e lo ringrazierò sempre per avermi insegnato il rispetto per tutti e l' educazione. Da lui ho "ereditato" il mio lavoro e benché da ragazzino lo vedevo come una persona austera e severa e se non bastasse anche Missino l'ho visto negli anni cambiare registro soprattutto con l'entrata di Berlusconi in politica, uomo e presunto statista che ebbe involontariamente su di lui un effetto devastante trasformandolo da uomo di destra a uno di sinistra e lettore convinto dell' Espresso.
Scusate per l'Amarcord ma ho voluto condividere un ricordo con voi.

Zambo ha detto...

Vi ringrazio amici per aver messo in evidenza le inadempienze di Sprea che ho passato in redazione per poi inoltrare alla editore. Purtroppo per continuare ad esistere il Buscadero si è dovuto appoggiare ad un editore che come potete immaginare interessa il business e non se l ultimo disco dei drive by truckers è meglio di wuello di Achille Lauro. Noi redazione vigiliamo e cerchiamo di portare a casa il meglio possibile per il giornale, ma non è sempre facile, i criteri di ragionamento sono molto diversi ma fino ad ora non hanno messo in discussione la nostra linea editoriale e le nostre scelte e questo è ciò che conta. Voi continuate a sostenerci. Per quanto riguarda John Campbell recensione e articolo nel numero che uscirà a maggio, in questo di aprile lungo servizio con interviste sul Sud

Unknown2 ha detto...

Livio. Vero, quel che conta è la libertà sui contenuti. E devo dire in tutta franchezza che anche i nuovi collaboratori hanno cultura rock, passione e spirito tali da non sfigurare di fronte ai ns affezionatissimi.
Mi viene un paragone con il calcio italiano: proprietà del tutto estranee al calore delle tifoserie, che ne sono la vera anima.
Così va il mondo, anzi, fossero tutti qua i problemi...
Continueremo a sostenere il "nostro" Buscadero, a dispetto di tutto e di tutti.
PS: Armando, riconosco perfettamente l'austerità e la rettitudine di tuo padre in quelle del mio. E pure la l'onestà profonda e difficile di saper anche ammettere gli errori...
Fu internato in un lager nazista, mio padre. Aveva 20anni....

Armando Chiechi ha detto...

Si Livio...forse ne avevi parlato perché quel ricordo di tuo padre e quella triste storia credo fosse stata citata...ma non bisognerebbe mai dimenticarlo. Ci fossero state oggi più persone come il tuo papà forse avremmo sentito raccontare meno boiate dalle destre e dalle loro tristi derive..

bobrock ha detto...

Livio capisco bene tuo padre fu internato?
E nonostante tutto era missino ?

bobrock ha detto...

Per alleggerire la mia copia non la sostituiscono ma allungano la durata dell’abbonamento di un numero.
Quello che fa specie è che siamo a Milano

bobrock ha detto...

E altra cosa non avere la combo in digitale è un errore dell’editore. O meglio …dovrebbe essere così per default

Armando Chiechi ha detto...

Concordo Bob. Ad ogni modo via mail mercoledì scorso mi avvisano di aver provveduto alla spedizione ma ancora non mi è arrivato nulla. Solitamente l' avviso lo trovo via mail il giovedì ed il sabato lo ritiro della cassetta postale di mia madre ( che per comodità ho indirizzato li) ma ancora nulla si vede. Per carità ci può essere qualche ritardo, ma se questa settimana non dovessi trovarlo,sarò costretto a segnalarlo. Concordo anche sulla errata comunicazione che ci aveva illuso sul trovare la copia digitale di default, in questo caso fondamentale proprio in caso di ritardi e smarrimenti eventuali della copia cartacea.

Unknown2 ha detto...

Livio. No Bob, mio padre non era di ds, nè mai avrebbe potuto esserlo, dopo ql che aveva passato nel lager. Parlavo di una + generica assonanza di carattere: persone rigorose ma che sapevano anche ricredersi.
Per la versione digitale del Busca attendiamo la fine dell'abbonamento attuale, poi, pagando 5\6€ in + la avremo.
Ripeto però che nei nn 491-pg28, 492-pg26 e 493-pg18 era stata assicurata anche a noi. Mi hanno risposto che "è stato un errore" e che era stato "il vecchio proprietario a non volerla".
3 errori in realtà, per ben 3 mesi, ma mettiamoci l'anima in pace: la cosa + importante era conservare l'indipendenza dei redattori, e qui, finora, non ci sono dubbi.

filoca ha detto...

