martedì 30 dicembre 2014

MY BEST OF 2014

 
Finalmente posso iniziare diversamente questo  MY BEST OF THE YEAR, contrariamente agli ultimi anni il 2014 ha regalato (si fa per dire) ottimi dischi e splendidi concerti per quanto riguarda il rock n'roll più o meno classic. Ad essere precisi di buoni concerti ne avevo visti anche l'anno precedente, uno su tutti Neil Young & Crazy Horse a Locarno, ma pure nell'anno appena trascorso gli eventi da ricordare sono stati diversi. Neil Young è ritornato ma il suo concerto di Barolo è stato troppo inficiato dalla disorganizzazione di chi lo ha allestito per rimanere nella mia memoria, cosa invece che è successo per tre concerti "maggiori", di cui ho già scritto su questo blog. Innanzitutto lo show dei Drive By Truckers  a maggio al Shepherd's Bush Empire di Londra.


 
 
Indubbiamente il luogo conta, eccome, essere a Londra in uno dei teatri che ha visto passare parte della storia del rock, aiuta all'enfasi e alla percezione, oltre a predisporre ad un vero sentire, ma al di là del fattore ambientale, ciò a cui ho assistito ha surclassato ogni mia più rosea aspettativa. I DBT di English Oceans  sono una band completamente trasformata, rispetto alla furia punk del loro show milanese di qualche anno prima alla Salumeria della Musica (periodo Go-Go Boots) e rispetto agli orizzonti alternative country di dischi come Live from Austin, Tx . Il fatto che le parti vocali siano equamente divise tra Mike Cooley, chitarra solista, con la sua voce monocorde e lamentosa, e Patterson Hood  col suo tono disperato e sofferente, amplia il range espressivo della band, aggiunge completezza e varietà al set, rifinito con grande maestria dallo squisito lavoro di Jay Gonzalez, eclettico polistrumentista che spazia tra Hammond, piano elettrico e chitarra Gibson SG, da Brad Morgan, il batterista con barba lunga da mormone che picchia senza sbavare e senza platealità, e dal nuovo bassista Matt Patton (faceva parte dei Dexateens), alto, secco, jeans e stivaletti, con capelli a caschetto da beat dei sixties e volto sempre sorridente, il quale e ha portato una ventata di freschezza nella band. Adesso nello show dei DBT non c'è solo urgenza punk e malinconia country ma ballate spezzacuori alla Tom Petty, polverose cavalcate elettriche, l'esempio mirabile è Grand Canyon,  dove dentro c'è tutta l'America delle strade secondarie del rock, l'eco western e le rasoiate rabbiose di chi si sta giocando la vita con la musica, il mito della strada filtrato da un bizzarro fatalismo sudista, oltre ai ganci cattivi degli Stones e ad un certo romanticismo springsteeniano. Una band coi fiocchi, eccitante ed epica, a cui il nuovo disco English Oceans  ha ridato fiducia ossigenato muscoli, nervi e cuore. Del secondo concerto ho già detto oltre il dovuto, i Rolling Stones  di Zurigo sono stati brillanti come da tempo non li sentivo e non li vedevo, nulla a che vedere con le ultime due loro calate a San Siro. Passi anche la scaletta karaoke da greatest hits ma chi si può premettere di avere ancora così tanta energia da riproporle 50 anni dopo con tale entusiasmo, infilando una Satisfaction così devastante da lasciare senza parole per tanta rabbia, eccitazione e febbre elettrica. E non è stato il solo pezzo memorabile, si aggiunga poi lo spettacolo, il palco, il pubblico, l'ironia ed un Mick Jagger così assatanato e avrete il rock n'roll show che tutto l'Universo ci invidia. Il terzo concerto che mi ha impressionato è  quello dei Counting Crows all'Alcatraz di Milano il 23 novembre scorso. Ci sono momenti in cui il rock è ancora capace di regalare la felicità, cosa piuttosto rara di questi tempi, quella sensazione che solitamente si prova quando si è innamorati, beh Adam Duritz e compagni quella sera ci sono riusciti e la sensazione era tangibile, era sullo sguardo dei tanti che hanno assistito a quel concerto. Magia del rock n'roll e realtà di una band che maneggia la materia con grazia e cattiveria e di un cantante magnetico, carismatico, istrionico, che si fa rapire e coinvolgere dalle sue canzoni come lo stesso pubblico che lo ascolta, travolto dalle note e dai versi in un viaggio dove lui recita una bohéme che immancabilmente finisce col trafiggere il suo e il nostro cuore. I Counting Crows sono una band da difendere con tutte le forze, non è facile essere classici e moderni nello stesso tempo, e tantomeno unire dolcezza e asprezza con la stessa credibilità, fremiti pop da successo radiofonico e spigolature rock da road band, echi folk e furia grunge, bisogna possedere una chimica da grande band, cosa che i Counting Crows hanno, ultimi discendenti in ordine di tempo di quella dinastia di "orchestre" americane nata con The Band. Poco importa che il loro ultimo Somewhere Under Wonderland  non è tutto all'altezza delle loro cose migliori, ma il concerto è stato intenso, emozionante, recitato, quasi un flusso di coscienza. Ritorneranno il prossimo estate, chi non li ha visti a Milano si affretti a comprare il biglietto.
 

