Tutto si può
dire tranne che Mike Campbell coi suoi Dirty Knobs non stia valorizzando il
suono che fu degli Heartbreakers con dischi che bilanciano il suo amore per il
blues e il rock degli anni settanta e la capacità di creare teneri ritratti di
personaggi, canzoni d’amore e ballate. Un rock vecchia scuola, ribadito nel
nuovo Mission of Mercy, una raccolta di brani e riflessioni con cui
l’autore esplora e amplia il suo stile in compagnia di una band ormai
collaudata da dischi e concerti dove a fianco del polistrumentista e cantante Chris Holt che contribuisce con
chitarre, tastiere e armonie, del bassista Lance
Morrison si è aggiunto il batterista Steve
Ferrone, già con gli Heartbreakers. Non fa mistero che questi potevano
contare sul fondamentale ruolo di Tom Petty nello scrivere canzoni
indimenticabili (e Campbell non raggiunge certo tali livelli come autore) ma un
destino crudele ha voluto che l’avventura si concludesse anzitempo e quindi non
rimane che accettare ciò che è rimasto sul campo.Da lassù il caro Tom non può che sorridere vedendo il suo
chitarrista, e adesso anche il suo batterista, preservare la sua storia
musicale. Per Campbell non è stato tutto facile, dopo la scomparsa dell’amico
ha dovuto rimboccarsi le maniche e cominciare dal basso a costruirsi un
pubblico, una sorta di viaggio terapeutico che lo ha portato, con moglie e cani
al seguito, e in compagnia dei Dirty Knobs a risalire la china, attraversando
gli States prima come l’ultimo nome in cartello nei concerti di altri e poi
diventando l’headliner nei teatri dove aveva sempre sognato di suonare. In
questo modo ha intercettato i vecchi fans degli Heartbreakers, ancora affranti
per la scomparsa del leader, e nuovi adepti conquistati e attratti dal robusto
boogie dei Dirty Knobs. Mission of Mercy raccoglie sia il
seminato dei primi tre album con i Knobs ma ne allenta il boogie in nome di
nuove aperture, messe in evidenza negli arrangiamenti di archi e in particolare
nella title track quando, in dolce armonia con Holt, ricrea l’umorale atmosfera californiana di Pet Sounds dei Beach Boys,
e nella lunga conclusiva Vagrant imbastendo
su un sinuoso riff jazz un flusso di coscienza col fine di raccontare di un
hipster della Beat Generation che fluttua in una surreale San Francisco tra
tram, stelle cadenti, junkies, perditempo e scimmie pulciose, chiedendosi alla
fine chi potrà tirarlo fuori di lì. Un talkin’ che può ricordare certi
recenti monologhi di Dylan, lo stesso autore l'ha definito come l’incontro tra Take Five di Dave Brubeck e Mission Impossible (“ho detto ai
ragazzi, facciamo qualcosa di jazz e io ci parlerò sopra”), libertà artistica e
eccentricità che funzionano dando valore aggiunto a un album comunque dalla
forte identità rock n’roll, che come i lavori precedenti definisce lo stile
dell’autore e della band. L’acquisita maturità del suo songwriting (nel
frattempo è uscito Heartbreaker, il suo libro di memorie), “scrivo i testi, spesso
pensati di notte, e poi passo alla musica, l’opposto di quello che ho sempre
fatto”, si fonde perfettamente con il gesto della band, Let Me Back In My Dream col suo assolo “alla Campbell” e
l’ariosità melodica contrapposta al drumming senza scampo e I
Remember con la sua chitarra, il pianoforte e quel ritornello rubato alle
strade dell’Ovest rimandano allo sfavillante sound degli Heartbreakers periodo Long
After Dark, More Than Gold dal
canto suo si abbandona ad un melodico languore country e Bongo Mania rimbalza tra bonghi e Kate Pierson (la voce dei B-52’s)in uno di quegli scoppiettanti
numeri rock n’roll che mettono in piedi un’intera platea. Se l’apertura di No Regrets ricorda il mood
elettroacustico di Wildflowers, muscolare è invece Wrecking Ball, il lato hard-rock dei Dirty Knobs, qui vicini ai Led
Zeppelin mentre la percussiva My Mama
Told Me va verso il blues in compagnia della slide. Done To Me diverte grazie al tono scanzonato e quel piano
honky-tonk e la cupa e fragorosa Armageddon,
il pezzo più pesante dell’album, incombe col suo tono catastrofico (pioggia
acida che cade/ stiamo inseguendo l’alba/ombre scure sul terreno/ sai che ci
stiamo dirigendo verso l’Armageddon)sui disastri del mondo. Mission
of Mercy è agrodolce come i personaggi delle canzoni alla continua
ricerca di connessioni spirituali e redenzione terrena, spesso in balia di
destini poco controllabili dagli individui stessi ma decisi ad andare avanti, ed
è anche un disco che continua una tradizione di potente, armonico e illuminato
rock n’roll.
MAURO ZAMBELLINI GIUGNO 2026

129 commenti:
Il disco mi pare molto buono ma ,a livello di scrittura, un gradino sotto il precedente .
Poco male perché l'ingresso di Ferrone ci restituisce metà di quella favolosa band che furono gli Heartbreakers. A tale proposito mi auguro che qualche promoter italiano tenti ,se le richieste economiche non sono esose,di portarlo in Italia.
Come ultimo desiderio non mi dispiacerebbe vedere qualche editore prendersi la briga di tradurre in italiano la sua autobiografia da mettere sullo scaffale a far compagnia al libro di Denti e Zambellini su Tom Petty.
Chiedo troppo ?
So di un promoter che lo vuole portare il prossimo anno da noi. Per il libro spero che qualcuno ci pensi
La tua recensione alletta molto. Spero di poter effettuare un preascolto su Spotify qualora fosse disponibile. Ad ogni modo mi incuriosisce...
Fino ad oggi ne ero stato alla larga , la prematura scomparsa di Petty era stata una brutta botta di un artista troppo bravo e poco considerato in Italia .
Oggi complice questa recensione mi sono collegato a Spotify e sono piacevolmente sorpreso di quello che ho ascoltato che è complessivamente un buon disco .
Già dire un buon disco al giorno d’oggi mi sembra una cosa positiva anche perché da personaggi con queste carriere alle spalle non puoi certo pretendere qualcosa ….di nuovo . Per cui ben venga Mike Campbell e i suoi pards.
Su un suo concerto in Italia …..Bhe lo dico con un po’ di snobismo se dobbiamo essere in 4 gatti e in posti con acustiche improvvisate improbabili, nei paraggi di oratori e simili io passo. In altri paesi ci sono strutture e pubblico ( non dico più competente ) ma sicuramente più numeroso.
Concludo ricordandovi che Petty a Lucca non andò oltre 5000 spettatori con gli ineffabili D’Alessandro e Galli che giorno del concerto svendevano quello che altri polli ( me compreso ) avevano comprato a prezzo pieno .
Bene fece Zambellini ad andare a Londra…..io pensavo di avere ancora tempo ma non avevo considerato il fentanyl .
Sollecitato dalla recensione del nostro Mauro e dalle impressioni di Bob mi sono concesso il solito preascolto su Spotify e devo dire che ne ho tratto delle ottime sensazioni. Disco che come negli altri casi ti costringe senza che lo voglia a soppesarne il lato compositivo ma al tempo stesso ti conferma Mike e i suoi Dirty Knobs come unità a se stante e comunque provvista di un proprio carattere e personalità . Su " No Regrets " brano di apertura immagino il buon Tom dare una mano al suo vecchio pard alle backing vocals ma sono quelle sensazioni che magari ci legano ad una storia e ad un vissuto in cui non si riesce ad ignorare quanto accaduto. Nel suo insieme ritengo sia molto variegato e scorre molto bene. Certo poi è normale essere condizionati dal nostro passato di ascolti per cui ogni volta le aspettative un po' vengono tradite da promesse che forse sono dettate solo dalla nostra testa ma probabilmente dovremmo chiedere al nostro animo di togliere solo un po' di ruggine dal nostro cuore. In realtà vogliamo solo replicare all' infinito quella vecchia estate cercando di richiamare a raccolta chi non potrà più esserci e nell' illusione di rivivere quello che non può tornare ci perdiamo il presente...ed è questa la promessa che mi faccio quando mi tocca scoprire certi nuovi dischi .
Buon weekend a tutti
Livio. Molto onesta la recensione del Prof: più che il disco in sè apprezzo pertanto l'attitudine, i protagonisti, la nostalgia, il cantato, spesso vicino all'indimenticato TP, i suoni impeccabili...
E poi i guizzi di una chitarra di prima classe, la batteria implacabile del metronomo SteveF, le atmosfere rallentate ma pregne di tensione tipiche dei mitici HB.
Ma non è solo nostalgia: libero da aspettative sproporzionate qs disco si rivela piacevole, estivo, rilassato. Meglio del precedente, che proprio non mi era piaciuto. Forse è merito delle molte ballate, di quei mid tempo che liberano una vena pop(in accezione positiva!!) accentuata da certe armonie vocali alla Beach Boys-Byrds.
Bravo Mike, grazie. E anch'io sarei curioso di leggere il suo libro in italiano.
Non solo in Italia ma anche all’estero hanno dei gran brutti posti dove suonare .
Questa sera ero a Zurigo la location Halle 622 in pratica un ex stabilimento industriale riadattato . Uno stanzone lungo e stretto dove per cento minuti i black crowes hanno suonato l’ennesimo bel concerto con un Chris Robinson in grandissima forma.
Volutamente non avevo guardato le setlist dei concerti precedenti e mi aspettavo uno show centrato sull’ultimo album .
Invece dell’ultimo due brani soltanto e poi una sequenza dei loro classici . Bella la versione di Bitch degli stones a chiusura dello show . Più o meno 2000 persone e il posto ne poteva contenere parecchie di più . Lo stesso CR ha avuto da ridire sulla location di rara bruttezza .
Gran bella serata , augurandomi che il prossimo tour passi dalle parti nostre .