Buongiorno a tutti i rocker presenti. Di seguito il link per ascoltare il nuovo pezzo degli Stones uscita in tiratura limitatissima solo in vinile, non ancora presente sulle piattaforme streaming. Non in qualità eccelsa ma accettabile..enjoy!
https://rocksoff.org/headers2026/j6-rough-and-twisted-sample.mp3

corrado ha detto...

28 secondi che potrebbero essere qualsiasi cosa di qualsiasi band. Forse c'è stato qualche problema nel caricamento? 🤔

filoca ha detto...

Mi spiace, lo hanno tolto…ho il file mp3 ma nn so come caricarlo qui…

filoca ha detto...

Se mi lasciate una mail ve lo mando

filoca ha detto...

https://x.com/Leit0Stone/status/2042967167428178050

corrado ha detto...

Però adesso c'è su YouTube!
Un dubbio mi rimane: Sono loro o l'intelligenza artificiale?
Suono molto molto fresco e classico, voce più giovane, chitarre più fluide e il diffusore del brano è tal "Sound of the Multiverse"...
Sinché non ci saranno conferme ufficiali tenderei a diffidare

filoca ha detto...

No no, questa è reale! Hanno fatto una campagna marketing molto particolare come Cockroaches (nome che usavano per i secret gigs nei 70) e hanno pubblicato un disco in vinile in tiratura limitatissima che io ho visto e sentito in un negozio di dischi a Milano…in effetti mi sembra buono. Il disco nuovo esce il 10/07

corrado ha detto...

Chiarito il mistero. Su X c'è la canzone "nuova", che sembra uscita da sessions di sessant'anni fa, molto bella comunque. Su Youtube, invece c'è un altro brano che sembra effettivamente realizzato con l'intelligenza artificiale e pubblicato oggi...

bobrock ha detto...

X Livio : contento di avere capito male .
Poi per par condicio aggiungo: essere di destra o conservatore non è un male .
Essere un fascio invece per me è inaccettabile; vuol dire zero punti di contatto. Non voglio neanche sforzarmi di capire .
Detto questo avanti con gli stones : ma era proprio necessario nel 2026 fare questa tarantella con uno speudomino usato nel ..pliocene? Non potrebbero fare uscire un bel box di outtakes ? Senza queste puttanate di inquadra il QR etc etc ?

bobrock ha detto...

Alla fine ho ceduto : un po come nel film “ il paradiso può attendere “
Mi ero ripromesso di non andare ma alla fine con la volontà di un criceto ho digitato royal Albert hall e ho trovato ancora un biglietto per Paul Simon il 13/5
Vi saprò dire se è un pacco o meno .
Prima passerò da Madrid per Clapton perché il dottore me lo ha consigliato una volta all’anno prima dei pasti .
Alla prossima.

Armando Chiechi ha detto...

Per Bob e per non fare confusione su quanto detto da Livio circa suo padre, il genitore Missino in gioventù e pentito durante la sua anzianità e convertito ad un pensiero decisamente progressista fino alla sua morte era il mio. Austero e severo come dicevo poche righe su ma pronto a capire i giovani e a comprendere certe passioni che i suoi figli coltivavano. Un giorno di tantissimi anni fa porto' in casa The Dark side of the Moon dei Pink Floyd, Modern sound in Country & Western di Ray Charles e Love Devotion di Santana McLaughlin... e negli ultimi anni della sua vita fin quando la salute lo ha accompagnato spesso e volentieri si accodava con mamma,
il sottoscritto e mia moglie quando c'èra da andare al cinema.Sempre lì entusiasta di vedere Lincoln di Spielberg o Django Unchained di Tarantino, l' ultimo film di Woody Allen,Scorsese o l' Eastwood di Million Dollar Baby. Talvolta invece capitava che mi chiamasse chiedendomi cosa potessi consigliargli di andare a vedere con mia madre il primo pomeriggio o mi raccontava che aveva visto un concerto jazz con degli amici. Certe volte ci penso e mi lascio travolgere dai ricordi, altre invece sono felice che non abbia visto l'orrore di questi giorni.