Passiamo ai dischi, quella che segue è la lista dei dieci titoli inviati un mese fa al Buscadero  per l'usuale poll annuale. Di molti titoli ne ho già parlato su questo blog per cui vado al sodo, l'ordine non è del tutto casuale : 1) Lucinda Williams   Down Where The Spirit Meets The  Bone  2)  Gary Clark Jr. Live  3)  Drive  By  Truckers    English  Oceans  4)  John   Hiatt  Terms of  My  Surrender  5)  John   Mellencamp  Plain Spoken  6) Wilko  Johnson/Roger Daltrey   Going Back Home  7) Tom Petty              Hypnotic  Eye  8) Hurray  For The  Riff   Raff   Small  Town  Heroes  9) Chris Cacavas/ Edward Abbiati  10) Me and The  Devil, Looking  Into  You- A Tribute to Jackson Browne.

Ce ne sono altri che avrei inserito se non mi fossi limitato a 10, il Jackson Browne di Standing In The Breach  ad esempio, ma ho scelto il tributo al suo songwriting  per via di alcune versioni assolutamente fantastiche, mi vengono in mente Fountain of Sorrow delle Indigo Girls, The Pretender di Lucinda Williams, sicuramente il personaggio rock dell'anno, Before The Deluge di Eliza Gylkison ( eccellente il suo disco solista The Nocturne Diaries),  a dimostrazione della rigogliosità positiva del 2014. Tra gli emergenti o presunti tali, mi va di ricordare il newyorchese Anthony D'Amato con The Shipwreck From The Shore,  i frizzanti e cool Lake Street Dive di Bad Self  Portraits, i rarefatti oregoniani Delines  con il notturno Colfax,  il cantautore inglese Ben Howard che con I Forget Where We Were  ha realizzato quello che il suo collega americano Ray Lamontagne aveva fatto con Till The Sun Turns Black  ovvero immergersi nelle ombre dell'animo umano con canzoni affatto lineari e consolatorie, portando in superficie un songwriting notturno, scapigliato ed introverso. In ambito più rock mi piace ricordare il disco di Rich Robinson, il fratello meno famoso dei Black Crowes, che al suo terzo disco solista, The Ceaseless Light, ha allargato gli orizzonti e allungato i tempi creando una musica in cui svolazzi chitarristici in libera uscita, leggiadre armonie col profumo dell'oceano, ballate che iniziano pigre e assonnate e poi salgono nel cosmo col suono liquido delle chitarre e delle tastiere, ricompongono quello stile anni settanta in cui si riflettono la psycho-California dell'epoca, il rock dei Rolling Stones seventies, il southern rock della golden era e le visioni fumate e rilassate di quanti ancora viaggiano con la musica. Ha fatto decisamente meglio del fratello Chris, che con Phosphorescent Harvest  ha calcato un po' la mano verso un sound alla Greateful Dead  era-Terrapine Station  perdendo freschezza e spontaneità e facendo suonare le chitarre con un timbro scintillante, troppo prog per i miei gusti. Il desiderio è di rivedere insieme di nuovo i due fratelli perché i Black Crowes erano un'altra cosa, e mi mancano.