Livio. Grazie Bob, i tuoi preziosi report, insieme a quelli reperibili sul sito del Buscadero, ci aiutano a valutare lo stato dell'arte del live-rock.
Intanto Ultimo fa 250.000 presenti in delirio a Roma.
Non giudico, è un fatto, che però denota, a mio avviso, uno scadimento e una provincializzazione dei gusti musicali odierni, almeno qui da noi.
Ultimo a Roma penso che rientri in un fenomeno sociale e non musicale .
Probabilmente e dico probabilmente il sentirsi parte di qualcosa . Ci vorrebbe un sociologo che utilizzi parole migliori delle mie . È un fenomeno da non sottovalutare, non tanto il suo concerto quanto la risposta di un mare di giovani che cercano qualcosa che la vita e/o la nostra società non è in grado di fornirgli .
Nota per Corrado: che tu già lo sappia Marcus Miller suonerà a Cagliari nei prossimi giorni. Per me uno dei concerti dell’anno . Suona con alcuni musicisti che collaborarono con miles Davis periodo anni 80 ( album we want miles ).
Io andrò a Udine . Per me imperdibile
Livio. Già, un messia che predica il nulla. Ma 'sti giovani, che hanno tutto e di più, forse è anche il caso il caso che si diano una svegliata da soli, camminino con le proprie gambe e vadano verso\contro il mondo pronti agli inevitabili schiaffi della vita...
Parole da vecchietto, lo so, ma tant'è
Si Bob, lo sapevo e avevo messo il concerto in calendario. Devo solo verificare che la famiglia non mi porti fuori città in quei giorni.
Ultimo che fa il pieno a Roma?
Si, un fenomeno sociale che ha la musica quale detonatore occasionale.
Un tempo la musica ti portava a una ribellione alla vita che altri avevano predisposto per te.
Oggi si ha un bisogno di ribellarsi a una vita che fa un po' schifo. La mancanza di punti di riferimento in famiglia, culturali e anche musicali fa sì che anche l'Ultimo arrivato diventi un simbolo.
Non so però quanti di questi ragazzi ascolteranno, non dico il loro idolo, ma proprio la Musica fra dieci anni
Non saprei cosa dire di Ultimo a parte il fatto che so essere uno dei cantanti / idoli di riferimento per tanti ragazzi della nuova generazione. Non conosco i suoi testi e nemmeno la musica con la quale abitualmente si esprime però se serve a scuotere le coscienze di questi ragazzi ben venga. Non ho figli quindi non ho alcun riferimento per capire quali possano essere i loro gusti a parte due nipoti di 16 e tredici anni ma so solo che una delle due e quindi la più piccola ascolta Olivia Rodrigo e Taylor Swift e da un anno ha incominciato a stravedere per la fruizione dei dischi in vinile e a partecipare ai primi concerti. Certo nulla a che fare con il mondo e la musica che abbiamo conosciuto ma ad ogni modo credo sia giusto abbiano i loro riferimenti e incomincino a soppesare la società capendone anche le varie storture. Al momento mi fa piacere che lei abbia un proprio carattere e dei gusti ben definiti ...che non sia una pecora nel gregge pronta ad uniformarsi alle ultime tendenze e alle ultime mode...e mentre il tempo passa mi chiedo se un giorno vorrà i dischi dello zio e tutto quello che mi auguro di lasciarle..
Livio. Ormai si va ai concerti x poter dire di esserci stati, x gustarsi l'evento dall'interno, senza andare tanto x il sottile sui contenuti. Un po' come gli stadi del mondiale del biondo: sempre gremiti di gente mascherata, che mangia, beve e fa caciara, senza capire un'acca dello sport + bello del mondo.
Io ho portato le mie nipoti a Monza x Sp.steen: si sono divertite, sì, ma non erano, nè saranno, appassionate di rock.
X loro è intrattenimento, x noi è, e resterà sempre, molto, molto di +.
Livio. Qualche impressione sul nuovo Rolling Stones, fermo restando che la scansione critica spetta al loro max esegeta Zambellini. E' un gran bel disco, quasi 1ora di rock "barocco", ballate, country, tanto funk, 1pezzo cantato da Keith, uno in cui suona ancora Charlie. Chitarre a volontà, batteria secca e metronomica-basso parlante(la coppia Jordan-Jones è ormai assodata), scompare C.Leavell ed entra in molti pezzi Steve Winwood (anche Benmont Tench in 2canzoni). Macca al basso in un pezzo. Il produttore A.Watt, poliedrico polistrumentista, è accreditato in tutte le 14canzoni (una 15a solo nell'edizione Apple Music: odioso malcostume).
Per Keith e Ronnie parlano le onnipresenti, toniche, eterne chitarre alla Stones, mentre Mick pare davvero aver fatto un patto col diavolo, visto che canta sempre meglio: melodico, profondo, potente, trascinante. Non necessita di coretti femminili di supporto, qui infatti quasi inesistenti.
Manca forse il pezzo heartbreaker alla Sweet Sounds of Heaven, ma la qualità media è a mio parere superiore a quella del disco del '23.
E non crediate sia finita qui: pare ci sia già una decina di pezzi pronti per il "prossimo" disco!! Eterni Stones.
PS continuo a ritenere inguardabile la copertina: da maldimare. Qualcuno l'ha accostata a Francis Bacon: blasfemia!
La copertina non si può guardare 😂😂😂😂😂
Ma suoneranno davvero loro? Ron Wood credo di si, perché lo si capisce dalle esibizioni live da solo o con gli Stones. Keith Richards ho più di un dubbio.
Lo ascolterò in questi giorni
Domani lo ascolto... dedicherò il primo pomeriggio a loro...
Al di sopra di ogni più rosea aspettativa
Non vi voglio tediare con l'ennesima recensione ma penso seriamente che il nuovo album degli Stones sia un mezzo miracolo di freschezza, longevità e belle canzoni.
Godetevelo.
Ho cominciato ad ascoltarlo ma è presto per darne un giudizio sereno . Certamente l' ascolto di un loro album non necessita le stesse immersioni di un album dei Pish o della Dave Matthews Band ma ad ogni modo non credo che nemmeno uno possa bastare. Al momento mi sembra molto buono e per certi versi lo preferisco anche ad " Hackney Diamonds" pur avendo in comune con questo la produzione...così mi pare.. o certe regolazioni sui volumi del mixer vicino al gain rosso lampeggiante !! Per quel che riguarda i brani mi pare anche più vario o semplicemente con una propensione maggiore ad andare a pescare nelle loro radici e farne un sunto musicale della loro storia senza dare la sensazione del sentito e dell' autocitazione. Chiaramente aspetto un sunto di Zambo sul Busca o su questo sito.
Livio. Fra parentesi: Vasco ha bruciato 550.000 biglietti x Roma'27 in mezz'ora.
Io l'ho visto l'ultima volta al suo primo Sansiro, 36anni + 2gg fa. Da allora a me dice poco o nulla, ma il suo "piccolo" seguito lo conserva...
E anche Zucchero se la cava mica male: la voglia di musica c'è!!
La parodia del rock.
Non fa per me, neanche a sentirli nominare, scusate la franchezza.
Vasco Rossi visto nel 1983, tour di Bollicine, palla micidiale e senso di straniamento rispetto a ciò che vedevo non tanto sul palco, ma fra le persone intorno a me.
Non mi avranno mai! 😅
Vasco Rossi mi è simpatico ma nulla di più a parte due o tre canzoni . Di Zucchero penso che sia un gran furbone per non parlare di tanti brani presi di sana pianta dall' uomo di Sheffield e non solo negli intro musicali. Di italiano ho amato in passato Bennato, Finardi , Dalla e Pino Daniele ma se mi si dice e si nomina il blues italiano penso ai vecchi e mai dimenticati Roberto Ciotti, Nick Beccatini, Guido Toffoletti e a tutti i ragazzi della penisola cresciuti sotto la stella che illumina tutti i crocicchi, siano questi tra la 66 o una lunga autostrada padana o persi nell' isola sotto la Corsica. Per il resto molto l'ho assorbito dai vari Mucchio Selvaggio e Buscadero per cui nomino miei prediletti i vari Bubola, i Guano Padano e la Donà ed inserirei pure Graziano Romani se non fosse per una produzione al 90% di lingua inglese. Non cito i jazzisti perché facenti parte di un linguaggio più strumentale ed internazionale...ma se devo scegliere direi Enrico Rava e Paolo Fresu.
Livio. Massimo rispetto, ci mancherebbe. Sono di almeno una generazione + vecchio di voi, cresciuto ascoltando alla radio soprattutto musica italiana(quello passavano...) x cui inevitabilmente sono legato al pop nobile dei Mitici Anni '60 e ai cantautori '70-'80. Poi la mia cultura rock me la sono costruita da solo, come naturale evoluzione verso una musica + vera, passionale, impegnata; with a little help from my friends, ovvero le rubriche radiofoniche dedicate dei vari Giaccio\Fegiz, Massarini, Cascone... e i giornali, Ciao-Mucchio-Busca...
Fra gli italiani da non perdere aggiungerei Gang soprattutto, ma anche certe cose di Timoria e Litfiba. Poi il jazz(?) di Area e Perigeo, il prog di PFM e Banco, le primissime cose di Ligabue...
Concordo sui giudizi impietosi nei confronti di Vasco e Zucchero(+ il Liga stesso) x come sono ridotti oggi: il mio era + un rilievo sociologico. Nonostante i prezzi stellari e le location tutt'altro che confortevoli, la "musica" attira. Magari una piccola parte dei 550.000 evolverà verso qc di + vero. Altrimenti.. Rock is dead?