Unknown2 ha detto...

Livio. Stones: strategie di marketing, anche piuttosto spregevoli, ma efficaci: vedete come siamo tutti qui a parlare del nulla...
Proprio quando la band pare al lumicino: annullato il tour, si cerca di spremere ancora qc ai fans...
Peccato giunga proprio da chi ha insegnato al rock business come si gestisce un archivio, nel rispetto degli appassionati, della quantità e soprattutto della qualità delle uscite. Con ovvio riscontro di vendite, x di +.

bobrock ha detto...

Armando ben lieto di sentire che tua padre abbia cambiato idea . Non è da tutti . E non te lo dico per blandirti . Molti erano gli italiani che in gioventù aderirono al fascismo . Poi se i fatti non ti fanno cambiare idea vuol dire che sei una causa persa .
In Italia molti pensano che se sei di sinistra ( o democratico come piace dire a me ) automaticamente sei …comunista.
Io ho orrore del comunismo , per quello che ha fatto . Se penso alla carestia dell’Ucraina degli anni trenta mi vengono i brividi .
Ma noi il nazifascismo lo abbiamo vissuto sulla pelle ( dei nostri genitori ) e gli italiani ancora oggi hanno la memoria corta oltre ad essere ignoranti ; rincoglioniti da 40 di televisione commerciale.
Nella narrazione da anni sembra che siano stati governati dai comunisti negli ultimi 50 anni..
Va bhe scusate lo sfogo.
Mentre vi scrivo ascolto in sottofondo Tedeschi Trucks band che dire suonato bene ma ….non lascia traccia .
Un po come bere un buon vino bianco che però non è ghiacciato come dovrebbe.
Poi sento il solo di Dereck e dico ….se soltanto ricominciasse a suonare da solo ..

Armando Chiechi ha detto...

Si Bob... concordo del tutto con il tuo pensiero politico e abbraccio tutto quel che dici. Sulla coppia Tedeschi Trucks ricordo bene il tuo non entusiasmo riguardo Susan e al riguardo ti rispondo che a me non è mai dispiaciuta seppure gli album del marito quando ancora guidava la band tutta sua sono nettamente superiori. Vagamente lei mi ha sempre ricordato un po' Bonnie Raitt ma solo vocalmente perché la Raitt è tutt' altra cantante quanto chitarrista. Oggi mi è arrivato il n.498 o meglio in tarda giornata passando a trovare mia madre ho visto che era lì nella sua cassetta per essere ritirato e con questo potrebbe essere arrivato anche ieri,poco importa.
Sto vedendo in rete il libro di Paolo Vites...qualcuno sa dirmi qualcosa in merito?

Unknown2 ha detto...

Livio. Giusto: non demonizziamo x default nessuna idea politica. Oggi essere di ds non significa automaticamente essere nazi\fascisti.
E anch'io che (quando voto) voto pd, mai vorrei essere associato al comunismo, vera iattura del xx secolo.
TT Band: sto al 1000 x 1000 con Bob, ma che dire? Anche leggendo la bella intervista a DerekT. sul Busca, lui pare innamoratissimo e soddisfatto. A noi magari risulta un po' succube, a detrimento della musica prodotta, ma "all you need is love"...
Paul Simon: alla fine hai ceduto, e non poteva essere diversamente. Resta un grandissimo, anche se si sente dire che è senile, con poca voce, quasi sordo. Ci saprai dire tu l'impressione de visu.

Unknown2 ha detto...

Livio. Il libro di Vites... si presenta bene, copertina attraente, però, neanche 200pagine... magari la rimpatriata nei seventies me la faccio anche da solo, coi miei ricordi, i miei dischi, i miei film, i miei libri.
Forse utile x chi nei '70 non c'era, e che abbia però gusti affini a quelli dell'autore.