 
 
Dello stesso girone infernale impossibile far finta di nulla davanti alla maestosità di Dark Side Of  The Mule  dei granitici Gov't Mule capaci di virare al blues e al rock americano un'opera così inglese e cult come quella dei Pink Floyd. Due dischi su tre del loro triplo CD+DVD  sono all'insegna delle canzoni della band britannica, versioni che misurano la bravura tecnica e la versatilità dei Muli (capaci di passare dai Grateful Dead ai Rolling Stones, dai Doors a Neil Young, come io passo dal primo al secondo piatto) con una rivisitazione di Wish You Were Here  semplicemente pazzesca, voce sospesa, liquid sky ed una chitarra che estrae dal blues gli arpeggi per dire la sacrosanta verità, che i Pink Floyd sono storia ma c'è chi suona meglio di loro.  Colossali. Tra i dischi inclusi nella lista del poll Buscadero ce ne sono due di cui ho parlato sono marginalmente in fbook : Hypnotic Eye  di Tom Petty e Terms of My Surrender  di John Hiatt. Il primo quando all'epoca della sua uscita, la scorsa estate ha diviso gli ascoltatori, chi lo apprezzava e chi lo liquidava come un disco secondario. Mi sono arruolato tra i primi, l'ho ascoltato una valanga di volte, forse è stato il disco che più ho sentito nell'estate affatto calda del 2014, a casa, in macchina, con amici, ovunque, mi piaceva quel suono semplice. rocknrollistico, tra beat e blues, arpeggi California style e canzoni talmente disimpegnate nel sound da fornire la soundtrack ad una decapottabile o ad una spider vecchi tempi, correndo su strade verso il mare. Niente di ché, solo il piacere semplice del rock n'roll come veniva pensato negli anni cinquanta e prima del '67. Nei mesi non ho cambiato idea, Hypnotic Eye  non è certo da annoverare tra gli imprescindibili di Tom Petty (Mojo  era più intrigante)e magari lo si dimenticherà presto, ma quanto mi ha fatto compagnia questa estate con la sua aria sbarazzina. Di tutt'altro spessore il disco di John Hiatt che in pochi hanno messo in risalto. John Hiatt è un tipo che fa dischi con regolarità da svizzero e ogni volta non delude, ma ci sono impennate e uno standard nobile. Per stare ai "tempi moderni", Mystic Pinball  del 2012 è standard nobile, Dirty Jeans and Muslide Hymns (2011) e The Open Road  ( 2010) sono impennate. Questo Terms of My Surrender , passato quasi inosservato, è sulla falsariga di quei due, se non ancora meglio, è un disco  che fa i conti con l'età dell'artista ed il tempo che sfugge, con le amarezze e le poche illusioni rimaste, è un disco di ballate che arrivano al cuore passando prima dalla mente, una sensibilità da vero storyteller, un disco in bianco e nero con qualche slide ed un po' di armoniche, il sound di una band da strade blu, la voce di un narratore amareggiato ma ancora in grado di raccontare storie in si ritrova quel grande romanzo americano che tutti vorrebbero scrivere. Un disco meno solare dei due precedenti citati, bluesato senza essere blues. Ottimo.
 