Certo Livio ...mi riagganciavo alle tue osservazioni sui due ,poi è chiaro che c'è del buono anche nella nostra penisola benché la nostra formazione sia quella che tu citi. Ieri sera approfittando di una giornata fortemente ventosa e dal fatto che ero in casa in pieno relax , caffè freddo e cicchetto di whisky...ho trovato in rete Corduroy Plants relativo al tour 2025 di Neil Young con i Promises of Real e non ho potuto fare altro che pensare al fatto che nonostante la voce non sia più quella di un tempo e tenda quasi a incrinarsi...lo spirito indomito del canadese sia rimasto intatto. Mi chiedo cosa lasceranno e se ci sarà qualcuno soprattutto che coglierà la loro eredità....fa tristezza guardarli invecchiare perché di riflesso guardiamo anche noi...e per citare il buon Neil spero che questo mondo non scompaia insieme alle foto sulla parete...
Ho recensito Forever Tongues ascoltandolo in streaming per qualche giorno prima che la label londinese me lo togliesse, senza note e testi, gli ho dato 3 stelle e mezzo sul Buscadero consigliandolo e paragonandolo ad Hackney Diamonds visto che è nato nelle stesse condizioni, ho messo in evidenza qualche pecca ma se dovessi ritoccare oggi la recensione, dato che l ho ascoltato come si deve in cd, gli darei 4 stelle e scriverei che gli Stones sono un miracolo dell arte sonora.
Livio. Ero un po' mortificato, infatti, x qll 3,5 stelle. Felice che il mio critico di riferimento (soprattutto ma non solo) x gli Stones, abbia aggiunto una sacrosanta mezza stella.
PS: certo che x Keith, con quelle mani rovinate, irrigidite e deformate dall'artrite, suonare dev'essere sofferenza indicibile...
Sinceramente da qualche ascolto ripetuto l' ultimo degli Stones lo sto preferendo al precedente e in questi ultimi giorni ho cominciato a leggere il succoso speciale a loro dedicato sulle pagine del Buscadero. Dell' artrite di Keef mi dispiace molto e posso capire cosa si può provare in tal proposito. Io che la chitarra la suono per diletto e per passione e non ai fini professionistici, ultimamente mi causa dolori quando vado a formare certi accordi per via di un' infiammazione della cuffia rotatoria che si irradia per tutto il braccio sinistro...quindi a volte in posizione Fa maggiore o Sib se premo sulla tastiera sento dolori per cui spesso devo avvicinare la paletta quasi all' altezza del petto per alleviare il dolore...quindi posso capire chi invece lo ha fatto per una vita e ci ha campato su. Che Papa Legba abbia sempre un occhio di riguardo per zio Keith !!
Mauro, mi fido di te: il mio dubbio era che ci fosse poco di suonato dagli Stones originali o che, addirittura, ci fosse di mezzo l'intelligenza artificiale (come nel video in cui appaiono ringiovaniti).
Il tuo parere mi rassicura e ora potrò ascoltare il disco nella giusta disposizione d'animo
Tranquillo Armando, Keith avrà ovviato al problema dei barrè suonando quel tipo di accordi con modalità semi aperte, che permettono di fare soffrire di meno polsi e tendini. Limiti un po' la potenza dei Power chords, ma danno un buon effetto generale, prova anche tu!
Grazie del consiglio Corrado.
Se KR ha L’artrite Ron Wood ha suonato veramente bene questa sera a Lucca .
Accompagnato da un ottima band nella quale ha spiccato Chanel Haynes Gia’ con gli stones ( più che corista seconda voce e a volte pure voce solista ) , 95 minuti di puro rock and roll spaziando dagli stones ai faces al Jeff back group , Dylan , oltre a brani della sua produzione.
Un concerto in una situazione logistica impegnativa perché sia chi suonava che chi assisteva era come essere all’interno di un bagno turco .
Flying e river deep cantate da Dio dalla Haynes , stupenda la versione di cant’ you hear me knocking.
Bellissima serata , avevo aspettative basse e invece gli stones non muoiono mai.
Correggo Kevin Gullage...
Leggo di questo blues festival a Pignola e mi sembra miracoloso che siano arrivati alla trentesima edizione; complimenti agli organizzatori
Serata meravigliosa a Lucca per Ron wood.
D'altronde quando metti in un unico contenitore una grande band ed un repertorio che contiene il meglio dei faces, jeff beck,river deep di ike and Tina e alcune perle degli Stones cosa puoi aspettarti ?
Unico neo della serata un caldo da vero girone infernale.
Avevo già sofferto così al concerto dei Social distortion a Milano.
L'estate sarà anche bella ma quando è troppo è troppo.
Si Bob ... è un festival che ha ospitato diversi nomi conclamati e di nicchia e nel corso degli anni ci hanno suonato in tanti...da Fabrizio Poggi a Watermelon Slim, Sugar Blue e Ana Popovic, Popa Chubby ed Eric Sardinas,Rick Estrin,Tommy Castro... ma l'elenco è davvero lungo. Io nemmeno lo conoscevo e lo scoprii per caso parlando con un gestore di un B&B a Matera circa dieci anni fa. Considera che da Bari ci metto due ore di auto ma arrivati li a parte l'evento musicale in sé si gode anche di una temperatura ottimale vista la vicinanza con le Dolomiti Lucane e ho anche la scusa per mangiare prelibatezze locali, dormire fuori e spesso di approfittare per salutare un amico di vecchia data che risiede a Potenza da tanti anni. Non sempre riesco a farmi i tre giorni perché in un certo qual modo andando con mia moglie sono legato ai suoi impegni di lavoro e a giorni variabili di anni in anno ma solitamente più o meno le date sono verso il fine Luglio.
Livio. Si, davvero eroici organizzatori, a volte aiutati da qualche pubblico amministratore particolarmente illuminato, ma non è detto..
Io ho frequentato anni fa il Porretta Soul (ricordo un bel set di Solomon Burke), ma sono tanti in Italia gli eventi di nicchia duri a morire. Sosteniamoli, se possibile
Porretta è un grande Festival. Ricordo qualche anno fa che realizzarono anche un bel documentario sulla sua storia. Sono Festival di genere e non semplici contenitori dove fare confluire un po' di tutto però credo ci siano anche casi e casi..
Anni fa sono stato al contest blues di Pignola, era dicembre, mi ricordo la gente simpatica e ottime mangiate. Prima di tornare al Nord andai finalmente a visitare Matera in una giornata nuvolosa senza turisti. Magia.
Nel mio girovagare dopo Ron Wood ho puntato su Barcellona in concomitanza della finale per sentire Billy Gibbons ( chiamarli zztop mi viene difficile ora che è rimasto soltanto lui )
Detto questo era in palla come non mai e nonostante la finale e un caldo torrido c’erano 5000 persone pronte a divertirsi con il rock boogie del texano.
18 brani 85 minuti e Gibbons veramente in serata smagliante.
Ovviamente come lo scorso anno che ero andato a Parigi da noi non passano più .
Troppo pochi gli aficionados , però ci sono buone prospettive per il 2027 Ultimo e Annalisa a San siro …e come diceva Peppino de Filippo ho detto tutto .
Errata corrige: ho scritto lo scorso anno a Parigi mentre erano due anni fa .
Tempus fugit
Livio. Sono un fan sfegatato di Fisherman's Blues. Ho consumato il vinile dell'88, e mi sono fiondato su tutti gli unreleased pubblicati finora: Too Close To Heaven('01), la Collector's Edition 2cd('06) e il favoloso Box del 2013(6cd al prezzo di uno!). Temevo fortemente che Atlantic Rain, 3cd in uscita ora, si rivelasse misero espediente di un Mike Scott ormai inaridito x rimpolpare il conto corrente.
Spinto dall'articolo di Brunetti gli ho dato fiducia e, magia!, la favolosa miscela di blues, rock e musica celtica, lo struggimento, l'incredibile tensione, i ritmi forsennati, l'ispirazione infinita di quei giorni incredibili sono ancora qua, frizzanti e croccanti come allora.
Provate il delirio orfico dei 20minuti totali di una incredibile Sgt. Pepper\Hey Jude\Sgt. Pepper(Beatles) e poi ditemi se non ne vale la pena!
Suono perfetto, fra l'altro.
E pare che i nastri da esplorare siano ancora molti....
Livio avendo comprato gli altri box dei waterboys comprerò anche questo ..ma per ora su Amazon quota 55 euro e per gli ennesimi “ scarti “ pescati x fare cassa 🔊 tergiverso un po ‘ .
Io avevo preso anche 1985 che nel complesso era ben poca cosa mentre Magnificent seven e le Fishermen sessions erano molto interessanti oltre ad averle pagate decisamente poco ( il che è giusto tenuto conto che è materiale che hai nei cassetti a costo ormai ammortizzato)
Livio. Purtroppo il discorso vale x tutti i boxoni retrospettivi: prezzi stratosferici x musica che hai in archivio, in qs caso, da 40anni.
Succhiano il sangue ai fans entusiasti... e x fortuna che qlc pubblicazione che tu citi me l'ero pure persa, ignorandone l'esistenza.
Al solito, ci possiamo difendere: spotify aiuta a selezionare gli acquisti validi dalle ciofèche.
X Atlantic Rain almeno un ascolto su piattaforma è giustificato, a parer mio, dalla qualità della musica.
Il concerto dei waterboys a Milano nel 1989 ( cinema teatro Orfeo ) è impresso nella mia memoria , uno dei più belli ed emozionanti a cui ho assistito .
Invece un concerto acustico di Mike Scott nel 1995 sempre a Milano teatro nazionale fu di una noia mortale.
Ho visto un altro paio di volte i Waterboys ma senza raggiungere quelle vette di bellezza di allora. Ero convinto che come gli Hothouse Flowers avrebbero fatto il botto mentre entrambi si sono sciolti come la neve al sole .
Livio. Già, è come se MS avesse bruciato in un colpo solo tutte le sue capacità compositive ed esecutive.
Nello stesso ambito musicale, chiamiamolo celtic rock x semplificare, agli one-shot memorabili aggiungerei Energy Orchard, creatura dello sfortunato Bap Kennedy, che con Shinola realizzarono un disco di impareggiabile bellezza. Infatti non seppero mai più ripetersi a quei livelli.