Armando Chiechi ha detto...

Grazie Livio... dirotterò su James Lee Burke che non leggo da un po' o l' ultimo di Vlautin che non presi alla sua uscita.
PS : qualcosa mi dice che il nostro professore è al lavoro su qualcosa , poi se ci avrò preso sarà un giusto presentimento o l' aver forse sognato Bob Marley che si fumava un cannone in macchina mia..a darmi qualche trip ?😂😄

corrado ha detto...

Ragazzi, Tom Waits sta tornando. A piccoli passi, un'apparizione alla volta, ma sta tornando.
Dopo la splendida ricomparsa l'anno scorso con l'intervista/esibizione per "Il fattore umano", dedicata agli homeless americani dei nostri giorni, dopo l'annuncio del suo omaggio a Sean MC Gowan, dopo il disco tributo in suo onore, eccolo di nuovo e a sorpresa.
E il suo ritorno non poteva essere banale, ma con una delle band più influenti e importanti dei nostri tempi: i Massive Attack, anche loro ricomparsi dopo 6 anni.
Un brano duro, difficile, ma intenso e ricco di significati profondi, che narra senza sconti quello che sta accadendo in America da qualche tempo a questa parte, in particolare da quando Trump ha preso il potere.
Certo, non è una canzone di quelle che si ascoltano tutti i giorni o si cantano sotto la doccia, ma è qualcosa che ha molto a che fare con l'arte, nel senso di necessità e natura di essere scomoda, disturbante.
Essendoci i Massive Attack di mezzo, c'è meno ferraglia e più loop e campionamenti e Tom Waits ne esce ancora una volta rinnovato e non ancorato alle pur splendide melodie del passato.
Scomodo, ostico, ma irrinunciabile

bobrock ha detto...

Per Livio : in effetti ti avevo detto che non sarei andato poi una settimana fa ho provato a cliccare su Royal Albert Hall e contrariamente a quanto pensassi ho trovato un biglietto e ho capito che era un segno del destino 😂😂😂😂😂
È molto probabile che il 14 maggio ti racconterò che è stato un pacco;, di Paul Simon ho un indimenticabile ricordo di un concerto a Firenze anno 1991 in piazza santa Croce

bobrock ha detto...

Oggettivamente interessante questa collaborazione di TW con i MA; classico brano alla waits con un sottofondo minimale e al tempo stesso ossessivo .
In altra istant song politica di grande effetto soprattutto se associata a quelle immagini.
Non saprei fare previsioni se questo è il segnale di un riavvicinamento alla musica ma nel frattempo sono proprio contento che l’abbia fatto.
Per i miei gusti è da troppo tempo assente dalle scene 🎬 musicali.

Armando Chiechi ha detto...

Devo ancora ascoltare il brano di Waits con i Massive Attack ed in questo istante ho nelle orecchie l' ultimo dei Black Crowes e sinceramente devo dire che ad un primo approccio mi sta coinvolgendo molto più del precedente. Molto bello lo speciale Southland Tales apparso sull'ultimo numero del Buscadero ma ho ancora qualche altra pagina da leggere affinché lo finisca. Ho apprezzato molto l'apertura nelle parole di Patterson Hood e condivido molto il senso nel dire che ci sono situazioni che vanno approfondite e meglio capite, che più o meno e' qualcosa che accade anche alle nostre latitudini ad esempio quando si affrontano certe pagine legate alla storia dell' Unità d'Italia e a certi facili revisionismi o stupide prese di posizioni in cui a volte ci si imbatte. Vivendo al sud noto e sento parlare già da diversi anni alcuni che si professano nuovi Borbonici e che vorrebbero buttare giù statue dei vari eroi appartenuti a quella storia e non riesco a non provare fastidio sentendoli liquidare la cosa come se stessero imbiancando una parete. Certamente tra nero e bianco il grigio è la tonalità rivelatrice di una storia...sarebbe come liquidare la guerra di secessione americana in quattro schemi : sud contro nord,grigi e giubbe blu,schiavi e liberi,agricoltura contro capitalismo...tutto vero ma fino ad un certo punto, perché le cose sono sempre più complesse di quel che appaiono. Ben vengano quindi articoli di questo tipo e seppure il Buscadero non sia un numero di Focus o una lezione di Barbero gli spunti vengono dati e le mille connessioni pure...

corrado ha detto...