Sembra far parte di un altro anno tanto è distante ma è uscito all'alba del 2014,  il disco delusione dell'anno per il sottoscritto è stato High Hopes  di Bruce Springsteen. L'ho ascoltato a valanga appena uscito per cercare di capirlo, poi di botto basta, è rimasto lì con la polvere che gli si adagiava sopra, l'ho risentito recentemente, mi pare ancora più brutto che all'inizio, quando lo recensii con tre stelle. Adesso gliene darei due perché non è possibile che l'autore di The River  rilasci un disco simile. Mi conforta vedere che gli estimatori della prima ora, non parlo degli integralisti di cui è pieno il mondo e nel rock sono una vera falange, lo hanno dimenticato, ma di amici con cui parlo, mi confronto, scambio idee e battute. Un esempio, l'amico Blue Bottazzi, che lo paragonò a Combat Rock  dei Clash (peraltro non uno dei loro migliori lavori), non l'ha nemmeno citato nel suo Best di fine anno sul suo blog. Adesso ho letto che Springsteen ha il mal di schiena e si fermerà per un po' senza fare concerti, spero francamente che abbia il tempo per tornare a sfornare dischi con una cadenza più dilatata come un tempo, ci eviterebbe il mal di pancia di lavori così affrettati e raffazzonati come High Hopes. E adesso che Little Steven è in Norvegia a Lilyhammer, gli auguro di cercare un chitarrista che non sia Morello.
 

 

Capitolo ristampe o meglio Box Super Deluxe, qui sono dolori. Le case discografiche, con l'avvallo dei loro artisti, è bene dirlo, ci marciano e sembrano spillare soldi sempre a quegli stessi che prima comprarono il vinile, poi la prima ristampa in CD, poi la seconda rimasterizzata, poi l'Edizione Deluxe e adesso sono presi per la gola con Box eleganti, rifiniti, con album fotografici da sogno. Sanno che il fan è debole rispetto a certe proposte, è come Adamo davanti alla mela, lo vivo sulla mia carne ma ho adottato il metro che un vero appassionato è un collezionista (ovvero vuole tutto del suo artista preferito) che è bene che stia sotto sedativi. Ovvero non deve andare in fibrillazione non appena appare un nuovo Box "imperdibile". Non siamo carne da macello, abbiamo la nostra dignità e le nostre difficoltà ad arrivare a fine mese. E' ora di alzare gli scudi. Prendiamo The Basement Tapes Complete  di Bob Dylan and The Band, bell'opera, non si discute ma 100 euro per degli avanzi di cantina. Non l'avrei mai preso ma me l'hanno regalato a Natale, a caval donato non si guarda in bocca, il meglio di tutto il materiale presentato sta nell'originale doppio album The Basement Tapes  del 1975, caso mai procuratevi la versione Raw  economica di questa ristampa, doppio CD e pensateci bene prima di sborsare tanti soldi per il Complete,  a meno che non siate un collezionista allergico ai sedativi. Stesso discorso per il Box di Springsteen 1973-1984  con i primi otto dischi rimasterizzati "come si deve per la prima volta". Materiale arcinoto, senza nessun inedito, taglio scartato, out-takes o quant'altro, solo quelle canzoni che si sanno a memoria, mitiche, che hanno creato la leggenda del romanticismo rock urbano e innalzato Bruce a salvatore di un popolo di orfani che chiedevano gioiosamente una sola cosa, una reason to believe. Beffardo è constatare che quella reason to believe è oggi racchiusa in una scatola dal costo di 50 euro  (i CD) o 135 euro (i vinili) , senza nessuno sforzo di offrire a quegli ex-orfani (perché poi sono solo loro ad acquistarlo, non i giovani che non c'erano) qualcosa di nuovo, perduto e ritrovato. Leggo su fbook qualcuno  scrivere che i bassi di The River  non si erano mai sentiti così, a parte che per godere delle rifiniture di masterizzazione bisogna possedere un impianto di una certa levatura esoterica, e poi perché non portare a compimento la tanto paventata ristampa di The River  sull'esempio di ciò che è stato fatto per Darkness  e Born To Run  completando la "meravigliosa trilogia". Invece, The River  Deluxe  Edition  sarà probabilmente realizzata in un prossimo futuro ma nel frattempo beccatevi questa minestra riscaldata, oggi con un tecnologico microonde. Sento già qualcuno dire, ma, Zambo, cazzo, te le vai a cercare, perché parli così del Boss......il fatto è che parlerei così anche degli Stones, di Willy DeVille o di chiunque altro se fosse il caso, l'ho già detto più volte, il mio approccio al rock è laico non fideista. Di Willy DeVille, povero dimenticato dalle aristocrazie di potere del rock, si è avuto il doppio CD+DVD Live at Rockpalast  che rimette in circolo il Mink DeVille degli anni a cavallo tra 1978 e 1981, poco trattati e mai documentati, gli Stones hanno invece "liberato" parte dei loro archivi rendendo disponibili in CD e DVD ottimi concerti inediti, testimoniati solo da qualche bootleg, come i brillanti L.A.Friday 1975  e Hampton Coliseum 1981.  E' luogo comune vedere i Rolling Stones come dei mercenari, tossicodipendenti da vile denaro, e invece Springsteen come un santo che rispetta i suoi fans. Qualcosa non torna, lo Springsteen dei concerti non si discute ma lo Springsteen discografico, complice anche la Sony, si, e non solo da oggi. Sento già gli insulti arrivarmi, prendo e incasso ma non cambio idea.  Altra ristampa sotto inchiesta, il cofanetto di sei CD riguardante il terzo album dei Velvet Underground, disco fantastico, seminale e trascurato, sebbene non avanguardistico come i primi due, ma denso di belle canzoni e di sonorità scheletriche che vestono di un taglio quasi folk il rock urbano. Ebbene, tre su sei CD della Super Deluxe edition di The Velvet  Underground  sono la stessa cosa ovvero il disco originario, l'edizione mono (ma chisse ne frega) dello stesso e la stessa registrazione con il mixaggio però che volle fare  Lou Reed (closet mix) non in sintonia con il mix di Val Valentine, dove le differenze sono quasi impercettibili. Il problema è che queste ripetizioni non le regalano perché il cofanetto costa 55 euro, per fortuna c'è la Deluxe Edition in edizione economica, solo due CD, il mixaggio di Val Valentine ed il live al Matrix di San Francisco del novembre 1969, che salvano la situazione.
 