Belle formazioni quelle che citate e quanti ricordi preziosi in musica. Guarda caso proprio qualche settimana fa mi sono imbattuto in una pila di CD e tra questi ho ripreso proprio gli Houthouse Flowers e gli Energy Orchard per un ripasso veloce tra i suoni celtics che sembrano ultimamente latitare se non attraverso i bostoniani Drophyc Murpheys e poco altro. Strano a dirsi eppure un tempo l'Isola Verde sembrava al centro delle cronache rock poi e' tutto un po' sfumato,sorte apparentemente toccata alla musica della Big Easy anche se li si rigenera tutto con una capacità di ripresa impressionante...ma dopotutto superare gli uragani non è cosa affatto facile ed ogni volta e' una gioia vederli riprendere strumenti e ricominciare come nulla fosse. A proposito di New Orleans venerdì scorso riascoltavo con immensa goduria gli ultimi due album di Allen Toussaint ed i due di quel simpaticone di Hugh Laurie,attore britannico con il cuore nella Big Easy.
Liviio. Splendido l'articolo di Zambellini sulla "storia produttiva" dei Rolling Stones. Ho imparato un sacco di cose nuove, intriganti, interessantissime. Da standing ovation!!
PS ho rimosso il commento precedente in quanto, chissà xchè, avevo identificato Allen Klein con Mike Appel.... L'età...
Mi aggiungo alle lodi riguardo l' articolo degli Stones anche perché oltre ad essere ricco e dettagliato fornisce una chiave di lettura altra e non si ripete come avrebbero forse fatto su altre pagine. Per il resto ho letto in rete circa l' incidente avvenuto a Glen Hansard e mi dispiace se ne sia andato in questo modo. Non amavo proprio tutto quello che ha realizzato ma dava la sensazione di essere un' artista sincero e profondamente umano. Lo ricorderò sempre come il chitarrista dei Committments,film che oltre a raccontare di una band immaginaria ritengo abbia espresso attraverso la lettura di Alan Parker una visione genuina di quello che dovrebbe essere la filosofia di una band e di cosa sia la vera passione nel cuore di ogni musicista. Certamente Soul e R'n'B ma credo che la formula valga per ogni band che si rispetti. Altri tempi e altri sogni restituiti attraverso frammenti dei nostri più cari ricordi.
Ora attendo con trepidazione lo speciale del Buscadero sui 500 dischi...che poi non è altro che un modo per assaporare certi piaceri, confrontarsi,vivere le proprie e le altrui emozioni e riprendere in mano magari qualcosa che si e' perso e a volte forse dimenticato...un modo sano per schermarsi dagli orrori di questi giorni. Buon estate a tutti...
Da un Campbell all'altro, mi piacerebbe leggere un bel lavoro retrospettivo su Glen Campbell, ottimo autore, interprete e chitarrista, forse eccessivamente dalla critica nell'area country Easy listening. In realtà la sua Wichita Lineman, con l'arrangiamento innovativo per l'epoca, è stata dichiarata da Bob Dylan come una delle più importanti canzoni popolari di sempre. E sono molto belle e significative anche Galveston o By the time i got to Phoenix, che ricordo in una memorabile cover di Nick Cave & the Vado Seeds.
Si tratta di musicisti che hanno comunque fatto la storia della musica americana, mi piaceva ricordarlo per completare vil trittico dei Campbell di cui stiamo parlando da qualche settimana 😀
Perdonate i problemi di digitazione, credo che il contenuto si capisca lo stesso. Capita quando si utilizza il telefonino e ci si trovi al mare...
Ciao Corrado...ricordo di avere una doppia antologia di Campbell ma non lo ascolto da un bel po' ma adoro Wichita Lineman e ricordo la versione di Cave dell' altro brano che tu citi per quello che ritengo essere un bell'album di cover realizzato dall' Australiano. Ora mi viene anche da sorridere perché ripenso che il suo nome fu tirato in ballo a proposito della bagarre infinita sul divisivo Western Stars che comunque all' epoca mi piacque.Pero' quel "polverone" sollevato all' epoca da tutti noi mi ha unito ancora più saldamente a questo blog e ai suoi frequentatori perché mi ha fornito altre chiavi per leggere con un occhio critico certi lavori. In primis ringrazio sempre il nostro Mauro, i suoi scritti ed i suoi lavori o gente come Marco Denti che attraverso il suo "Storie Sterrate" ha analizzato parte della nostra musica in modo del tutto nuova e diversa dalle solite narrazioni. Non sono mai stato un die hard fan ma una volta provavo comunque un po' di tristezza e malinconia né vedere stroncato un lavoro appartenuto ad una band amata o a una serie di songwriters o rockers che si voglia. Oggi ho quella leggerezza d'animo che nel tempo mi ha permesso anche di scherzarci su e sorridere che non esclude comunque passione e partecipazione nel dibattito.Proprio ieri mi sono imbattuto in rete con alcuni miei conoscenti della zona a proposito di Elvis. Certo il Re non si discute e il suo essere performer unico ed in grado di maneggiare la materia ed i generi come pochi è fuori discussione ma mi sembrava azzardato sentirmi dire che prima di lui non c' era nulla e la musica si è fermata con lui un azzardo davvero grosso. Ho risposto che di giganti ne abbiamo avuti eccome e ho pensato al nome di Ray Charles o ad un certo Willie Nelson, autore e performer a 360 gradi giusto per fare qualche esempio....non vi dico quali reazioni ho scatenato ( ??)...per cui posso solo ricordare Mauro quando dice che il fanatismo è una brutta bestia.
Scusatemi per le lungaggini ma avevo voglia di esternare un mio pensiero e perché no trovare anche un motivo di confronto...
Livio. Vedi Armando, noi amiamo un certo tipo di musica, anche a prescindere dal nome dell'interprete. Certo, ad alcuni siamo più affezionati, xchè ci hanno dato tanto, ma siamo anche pronti a criticarli, senza eccessi e sempre col supporto di fatti concreti.
Credo che abbiamo, noi del Blog, tutti superato la fase fanaticamente adolescenziale, ci siamo fatti l'orecchio sulla QUALITA', da qualunque parte arrivi, con migliaia di ore di ascolto appassionato e senza pregiudizi o preclusioni.
E' inutile e deleterio mettersi a discutere con chi è legato quasi religiosamente a un mito, comunque si chiami, che non riflette in alcun modo la realtà.
Anch'io mi sono legato a qs spazio di libertà e rispetto reciproco dopo il bailamme su WS(che continua a non piacermi affatto), e penso che se non ascolto con rispetto ogni opinione solida e motivata non potrò progredire nella mia personale comprensione della musica che adoro. Non potrò godere di molti capolavori, perchè c'è sempre da imparare. Lo si può fare solo se ci si pone nella posizione di chi sa di non sapere, l'unica possibile per chi decide di usare la propria intelligenza...
Poi, sui gusti personali non si discute: li si rispetta, a patto che l'interlocutore faccia altrettanto.
Detto ciò, Glen Campbell... oddìo, non rientra esattamente nelle mie priorità, ma forse un ascolto un po' + attento male non mi farebbe...
Si Livio hai espresso benissimo e nel miglior modo un concetto ed un pensiero che ci riguarda e accomuna almeno in questo spazio ma direi che si potrebbe anche estendere ad altro anche al di fuori della musica e delle nostre passioni. Quello che mi spaventa sono i muri e le divisioni e la mancanza di sano confronto che sembra sempre più venire meno. Ora non so quanto i social possano o meno amplificare la cosa ma la sensazione è di trovare un vero rifugio ed un angolo di vera democrazia quando mi connetto a questo spazio o a situazioni in cui si riesce a parlare e ad ascoltare l'altro senza dover per forza urlare o sguainare una spada.
Belle considerazioni, ragazzi.
Mi sa che la fase adolescenziale l'abbiamo tutti bella che superata, pure io che forse sono il più giovane della compagnia, però ho ancora le mie impennate su questo o quel l'artista da me preferito, mia moglie dice che sono un talebano e in effetti sono cresciuto alla rigida scuola coranica del Mucchio Selvaggio...
Western Stars continuo ad apprezzarlo, forse perché legato al momento in cui mia figlia, all'epoca quattordicenne, stava scoprendo il Boss e lei quel disco lo ha sempre difeso parlando di un altro aspetto della musica di Springsteen.
In pausa estiva dal punk rock sto riascoltando autori "atmosferici" come appunto Campbell o John Hartford e quel gusto fine anni 60 inizi anni 70. Si va proprio a periodi a quanto pare...
Livio. Confermo, Corrado. Anche una persona a me cara, avvicinatasi a Sp.steen dopo Roma, Circo Massimo 2016, adora WS. E xchè mai il suo (o il tuo) giudizio dovrebbe valere meno del mio? Come potrei permettermi, io che mi sciolgo al poprock italiano\mondiale anni '60, di ritenermi detentore della verità assoluta? Se pratichiamo apertura e tolleranza potremo approcciare persone adorabili e (ri)scoprire autori e generi da noi colpevolmente trascurati.
Poi però al cuor non si comanda e io in qs gg campo a Stones e celtic rock: ho ascoltato tutto Magnificent Seven, Waterboys 88-89, ma devo ammettere serenamente che se al posto di sei dischetti ne avessero pubblicato uno, max 2, ben scelti, allora sì sarebbe stata un'uscita imperdibile.
Io di solito quando arriva il periodo in questione e quindi in piena estate soprattutto se devo uscire e andare un po' on the road amo riprendere un po' di quella West Coast con la quale sono cresciuto. Non è per nostalgia ma perché amo rimasticare quei suoni che ben si adattano alla strada e al rollio delle gomme sull'asfalto. Quindi come tanti anni fa ti preparavi la cassettina da mettere nel car stereo poi divenuto lettore compact e già da diversi anni invece chiavetta USB*( non posso fare altrimenti) mi porto dietro Flyng Burrito Brothers e Byrds, Nitty Gritty Dirti Band e Dillards, Jackson Browne ed Eagles, Linda Ronsdadt e perché no anche le produzioni ai Burbank Studio dei vari Bonnie Raitt e Ry Cooder, Dobbie Brothers e Randy Newman e certamente non può mancare ilai dimenticato Warren Zevon. Insieme a questi e per altro sentire ma che secondo me ben si accostano al concetto di musica da vivere in viaggio non possono mancare Tom Petty , I CCR, gli Allman Brothers Band e i Little Feat...poi alla fine ti rendi conto che su una chiavetta da 32 GB ti entrano in media 300/400 titoli e allora la lascio andare in random a meno che non ti capiti magari Leonard Coen o Nick Cave, forse più adatti ad altri luoghi e stagioni...e allora salto vado avanti trovando chesso' Sticky Fingersi o un album della JGeils Band o qualcosa che mi ricolleghia a qualcosa che avevo ascoltato precedentemente.