Ho visto oggi in negozio il nuovo album della Tedeschi Trucks Band, Future Soul. Ha una copertina tremenda, con uno stile a metà fra la Marvel e i Manga... Il disco è meglio di come si presenta??? A me è venuto un colpo vedere una copertina così!

corrado ha detto...

Sempre a proposito di Future Soul, ho letto che lo trovate un buon disco, ma non ho acquistato l'Ultimo Buscadero né ho sentito il disco. Eventualmente lo ascolterò

Unknown2 ha detto...

Livio. Bello parlare di musica con voi!

Il video di 7minuti di Boots on the Ground andrebbe imposto in loop x 7gg ai ns "patrioti" orfani di orban, amichetti di putin e donald e bibi e almasri. Agghiacciante, perfetta la vociaccia di TW che declama il suo disgusto x i maga, funzionale il sound MA, che cmnq nn fa parte del mio universo musicale. Tom Waits è un grandissimo a prescindere, onore a lui x schierarsi dalla parte giusta.

Future Soul è un disco pop-soul della cantautrice americana Susan Tedeschi, origini italiane, voce potente, un po' monotona, fastidiosamente onnipresente. Accompagnata da una super band, in cui spicca il maritino(9anni + giovane), tal Derek Trucks, chitarra ispiratissima quando trova uno spiraglio x inserirsi. Si segnala ai cori tale Mike Mattison, morbidissima voce soul, quando trova uno spiraglio(come sopra)...
Operina gradevole, si dimentica in fretta.

Dei Black Crowes ho già detto. Non sarà nella mia top ten annuale, ecco.

Bello il fluviale special South del Busca. Ognuno ci trova le sue perle.

Unknown2 ha detto...

Livio. Una delle perle del Busca South Special è, oltre alle parti del ns Prof, l'articolo "letterario" di G.Callieri in cui, oltre ai già (a me) noti Whitehead e Panowich, trovo un succulento vassoio di Autori e Opere da scandagliare appassionatamente, tutte accomunate da legittimo disprezzo per il donaldismo imperante.

bobrock ha detto...

Ribadisco album tedeschi trucks al di là della copertina di una bruttezza indicibile il contenuto è assolutamente anonimo . Parte bene con un paio di brani interessanti ma subito dopo si perde con una sequenza di brani che non si ricorderà nessuno .
Dice bene Livio Dereck Trucks sublime…..quando riesce a trovare uno spazio per infilarsi . E in aggiunta ridatemi Mike Mattison …
Mentre il disco dei Crows l’ho ascoltato a lungo…..alti e bassi. Tanto mestiere ma poco a carne al fuoco…..

corrado ha detto...

Divertentissima recensione del disco della cantautrice Susan Tedeschi, coadiuvata dal suo Toy Boy! 🤣🤣🤣

Armando Chiechi ha detto...

Che dire riguardo questo aperto dibattito sulle ultime uscite ? Concordo in linea di massima con voi perché l'ultimo disco della Tedeschi Trucks Band non è a livello di altri da loro prodotti, compreso l' ultimo live anche se dal vivo i metri di giudizio sono altri e dal vivo sicuramente sopperiscono a certe "limitazioni"che una jam band deve "subire"chiusa in uno studio ma al tempo stesso non lo ritengo un brutto disco, idem per i Corvi benché non sarei così sicuro di acquistarli. Divertente invece l'ultimo di Garrett T.Capps recensito sull' ultimo Buscadero ed ascoltato in anteprima ieri e bellissimo quello di Queen Esther. Oggi invece, suggestionato dallo speciale del Buscadero sono andato a rispolverare vecchi dischi dei vari Drive by truckers, Allman Brothers Band, Bottle Rockets...

Abbracci a tutti

bobrock ha detto...