Non tutto va secondo questo schema, ad esempio per Allman Brothers Band e Rory Gallagher si è scelto la via di documentare in modo completo e definitivo due eventi cardine della loro carriera con materiale ufficialmente inedito, per i primi Live at Fillmore East,  il più bel disco dal vivo della storia del rock, e per il secondo Irish Tour  '74.  Di Live At Fillmore East  esistevano diverse edizioni, personalmente mi tengo stretta, oltre all'ormai usurato doppio vinile originario, una edizione in due CD del 2003, ma se qualcuno volesse possedere tutti gli show di quel magico marzo del 1971 a New York è accontentato, così come saranno soddisfatti i tanti fans del più grande bluesman irlandese che con i sette CD più un DVD di Irish Tour '74  possono conoscere e ascoltare l'incendio a suon di blues e rock, che Rory incurante dello stato d'assedio di quel conflitto sanguinario, appiccò nell'Irlanda di quell'anno, tra Cork, Dublino e Belfast. Altra storia ancora il bel box di quattro CD dell'artista a tutto tondo Joni Mitchell che con Love Has Many Faces ha ricomposto la sua avventura musicale ideando un'opera in quattro parti interagenti tra di loro con canzoni scelte e rimasterizzate della sua vasta collezione. Una sorta di documentario sonoro (e visivo) sull'amore e la mancanza di esso che esaltano un'artista la cui creatività attraversa senza gerarchie musica, letteratura, pittura, natura, vita vissuta, psicanalisi. Peccato che nella selezione dei brani abbia dimenticato un album così bello come l'ultimo Shine  e abbia estratto dall'incantevole Heijra  solo una traccia, delegando altre canzoni di quell'album alle versioni orchestrali contenute in Travelogue.  Al di là di ciò Love Has Many Faces  è un libro a quattro CD originale e  pur non offrendo nulla di nuovo intriga con la sua eleganza e raffinatezzao, e con una delle voci più belle che il cantautorato femminile abbia regalato. Molto di nuovo offre invece Wilco Alpha Mike Foxtrot  anche qui  quattro CD che assemblano rare tracks tra il 1994 e 2014. Non tutto è superlativo anche perché il meglio di Wilco è già stato pubblicato ma in questo caso il percorso scelto è l'approfondimento con tracce rare, inedite, uscite qui e là su delle raccolte, dei tributi e degli Ep, qualche out-takes e diversi live. Un lavoro che amplia il livello di conoscenza su una delle rock band più importanti degli ultimi ventanni.
 