Livio. Non so se è un Autore da Z.Place o da Busca, ma un pensiero x Francesco Guccini lo vorrei lasciare. Schivo, riservato, l'esatto contrario della star, anche per questo primus inter pares nella straordinaria fioritura di Cantautori italiani sbocciati tra gli anni '60 e gli '80 del '900.
Poeta popolare, sincero e acuto come forse solo Faber lo è stato.
Brutale a volte, rileggetevi Eskimo, o L' Arrabbiata, ma ruffiano mai. Ha saputo smettere quando non ha avuto più nulla da dire, quando il mondo che cavalcava lo ha lasciato felicemente indietro.
Tra la Via Emilia e il West... ecco, ha scelto il cielo.
Livio. Pardon: L' Avvelenata, naturalmente
Francesco Guccini fa parte dei miei ricordi adolescenziali, i primi concerti . Nel 1977 a Genova ma soprattutto settembre 1979 al vigorelli di Milano per una festa dell’unità ( quando avevano senso ) . Tra parentesi concerto anche famoso per il trattamento del pubblico per la supporter il cui nome era …Gianna Nannini letteralmente massacrata dal pubblico .
Guccini più che un musicista è stato un letterato prestato alla musica .
Un personaggio di altri tempi, di uno spessore tale non paragonabile a nulla e a nessuno .
Last but not least Glen Hansard avevo avuto il piacere di trovarmelo qualche anno fa a Firenze prima di Eddie Vedder e mi aveva colpito fortemente. Non ho mai amato gli artisti che suonano prima di altri ma in quel caso era stata una bella sorpresa. In effetti visto il parterre de roi al suo funerale era proprio un musicista stimato .
L’ultima considerazione però è che se ti schianti in moto alle 4 del mattino facendo tutto da solo …che cazzo
Guccini non l'ho mai seguito e quindi mai amato . Colpa mia per non aver trovato la chiave giusta per accedere alla sua arte e alla sua musica ma... l' ho sempre stimato per quello che più di una volta aveva espresso durante le interviste ed ancora più negli ultimi anni dove una vena di ironia e sano divertimento avevano un po' rovesciato la sua immagine di "filosofo serioso e palloso" cliché abusato ed usato da tanti appassionati di musica ed ancora
di più da certa destra abituata a schematizzare tutto. Mi divertiva molto ad esempio durante i suoi incontri / intervista con Diego Bianchi per Propaganda Live e ne conservo ancora quell' immagine. Per tornare invece alla nostra musica ho quasi finito di leggere lo speciale realizzato dal Buscadero..trovato qualche giorno fa in una edicola di Acciaroli ( Sa) luogo e borgo famoso per aver ospitato Hemingway durante lo sbarco degli alleati e i giorni dell' Armistizio e che circa dodici anni fa in questo stesso periodo ospitò pure Brian Auger ed i suoi Oblivion on stage,artefici di una divertentissima serata in cui sciorinarono tra i vari brani, classici di Marvin Gaye, la Light My Fire dei Doors e una grande resa dei primissimi brani dei Blood Sweat & Tears quando ancora avevano Al Kooper alla voce.
Io non ho mai apprezzato i "cantautori pelosi", cioè quelli usciti negli anni 70, caratterizzati dal portare barbe e barbone varie (De Gregori, Dalla, Venditti, Stefano Rosso, Guccini, ecc.).
Riconosco che, De Gregori a parte, abbiano dei lati apprezzabili e Guccini, pur ascoltandolo poco o niente, l'ho sempre visto come una persona coerente, integra e che faceva simpatia.
Chissà, proverò ad ascoltare qualcosa, con l'attenzione e il rispetto che si devono a un uomo come lui, mettendo da parte la mia idiosincrasia verso il cantautorato italiano. Purtroppo sono cresciuto alla rigida scuola coranica del Mucchio Selvaggio periodo 1977-1985 e questo ha inciso nel selezionare i miei ascolti
Interessantissimo lo Speciale dei 500 dischi uscito giorni fa. Bello perché è un modo per conoscere meglio le varie anime del Buscadero e materia di confronto continuo anche per prendere appunti su quello che magari possiamo avere distrattamente o volutamente tralasciato in questi anni ma soprattutto un volume che si distingue nettamente dalle solite pubblicazioni di questo tipo. Mi riconosco in tante scelte da Giazzi a Don Antonio , dal nostro Mauro a Galli, da Carnevale alla Franzetti passando per Bossi e Del Savio,Denti e tanti altri ancora e nessuno escluso, così come certe sorprese nelle quali includo Callieri per avermi riportato alla mente autori che avevo completamente dimenticato o il nostro Zambo per " Red Octopus" che ho sempre o quasi ignorato a favore dei primi Airplane o Garrett leBeau che non ricordavo e che di sicuro andrò a cercare. Mi ha meravigliato la scelta di "Hypnotic Eye" di Petty ma capisco il criterio e la motivazione del tutto personale per cui io ad esempio potrei scegliere " Let Me Up...I've Enough" non perché il più bello ma perché quando uscì ed era in ripetizione sul mio car stereo, ebbi un brutto incidente stradale. Quel disco mi riporta sempre alla mente cosa poteva succedermi e cosa non è successo..quindi sarà sempre sinonimo di vita e ripresa,simbolica e concreta. Quindi ben vengano sempre iniziative di questo tipo...
Livio. Un giochino da ombrellone: ho l'impressione che Sweet Sounds of Heaven(pezzo portante di Hackney Diamonds) sia moolto ma moolto simile a I Got the Blues(seminascosto tra i capolavori di Sticky Fingers). Voi che ne pensate?
Jagger-Richards plagiano se stessi?
Beh, almeno non rischiano una causa legale, a meno che non si autodenuncino...
Livio. PS anche Zambellini, nella recensione di novembre '23, ne aveva fatto cenno
Mi correggo in quanto avevo scritto Denti al posto di Verdi non presente sullo speciale ma sul quale mi sarebbe piaciuto trovarlo tra gli invitati. Ad ogni modo stimolato da alcune scelte sto ascoltando Garrett LeBeau scelto dal nostro Mauro. Davvero molto bello e al riparo dai 35 gradi davvero piacevole da ascoltare. Oltre a questo stamattina ho dedicato un pensiero a mio padre che oggi avrebbe compiuto 91anni e andando a ritroso nel tempo ho ricordato tutta quella musica che circolava in auto o a casa prima ancora che mettessi le mani sui miei primi vinili e mi chiedevo se certi ascolti "passivi" possano aver influenzato o indirizzato il bambino verso i primi gusti e scelte fatte durante l'adolescenza ? E allora mi tornano alla mente un disco di Ray Charles, un doppio di Tom Jones che mia madre amava tanto ma ancora lontano da Las Vegas e da certe altre cose, una cassetta stereo 8 del Bill Black Combo,i 45 giri dei Beatles e dei Beach Boys delittuosamente regalati da mio padre a mia cugina, dischi di Benny Goodman e gli inevitabili successi di Glenn Miller, una raccolta tutta orchestrale della Hugo Montenegro che rifacevano Dylan, i Los Indios Tabarajos nella Maria Elena che avrei riascoltato da Ry Cooder anni dopo...i Platters e i Santo & Johnny di Ebbe Tide...elucubrazioni mentali certo ma giochino simpatico per la mente e il cuore. Un abbraccio a tutti.
Non che fosse un mio beniamino ma avendo visto il mese scorso gli zztop a Barcellona senza frank Beard ….adesso leggo che è passato a miglior vita…
Due anni fa li avevo visti a Parigi e alla fine del breve concerto ( 75 minuti ) lo avevo visto veramente stravolto…
RIP
Beh dispiace saperlo...so Long Frank
Livio. Anche Dave Marsh ha sciolto gli ormeggi. Autore, x me, del + bel libro dedicato a un musicista rock. "Born to Run-Nato x correre" non è solo un'arida disamina di concerti, prove, incisioni e vicende personali (come forse il successivo "Glory Days") ma piuttosto un appassionante e appassionato racconto dei primi, incerti, difficili e tormentati, passi di una star. Scritto col cuore in fiamme di un vero fan, x fortuna privo di ogni obiettività!
Non c'entra niente, ma in questi giorni siamo a Torino e ho girato qualche negozio di dischi. Deluso da Rock Folk, ho trovato un altro negozietto dove per 6 € ho preso "Quah" di Jorma Kaukonen e altre delizie. Ho ricordato un bel periodo dei primi anni del Mucchio Selvaggio
Grande nostalgia dei negozi di dischi ; ho passato buona parte del mio tempo fino a metà degli anni novanta . Poi sono progressivamente spariti .
Bellissimo album quello di Kaukonen
Mi unisco al vostro elogio riguardo Quah di Kaukonen e Hobson. Grande disco di un' artista e musicista di cui prenderei tutto a scatola chiusa. Adoro i chitarristi come Kaukonen soprattutto quando suonano l'acustica ed in fingerpicking. Inoltre quando sento certe sonorità stile Piedimont style o lavori assimilabili a questo tipo di sonorità che si rifanno al folk Blues prebellico rimango quasi ipnotizzato e con mille sensazioni che il mio inconscio quasi mi dice di aver vissuto altrove. Sono quelle cose inspiegabili su cui mi piace fantasticare...idem per certo West Coast Jazz che non so per qualche assurda ragione mi suono' familiare anni fa durante quelle prime scoperte... o sarà che i miei mi portarono ad un concerto di Gerry Mulligan quando ero solo un ragazzino e non sarei ancora stato capace di distinguere un sax baritono da uno tenore?