Armando da quando sono abbonato a Spotify ho cambiato punto di vista ascoltando un album .
Il contendere è: varrebbe o non varrebbe spendere dei soldi per questo disco ?
Fino a due tre anni fa compravo in maniera seriale a scatola chiusa. Oggi centellino gli acquisti , in primo luogo per problemi di spazio ma soprattutto perché se non ho una spinta veramente forte ( traduzione mi piace veramente tanto ) non lo acquisto .
Pertanto il disco dei BC non è un brutto album , assolutamente. Ma al tempo stesso non mi colpisce particolarmente
Detto questo è più che onesto .

Armando Chiechi ha detto...

Beh hai ragione Bob perché in realtà faccio lo stesso in quanto abbonato a Spotify e cerco di farmene un' idea in fase di preascolto ed oltre...prima di passare all' effettivo acquisto,per cui capita pure che diversi album ad un primo approccio paiono imperdibili e poi si rivelano tutt'altro. Diversi inoltre capita di prenderli anche dopo, cosa che mi e' successa ad esempio con il live della TTB e dedicato al capolavoro tutto dal vivo di Joe Cocker o ad esempio Mary Chapin Carpenter, acquistati a cavallo con l'anno in corso. Fisicamente ho preso l'ultimo della Williams, la soundtrack del film " Sinners", non ho resistito a Van Morrison e qualcosaltro tra cui cose fuori anche dal nostro giro abituale. A volte complici pure certi super sconti mi ritrovo anche a prendere album che avevo ignorato durante la loro reale uscita...mi e' capitato l'anno scorso con Barn di Neil Young perché da un po' il canadese mi tenta più con il materiale di archivio ...ma a dirtela tutta e per i problemi di spazio di cui parli oggi tendenzialmentee' più facile che mi faccia tentare da un libro che da un disco nuovo...sara' perché tanto materiale lo riascoltiamo e cerchiamo pure di capire cosa il tempo inesorabilmente cancellare cosa invece salva ??

Armando Chiechi ha detto...

Pardon : * il tempo inesorabilmente cancella e cosa invece salva ?

Unknown2 ha detto...

Livio. Beh, anch'io ho sui miei scaffali letteralmente migliaia di vinili e cd e libri, oltre a qualche centinaio di dvd, musicali ma soprattutto dei film che ho amato. Posto libero non ne ho +, ed essendo un possessore compulsivo, non riesco a buttare nulla. Poco ma sicuro che il 95% di tutta quella roba non la ascolterò\leggerò mai +.
Spotify e gli e-book mi hanno risolto il problema spazio, e fatto risparmiare tanti soldini: pur essendo uomo del millennio scorso non mi pento di scelte tanto radicali.
E moltissimi come me: leggevo che due canzoni dei Dire St., Sultans of S., e Walk of life, hanno superato il MILIARDO di ascolti su spotify.
Non so quanto arrivi agli artisti, temo poco. Sarebbe forse ora di riequilibrare la spartizione dei profitti tra padroni dell'azienda e musicisti\autori. Mi piacerebbe che sul Buscadero venissero trattati anche qs temi: prosaici, forse, ma vitali x la ns musica.

Armando Chiechi ha detto...

Giuste le tue osservazioni Livio. Personalmente sono sempre combattuto tra i due modi di fruire a parte i libri sui quali prediligo sempre l'odore della carta stampata. Per quel che riguarda gli ascolti invece delle volte il sabato mi piace fare colazione ed ancora prima di mettermi sotto la doccia sfilare un vinile dalla busta e riporlo sul piatto oppure mettere un CD nel lettore. Altre invece preferisco ascoltare le novità su Spotify o andare a riprendere delle playlist che ho selezionato personalmente dando dei titoli a tema...chesso' Heartland and Blue Collars, Hoodoo Man, After Hours, Tramps & Losers e così andando avanti su una cinquantina di " cartelle". Mi piace la fisicità di un supporto ma allo stesso tempo la praticità che mi porta solo ad accendere una cassa bluetooth e fare andare in automatico ciò che ho scelto.

Unknown2 ha detto...

Livio. Facendo seguito al ricordo, a firma A.Trevaini sul sito Busca, mi unisco al rimpianto per Dave Mason. Forse non un gigante, ma significativo x la mia generazione soprattutto x i suoi andirivieni dai Traffic, gruppo feticcio di Carlo Massarini e xtanto anche di chi ascoltava il suo programma in radiorai ben + di 50anni fa.
Ottimo chitarrista, virtuoso anche del sitar, allora di gran moda al seguito di R.Shankar (e Brian Jones), se la cavava alla grande in versione slide.
Anche x me il ricordo + nitido è riferito al live Welcome to the Canteen, singolo e xciò incompleto, suono così-così, ma, chissà xchè, l'ho consumato. E tuttora periodicamente rimetto quel vinile gracchiante del millennio scorso.
Sarà anche xchè lì si trovano, fra l'altro, le versioni definitive dei due pezzi migliori di DM: "Sad and Deep as You", e la struggente "Shouldn't have took more than you gave".
Buon viaggio Dave, e grazie

Armando Chiechi ha detto...

Grazie Livio di questo tuo ricordo riguardo il live " Welcome To Canteen" perché con quello scoprii i Traffic sul finire dei '70 quando fu mandato in onda quasi integralmente attraverso uno speciale a loro dedicato su una radio privata locale. Qualche anno dopo lo presi in vinile trovandolo in offerta con la Linea Orizzonte . Uscii dal negozio e lo misi sul piatto di un amico che abitava la' vicino e a tal proposito mi ricordo anche le emozioni che provo' il fidanzato della sorella li presente. Sicuramente non sarà forse il loro più bello ma personalmente quello a cui sono più affezionato.

bobrock ha detto...

Traffic che bei ricordi e che gruppo; dal vivo sono riuscito soltanto a sentire winwood ma non si è mai avvicinato artisticamente alla meraviglia di quel gruppo.
È uscito ennesimo live di Gregg Allman , voce caldissima , piano in evidenza
Non molto differente da quello che faceva con ABB e sempre di una bellezza infinita

Unknown2 ha detto...

Livio. Ecco, i Traffic sì, meriterebbero una bella retrospettiva! Gruppo unico, mix di soul\folk\jazz\rock, governati dal padrino Steve(prima: Stevie, precocissimo genietto nello Spencer Davis Group) Winwood (ma anche Capaldi, oltre a Mason, era figura di spicco), voce angelica, pianista di livello, anche buon chitarrista, autore geniale.
Uscito dalla morsa dell'eroina, sciolti i Traffic, non raggiunse però + le vette di John Barleycorn, Mr. Fantasy(immortale!), Feelin' Alright, accontentandosi di una remunerativa carriera solista pop\rock, tipo Phil Collins.
Resta però memorabile il live del 2009 al Madison S.G. con Clapton, segno che se volesse la zampata ce l'avrebbe ancora.

bobrock ha detto...

Il concerto Clapton Winwood che vidi a Monaco fa parte di uno dei più belli in assoluto. Clapton che è un pigro di natura spinto dalla presenza di winwood suono’ divinamente. Quel live a cui ti riferisci è lo specchio di quella collaborazione.
Settimana prossima volo a Madrid per l’ennesima volta di slowhand che in questi ultimi anni è tornato ( secondo me ) a divertirsi a suonare . Peccato solo che i suoi concerti durino 90 minuti e non un secondo di più . 15 canzoni più o meno sempre le stesse..però non riesco a farne a meno . E poi a Madrid vive mia figlia …quindi faccio la combo .
Buon primo maggio a tutti

Unknown2 ha detto...

Livio. Si, fecero un gran tour insieme, e la tua preziosa testimonianza live conferma lo stato di grazia dei 2 feticci, forse memori del periodo magico del rock di 50anni prima di cui entrambi furono grandi protagonisti.
90minuti, proprio il minimo sindacale, eh?
Nel frattempo Springsteen continua a suonare x quasi 3ore, però con una scaletta assolutamente ingessata, sempre la stessa, a conferma forse del tenore + politico che musicale del tour attuale.

Armando Chiechi ha detto...

Bellissimo il live di Clapton e Winwood a partire dalla grafica di copertina con rimandi a stagioni della Golden Age del rock. Ricordo anche le ottime recensioni, su tutte quella del nostro Mauro.