Ad ogni modo un plauso a chi riesce a tenere duro e tenere in piedi attività che sono il fulcro di tanta passione e amore. Ora sono quasi diventate delle cartoline sbiadite nella nostra memoria ma quando mi capita di entrarci in quei pochi rimasti...il mio umore cambia notevolmente riportandomi quasi ad uno stato in cui prendendo in mano una copertina riesco a cacciare nella polvere ogni pensiero negativo.
Livio. Restando in tema, come dimenticare allora gli Hot Tuna del duo traditional degli Airplane, Kaukonen-Casady? Da band "Americana" ante litteram seppero evolvere a un corposo, gustosissimo rock-blues elettrico. Indimenticabile Genesis.
E i negozi di dischi! Quante ore passate a scartabellare tra gli scaffali sotto l'occhio benevolo del gestore\appassionato con cui intavolare interminabili discussioni tra appassionati veri...
Altri tempi. Amazon e Spotify restano rivoluzioni epocali... ma con loro non puoi discutere sull'ultima uscita di Neil Young.
Nella mia città da tanti anni non esiste più un contesto del genere e domina il piattume più deprimente che possa immaginare.
I Blockbuster con la musica generalista e carissima
Il negozio pseudo intellettuale "Jazzy etnico" e carissimo
Il negozietto Indie, modaiolo e carissimo
In nessuno di questi posti trovo la musica che mi interessa, non solo Kaukonen-Jefferson-Hot Tuna, ma anche cose più recenti
Qui nel negozietto dell'usato ho potuto un minimo dialogare, mettevano Gov't Mule e tanto blues, ma ho trovato (fra i 2 e i 9 €):
Neil Young
dEUS
Yo la tengo
Lucinda Williams
Who
Flaming Lips
Simon & Garfunkel
Con meno di 50 € un piccolo tesoro.
Il resto, come al solito, ordinando via internet.
Infine sta per arrivarmi il lettore CD specifico per l'auto, così potrò finalmente mandare a quel paese Spotify, le richieste di abbonamento per ascoltare musica che già possiedo e i finanziamenti occulti a Israele...
Una scelta di vita indispensabile per me
Da me Corrado per fortuna ce ne sono ancora tre o quattro che riescono ad andare avanti in modo più dignitoso. Non ho più purtroppo i miei riferimenti di un tempo perché hanno chiuso. Il più lontano è molto fornito ma è in pieno centro cittadino per cui preferisco quando capita arrivare ad un orario consono parcheggiare senza dover girare a vuoto per ore. Un altro più piccolo specializzato soprattutto nell' hard rock , Heavy metal e punk ma che riesce ad ampliare il suo spettro di azione ha buoni prezzi incluso usato di importazione in ottimo stato con prezzi davvero stuzzicanti e per fortuna ad una decina di kilometri da casa mia e nella vicina provincia vi è un altro abbastanza fornito e con un gestore davvero affabile e gentile.
Mai capito l'abbinamento Punk & Metal. Lo trovo ovunque, naturalmente anche nei musicisti punk con cui mi ritrovo a suonare.
Per me il Punk è il Rock'n'roll che si riappropria delle sue radici, un genere con delle solide e nobili radici culturali.
Il Metal non mi piace per niente, direi che proprio non lo sopporto, mi sembra più un arrappamento adolescenziale duraturo e mi tengo anni luce lontano da tutta quella retorica pelle & catene che lo caratterizza.
Eppure se vuoi suonare Punk Rock devi purtroppo avere a che fare con quella roba lì e quasi nessuno conosce New York Dolls, X, Radio Birdman ecc.
Si Corrado capisco il tuo punto di vista ma il mio riferimento ai generi che tu citi era rivolto al negoziante specializzato in quelli ,soprattutto per il fatto di avere una buona parte dei suoi clienti come i maggiori fruitori ma il piccolo negozio in realtà tratta di tutto. Ho ad esempio li acquistato box dei Grateful Dead, vinili di musica Jazz, il Kicking Televisione dei Wilco, Nick Cave, dischi Blues e lavori della World Circuiti come Ibrahim Ferrer o Ali Farla Toure' giusto per rendere l'idea ma quello che mi piace è l'ambiente piccolo e a dimensione d'uomo...
Livio. Condivido: punk e metal non hanno nulla in comune. Il Punk, specie in versione USA, fu una provvidenziale boccata d'ossigeno x un rock che si stava avvitando su prog e pop. Riportò in auge padri nobili come Iggy, L.Reed\VU, ispirò perfino un gigante come Neil Young[a proposito: torna in concerto, con Willie Nelson: due ragazzini], e si estese a macchia d'olio in tutti i continenti, vedasi il ramo australiano, fecondissimo.
Il metal non mi piace, non lo conosco, ergo non ne posso parlare.
Quindi se vi dico che Metallica e Iron Maiden li ho seguiti live vengo bannato dal blog ? 😂😂😂😂
Ma no, ma no: ho tanti amici dai gusti musicali terrificanti, ci si può convivere
Allora per compensare i miei prossimi tre appuntamenti del mese di settembre prevedono : Black keys, Waterboys +Steve Earle; Van Morrison .
😉
Livio. Bob, sei un grande eclettico: continua ad aggiornarci con le tue cronache on stage, di qualunque gruppo\artista si tratti.
poi credo che sopra si parlasse del metal inascoltabile, fatto di urlacci, fracasso e grugniti: al confronto Met e Iron sono dei neomelodici
Salve friends, è stata dura resistere alla canicola e sembra non ancora finita, ma il leggero calo delle temperature mi ha permesso di riprendere a fare giri sostanziosi in moto, prima ruschiavi di schiattare al semaforo e così lo scorso weekend sono andato sul Lago di Ginevra per un interessantissimo Nox Orae festival. Avevo intenzione fi fare un report sul blog ma poi è finito sul Buscadero on line. Se vi interessa leggerlo lo trovate li ed è bello sapere che circolano ancora tipi come Kurt Vile e Wilco
Grazie della info Mauro
Livio. Ottime notizie dai Wilco, dunque, anche se temo che da Cruel Country, album che prediligo, acustico e intimista, siano pochi i pezzi proponibili in un concerto rock
Beh...a leggervi mi è venuta voglia di metter su "Kicking Television" dei Wilco, cosa che sicuramente farò più tardi dopo una seduta di fisioterapia al mio rientro a casa. Per il resto ho consumato già diversi giorni orsono lo speciale del Buscadero dei 500 dischi oltre a qualche noir di Connelly
legato al detective Bosch e che mia moglie ha letto già da diverso tempo divorandone l'intera serie. Per il resto ho da leggere diversi libri tenuti in sospeso ma complice un vecchio numero del Buscadero dove veniva celebrato McCarthy m'è venuta voglia di rileggere " Figlio di Dio" che avevo quasi dimenticato benché all' epoca mi piacque molto come quasi tutta la sua produzione. Sinceramente è qualcosa che non faccio se non in rarissime eccezioni...almeno con la lettura.
Armando lo speciale dei 500 albums può essere interessante oppure è solo un ripasso ??
Wilco hanno appena suonato a Mantova ma con il compleanno della figlia se mi fossi assentato avrei rischiato la fucilazione . Certo è che le due date italiane non cadevano proprio in periodi convenzionali.
Ciao Bob...lo speciale per me è interessante per il semplice fatto che non è il solito volume dei 500 dischi di sempre ma 500 dischi selezionati tra i redattori e collaboratori del Buscadero più qualche ospitata di riguardo tra i quali The Gang, Don Antonio, Steve Wynn, Dave Alvin e la sezione del Buscadero Campania Club. È una selezione di venti dischi del tutto personale e non è del tutto scontata perché ho trovato delle vere e proprie sorprese,incluso il nostro Mauro che mi ha "spiazzato" ad esempio con un disco di Petty..ma ripeto il tutto nasce da un vissuto e un vivendo anche in corso d'opera. In taluni casi ho trovato anche dischi che non ricordavo e delle chicche che erano state assorbite e quasi cancellate dal tempo.Ora non so se questa mia impressione rifletta esattamente lo spirito di questo speciale ma le premesse dell' introduzione mi paiono proprio queste.
Ritorno sullo speciale non per ammorbarvi ma per ribadire che leggendolo ho avuto l' impressione di conoscere meglio anche la redazione ed i suoi collaboratori perché da questo volume traspaiono i gusti e certa sensibilità verso un determinato titolo che normalmente credo non possa venire durante la stesura di una rivista. Ecco perché la sensazione è quella di stare tra amici e ogni barriera tra recensore e lettore ammesso che esista cade del tutto
Livio. Concordo Armando: pure io rarissimamente rileggo un libro, x quanto possa essermi piaciuto.
Al contrario, amo rivedere anche + volte certi film: credo dipenda tra l'altro, dai montaggi sempre + frenetici imperanti oggi. Spesso, se ti perdi una frasetta brevissima complichi poi la comprensione dell'intero film.
Per i libri mi sono finalmente gustato "L'assassino che è in me" di Jim Thompson, caposaldo del noir pubblicato nel '952, a tutt'oggi modernissimo e spiazzante. Dopo i due (mediocri) film e l'ottimo vinile dei Green on Red ho alfine assaporato l'insuperabile romanzo originale, insieme a qlc Simenon di qualità(almeno metà dei 75 Maigret sono imperdibili), a Camilleri (i primi 10\15 dei 32 Montalbano meritano!), poi Cosby, Parks, Connolly....
Complimenti per i M. Connelly: pure io li ho letti tutti, e non ne ho mai abbastanza, anche se in qlc volume un po' di stanchezza ormai traspare.
Segnalo il film Honey Don't di Ethan Coen, intrigante riuscito mix tra il miglior Tarantino e il mitico Fargo: quando un B-Movie vale + di tanti Serie A.
Dovrò dunque procurarmi lo speciale del Buscadero, a questo punto mi ha incuriosito.
Non c'entra niente, ma finalmente ieri mi è arrivato il lettore CD specifico per auto. Ho potuto finalmente mandare a quel paese Spotify e la sua "libertà di ascolto" a pagamento per ascoltare la mia musica in totale libertà.
Ho una marea di CD in auto ed è una gioia ascoltarli in santa pace, senza abbonamenti del tubo e soldi che vanno a chi finanzia Israhell
Io esordirei con the rhyme of the ancient mariner 😂😂😂 per dargli una bella scossa
Ti ringrazio Livio per la segnalazione dei Coen e ringrazio davvero tutti per lo scambio di informazioni che ci legano alle passioni di sempre. Riguardo i noir devo ammettere un mio limite in quanto sono abbastanza legato a quello Americano e raramente mi inoltro in territori diversi seppure mi hanno entusiasmato Nesbo e tra gli italiani Carlotto. Ad ogni modo ho sempre il vicino "supporto" in famiglia che sul noir spazia a 360 gradi. Anzi approfitto della segnalazione di Livio riguardo Simenon. Per il resto lunga vita a tutti e che possa la buona stella tenervi vicino.
Livio. "Becoming Led Zeppelin": ottimo docu-film su sky arte, ma arriverà anche alle tv generaliste. Non sono un grande fan dei LZ, ma qui abbiamo la storia, raccontata dai 3 superstiti + l'audio di una delle rare interviste rilasciate da John B., sull'ascesa al successo fino ai primi 2lp. Il clima è quello magico della Londra fine anni '60. Dopo anni di dura gavetta come session men ("Abbiamo suonato x tutti in UK" [Stones, Cocker, Traffic, Donovan...], "tranne i Beatles" tiene a precisare Jimmy. Nel brano Goldfinger, Shirley Bassey, soundtrack del 3° 007, compaiono sia Page che Jones, il secondo anche arrangiatore), che li resero professionisti affidabili e ottimi e versatili musicisti. Ritrovatisi nell'ultima versione degli Yardbirds, decisero di sterzare. Il nome fu suggerito da Keith Moon (Jones: "è davvero stupido, ma non ci venne in mente nulla di meglio"), il management fu affidato al famigerato Peter Grant, già con gli Yardbirds, stazza da Sumo, occhi di ghiaccio, baffi a manubrio, che ebbe il grande merito di negoziare con Jerry Wexler(Atlantic Rec) un contratto che lasciava alla band piena libertà in campo artistico e musicale.
La leadership ovviamente fu di Page il geniaccio. Plant, mirabile vocalist, era il mattacchione e coautore dei testi. Jones e Bonham grandi strumentisti, spesso coautori. Uscivano tutti da famiglie medio borghesi, che stranamente non ostacolarono le loro aspirazioni.
Il successo, immediato e strepitoso, arrise prima negli USA che in patria. Due album formidabili nel solo 1969, e il resto è storia.
Un ottimo film, con valanghe di video, estratti dai giornali dell'epoca, tanti aneddoti e curiosità dalla viva voce di tre brillantissimi 80enni. Da vedere
Livio passi per i Grateful Dead ma Lez Zeppelin best rock group ever …
Non c’è storia . Una discografia stupenda, sono durati il tempo giusto , non si sono mai rimessi assieme …
Better than the Beatles better than the stones …lo disse Jack Black non il sottoscritto ( che lo pensa ).
In compenso ho finalmente beccato il concerto giusto e i Waterboys a Londra con Steve Earle nel secondo tempo hanno offerto per la gioia di una 02 Arena 🏟️ incredibilmente piena ( non avrei scommesso un penny ) in concerto di rara bellezza incentrato su fisherman blues e il meglio della loro produzione + qualche canzone di Earle + qualche cover
Prossimo appuntamento londinese giorno 23 van Morrison
Ps : per i fan delle sagre paesane BS quasi certamente tornerà il prossimo anno
Ovviamente Led
Comunque Livio nel documentario non hanno raccontato the dark side of LZ; Peter Grant era un violento con modi di fare da mafioso e c’è una brutta storia di un pestaggio ai danni di uno della sicurezza fatto da Bonham Grant perché non aveva fatto passare un loro amico ( è documentato nel martello degli dei )
Non solo page e compagni ( ma sopratutto Page ) si intrattenevano con fanciulle minorenni ( 14 anni ) .
Oggi verrebbero banditi ovunque…
Per non parlare degli hotel devastati .
Dietro le quinte non erano degli angioletti ma in questi documentari prevale l’aspetto epico ….
Devo dire che solo Clapton ebbe il coraggio di mostrare tutta la sua disperazione nel documentario Life in 12 bars
Ma vogliamo parlare dei due imperdibili concerti degli Oasis a Roma 😂😂😂
Il caso ha voluto che nel 2005 ho avuto i biglietti gratis per vederli al forum a Milano
Un concerto fiume ( un ora e venti 😂)
Dove a metà show Liam Gallagher abbandona il palco e il fratello va avanti cantando come gli riesce ( cioè male )
Tutto questo di fronte ad un pubblico in delirio che cantava a memoria ogni singolo brano )
Oasis il gruppo più sopravvalutato della storia della umanità …e non aggiungo altro .
Ben vengano sempre i documentari perché ritengo che a questo punto sia doveroso raccontare la carriera di un' artista e di una band, considerando che la musica non potrà più essere fruita nello stesso modo in cui noi la abbiamo vissuta. Certamente alle attuali generazioni certi nomi non potranno suggerire nulla e forse rimangono sempre i soliti boomer e nostalgici per cui il mercato sarà sempre pronto a spremere il limone fin quando ci sarà domanda. Ma al di là di tutto credo che almeno in questo periodo storico siamo arrivati al punto decisivo in cui considerando l' età dei nostri " beniamini" si possono tranquillamente tirare le somme e raccontarne così le gesta.
Tempo fa si vociferò di un docufilm riguardante Gregg Allman e la sua band. Mi piacerebbe vederne uno anche sui Lynyrd ma ci sarebbe davvero tanto a cui attingere. Più che un biopic credo che un documentario possa nel modo più lucido e giusto raccontare una carriera.
Nella lista dei desideri oltre a quelli citati inserirei Warren Zevon e Randy Newman, Lou Reed..ma ce ne sarebbero tanti...
Livio. Ciao Bob, complimentissimi x i Waterboys live in London. Considero Fisherman's Blues uno degli album migliori di sempre, in assoluto.
Sugli Zepp non fraintendere: ho un sacco di dischi loro(boot compresi), e x me il live di Page con i Black Crowes è clamoroso. E' forse il loro lato metal che gradisco meno, ma restano giganti nel mio Olimpo rock.
E sono ben consapevole che Grant fu una figura nera, un mafioso fatto e finito. Neanche così abile, poi: impedì ai LZ di andare a Woodstock, "per non mischiarsi a tutti quegli sconosciuti"!!
Nemmeno ignoro le simpatie sataniste di JP, nè le tristi notizie di pedofilia, droga, devastazioni e quant'altro.
Ma, come dice Armando, preferisco selezionare l'aspetto musicale, ormai conscio e vaccinato sul fatto che i ns "eroi" spesso, lato umano, sono meschini se non peggio.
Condivido sui Gallagher Bros, interessati molto + alle sorti del Man.City che non alla musica.
E Van the Man sarà, come sempre, grande: facci sapere!
Non posso evitare di segnalare i 7 tostissimi brani(BUSA devastante) free in rete dall'ultimo concerto del Cavalry Tour '26 del BosS. So che hai info privilegiate, e già mi preparo, oltre ai due album di prox uscita, alla caccia al biglietto x il 27 tour. Poi il principe de gregori ne dica pure ql che gli pare.
Beh...sono sempre curioso dei report dei nostri " Agenti all' Havana" Zambo e Bob anche se ho citato uno scrittore ed un libro che non ho mai letto. A proposito di Springsteen sarebbe bello vedere un documentario curato da Martin Scorsese ma dubito possa accadere a breve. Mi è sempre piaciuto il suo approccio indipendentemente che raccontasse la Band, Bob Dylan , i Rolling Stones,i protagonisti del blues o i Grateful Dead anche se in quest' ultimo caso ne ha curato la produzione. Sugli Zeppelin ci sono arrivato relativamente tardi e durante la fine degli anni '80 approfondendoli e meglio ascoltandoli, nel senso che prima di allora il mio approccio era avvenuto indirettamente tramite gli amici di scuola più vicini a quell' area e che ascoltavano Zeppelin , Deep Purple, Progressive..ma perlomeno c'era un effettivo scambio di idee, dischi e voglia di ascoltare la musica insieme. Io portavo a casa del compagno di classe Doors, Hendrix, Mayall,Neil Young,Byrds..e lui mi prestava Made In Japan,il primo dei Jethro Tull ecc.ma ritengo di dire cose ovvie e risapute...solo che a distanza di anni ricordare certe cose ti dà la reale consapevolezza del tempo passato e di quanto il rock sia invecchiato.
Livio ti basti sapere che gli zepp li ho visti a Zurigo 29/6/1980 …potrei tatuarmi quella data oltre a quella del 24/4/1981 Bruce a Lione . Sono i miei due concerti immortali
Che dire Bob ...nulla !!
Grande
Livio. Considerando che di concerti ne hai vissuti a centinaia, il tuo parere pesa, eccome, Bob!
Troppo buono Livio sono soltanto un live addicted nulla più .
Settimana prossima van Morrison
In tempo reale non ci sarà nel 2027 un tour del santo patrono
Livio. Vabbè: sopravvivremo. Nel frattempo per il 23.9 (Boss's 77° birthday) è annunciata la seconda tranche video del live in Philadelphia '26. Streaming free, speriamo, come l'ottima 1a parte
Ho visto anche io in rete la prima tranche del set di Philadelphia e devo dire che l' ho trovato ottimo, considerando l' età e comunque nonostante siano stati critici in molti, ho apprezzato questo taglio politico e la stessa cosa la direi per una Patti Smith, Neil Young e Steve Earle o Joan Baez perché il ruolo dell' artista deve fungere anche da antenna sociale ed essere sensibile ai temi attuali ancora più se la deriva politica rischia di annientare la democrazia. Mi dispiace solo non abbia espresso parole verso la Palestina e quindi vada per una risposta " interna". Ad ogni modo ho ritrovato anche la voce.. che sembrava aver perso a tratti nel 2024. Certamente nulla di nuovo mi aspetto di nuovo dall' uomo di Freehold ma fa piacere ogni tanto ritrovare quel vecchio compagno di viaggio. Per il resto mi incuriosisce il nuovo box di Tom Petty in uscita..credo a Novembre così come mi stuzzica la recensione di Mauro sul nuovo di Warren Haynes..
Buon weekend a tutti.
Volevo segnalare che in rete su youtube è disponibile la 25ma annuale edizione del Festival Americana tenuto all' interno del Ryman di Nashville. Tra gli omaggi c'è quello anche al mai dimenticato Tom Petty e ci sono gli Heartbrekers che suonano sia con Stan Lynch quanto Steve Ferrone. Tra gli ospiti vi è Chris Station...certo si sente la mancanza di Tom alla voce ma l' omaggio è sincero!!
Livio. Anch'io sto ascoltando WarrenH con orchestra. La prima impressione è davvero buona, xchè l'orchestra arricchisce, ammorbidisce e rende profondi e solenni gli arrangiamenti, ma in primo piano resta sempre il grande WH con il suo attuale gruppo e la voce inconfondibile.
Poi devo ammettere che ho un debole x qs Artista, per le cover incredibili che sempre sfodera senza risparmio, denotando amore infinito x la sua\ns musica. Cover spesso superiori agli originali e con cui rinuncia ai diritti su canzoni proprie che potrebbe inserire:
forse consapevole che l'unico suo punto debole sia la non eccelsa prolificità compositiva.
E chi l'ha conosciuto lo definisce anche gentilissimo, cortese, disponibile e generoso.
Si ...la sensazione è proprio quella almeno a vederlo nelle varie interviste . Warren Haynes mi trasmette sempre l' impressione di essere un vero gentleman del sud e con lui un po' tutta questa "nuova" generazione di southerner seppure credo che gli Allman abbiano lasciato una bella eredità. Chiaramente non mi riferisco solo a quella prestigiosa e musicale ma ad un' approccio che ben li distingueva da altre band. Il solo fatto che non volessero fare sfoggio della Confederate Flag la dice lunga.
Sto ascoltando tramite Spotify l' ultimo lavoro di Warren Haynes ben descritto da Mauro nella recensione fatta sull'ultimo numero del Buscadero. Concordo del tutto perché l' amalgama tra strumentazione e contenuto tra rock-blues e psichedelia magicamente si sposa con gli archi e quell' area sinfonica espressa dall' orchestra. Nulla stona..anzi ne esalta dettagli e particolari e nuovamente sono in sintonia con il nostro Zambo perché è un jazz Mood ad essere chiamato in causa più che la classica. Una sorpresa trovare Medeski e Greg Osby che si mette al servizio del progetto in maniera eccelsa lasciando da parte certa avanguardia che ne aveva caratterizzato i primi passi.
Livio. Ancora meglio il nuovo Jayhawks, all'altezza di quell' Hollywood Town Hall(1992) che li portò nei cuori buscaderiani.
Una manciata di canzoni stupende, croccanti e fresche, dal delizioso(x me) sapore flower power anni '60, e vocalizzi degni di CSNY. Nella mia top ten '26!
Prendo appunti Livio..
Gran bel disco dei Dirty knobs.
I Rolling Stones sono fuori categoria, cioè Super. Mi permetto di consigliare i Dirty Strangers (Ovviamente molti di Voi già li conoscono.
Buona musica a tutti.
Massimo.
Livio. Da springsteeniano di provata fede, lasciatemi citare il regalo del Boss per il suo 77°. Altri sette pezzi in qualità audio\video ufficiale, cioè perfetti, montati ad arte, di Filadelfia 31,5,26. Free in rete x chiunque voglia goderseli, in aggiunta ai sette già usciti poche settimane fa. Dedicati a Dave Marsh, hl: tutta l'arena che canta, intonatissima, il primo verso di Hungry, il solo di Steve su Two Hearts, quello di Nils su Youngstown, e, devo ammetterlo, anche di Morello in Am. Skin. Poi la potenza di Murder, e almeno la voce intatta del 77enne, e la sua presenza scenica. Attendiamo altre uscite!
Auspicando che l'esempio sia seguito da altre rockstar: anche chi non poteva presenziare potrà così godersi non pessimi video amatoriali ma produzioni ufficiali che rendano fruibili pregi e difetti dei vari show.
Vero Livio...la voce di Springsteen, considerando l' età,sembra aver ritrovato la sua potenza che le era mancata a mio parere nel 2024 almeno sentendo certe registrazioni come il live ad Asbury Park. Nulla di nuovo ma uno Springsteen motivato ed una band che mi pare più a fuoco. Per certi versi nella successione e negli arrangiamenti mi ha ricordato certe cose del tour '99/2000 e considerando sempre l' età pare si difendano abbastanza bene. Certo ...poi,nulla più mi aspetto da lui, Neil Young, Dylan,Morrison,Waits ecc ma fa piacere ogni tanto vederli in rete, perché questa gente ha significato qualcosa e se magari oggi non offre più gli stessi stimoli di una volta sai comunque che ha fatto parte di quel libro che ha accompagnato la tua vita...e noi siamo fatti anche di ricordi ed emozioni.
Armando due sere fa ero a Londra e posso assicurarti che Van Morrison nonostante le 81 primavere regala ancora emozioni 😉
Van Morrison, come Mick Jagger, ha incredibilmente una voce ancora intatta, e una capacità incredibile di scrivere ancora canzoni meravigliose.
Cosa che non posso dire più, ahimé, di Neil Young. Uno degli artisti che ho amato e amo di più, ma il suo Second Song ho veramente fatto fatica ad ascoltarlo fino in fondo. Canzoni prive di melodia, cantate con una voce che ormai è un rantolo sibilante. E purtroppo la cosa va avanti da troppi anni. So che è dura da dire, ma dovrebbe fare il coraggio di appendere la chitarra al chiodo e continuare a sommergerci con gli archivi.
Si Marco ..capisco ... perché Neil è stato anche un mio grande "eroe"perché ha coinciso con la mia prima giovinezza fatta di continue scoperte.. ma ultimamente lo trovo vocalmente un po' a terra e musicalmente privo di idee. Certamente nulla posso pretendere ancora ma sarebbe bello e più giusto come tu dici che nei periodi di crisi si dedicassero più agli archivi.
Grazie Livio del consiglio circa i Jayhawks. Credo che quest' ultimo dischetto sia davvero molto gradevole e scivoli bene almeno ad un primo ascolto ma ho la sensazione che si farà ascoltare parecchio. Molto bello e sempre più intrigante quello di Warren Haynes per motivi diversi ma ritengo che entrambi facciano volare alto lo spirito.
La caratteristica distintiva di Neil Young era l'imprevedibilità, questo anche nei periodi più bui come il 1982-1987, con i famigerati dischi multi stile. Dopo "Le Noise" (2010), il Canadese ha di fatto smesso di impegnarsi seriamente nel suo lavoro di musicista, per lasciar spazio alla declamazione delle tra l'altro più che condivisibili istanze ecologistiche e di difesa delle libertà- Il problema è che, appunto, non lo ha fatto lavorando come un musicista, ma come chi tira fuori un'idea e la propone come le è venuta, senza lavorarci ulteriormente affinandola, perfezionandola, rivestendola di sostanza musicale. In più, la voce, pur reggendo ancora un pochino è andata e le capacità tecniche, pur reggendo un pochino anch'esse, sono purtroppo al servizio di questo metodo di lavoro poco interessante. Prendiamo le ultime sue produzioni. "Talkin to the trees" ha almeno quattro pezzi davvero molto molto belli, ai quali si aggiunge "Big Crime", instant song veramente coinvolgente. Il resto purtroppo è masteriale estremamente scadente. Il live uscito pochi mesi fa non rende giustizia a un tour che a quel che ho sentito (confermato da Bob che lo ha visto live) è stato intenso e di alta qualità. Adesso è arrivato "Second Song" e quanto detto sopra si ripropone. Cinque canzoni nuove né belle né brutte, due ripescaggi dal passato (che mi fanno pensare che ci fossero poche idee in partenza. Esecuzioni neanche malvage, ma poco di memorabile.
Questa per me è la riprova che alla base c'è un problema di poco impegno produttivo.
Se Neil Young avesse messo insieme le quattro canzoni del 2025, "Big Crime" e le tre buone del nuovo ne sarebbe uscito fuori un signor disco che lo avrebbe riportato non dico ai fasti del suo periodo migliore, ma insomma, a ottimi livelli. Valeva la pena pubblicare due dischi in due anni? Non sarebbe stato meglio pubblicare un disco in un anno?
E' il mistero del Canadese, che, pur con tutti i difetti sopra elencati, avrebbe ancora qualcosa da dire e riesce anche a cantare bene quando sceglie la giusta canzone e la giusta tonalità.
La riprova l'ho avuta l'altro giorno vedendolo esibirsi in un "duetto" con Willie Nelson. Se Nelson appariva davvero come una mummia letteralmente incapace ormai di cantare, Neil Young ha beccato la tonalità giusta per cantare "Are there any more real cowboys?" e ne ha fornito un'esecuzione eccellente, giacché non doveva tirare fuori quell'insopportabile falsetto che ormai non è più nelle sue corde (vocali). Ancora una volta ho visto che Neil Young è vivo e capace di stare sul palco. il problema è che non vuole, non sa, non so, impegnarsi a produrre un disco con amore, cura, voglia di tornare indietro su un'idea.
Prendiamolo per quello che è.
"Non sarebbe stato meglio pubblicare un disco in due anni?"
Ovviamente
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