 
Chiudo qui, altre cose non mi vengono in mente o non le ho ascoltate, se dovessi dare una votazione da uno a cinque al 2014, musicalmente e solo musicalmente parlando, affibbio un quattro. Confrontato col 1984 o il 1974,  il voto potrebbe diventare tre se non addirittura due, ma i tempi sono cambiati e bisogna adattarsi. Per curiosità elenco invece il BEST delle ultime due decadi, il 1994 quando scrivevo per Il Mucchio e il 2004.

1994, la Top 20 del Mucchio era così costituita : David Byrne (omonimo), Jeff Buckley (Grace), Johnny Cash (American Recordings), Nick Cave (Let Love In), Cooder/Tourè (Talking Timbuktù), Grant Lee Buffalo (Mighty Joe Moon), Ben Harper (Welcome To The Cruel World), Ted Hawkins (The Next Hundred Years), Tom Petty (Wildflowers), Portishead (Dummy). Primal Scream (Give Out But Don't Give Up), Robbie Robertson (Music For The Native Americans), Rolling Stones (Voodoo Lounge), Todd Snider (Songs For The Daily Planet), Soul Coughin (Ruby Vroom), Soundgarden (Superunknown), Jon Spencer (Orange), Sugar (File Under Easy Listening), Jimmie Vaughan (Strange Pleasure), Neil Young (Sleeps With TheAngels).

2004, i miei dieci per il pool del Buscadero erano: Pearl Jam (Live at Benaroya Hall), Cheap Wine (Moving), Dr.John (N'Awlinz: Dis Dat or D'Udda), Jesse Malin (The Heat), Patti Smith (Trampin'), Tarbox Ramblers (A Fix Back East), JJ Cale (To Tulsa and Back), North Mississippi Allstar (Hill Country Revue/Live Bonnaroo), Dwight Yoakam (Used Records), Bobby Charles (Last Train To Memphis). Il poll dei giornalisti del Buscadero aveva decretato disco dell'anno Trampin' di Patti Smith davanti a Dr.John e A Ghost Is Born  di Wilco.

A voi le valutazioni e Buon Anno

MAURO ZAMBELLINI    30 DICEMBRE 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

30 commenti:

Anonimo ha detto...

Primo! prima di tutto grazie per la tua top ten, Zambo, e buon anno! Un augurio che estendo a tutti, visto che ne abbiamo tutti molto o poco bisogno!
Tra i concerti mi aspettavo anche J. Wilson a Milano. Inascoltabile High Hopes. Vedo che madame Williams è la n. 1 anche per te. Deludenti per me Benmont Tench (che infatti non hai citato) e in parte Browne ( e infatti hai preferito il Tribute). In questo grande anno da 4 stelle (concordo), forse a causa dell'ottima annata, forse mancano quei dischi sconosciuti che spesso estrai dal capello, tipo Jeb Loy Nichols (veramente straordinario che consiglio a tutti) o grandi esordienti (negli ultimi anni Jake Bugg su tutti). Alcuni tuoi consigli mi intrigano ... vedrò di coprire il vuoto sul mio porta CD ....
Auguri ancora, Zambo.
Sempre tuo attento lettore, Andrea Badlands

Anonimo ha detto...

PS di Andrea Badlands
1994, bella lista, ne ho 12 su 20, l'ultimo anno in cui ho comprato e ascoltato molta musica ... poi circa 15 anni di semi oblio ... solo dal 2010 ho ripreso seriamente a comprare e ascoltare buona musica e così sto recuperando ... quindi ogni anno un po di dischi nuovi e un poco di semi-vintage ...
Buon 2015 a tutti

Blue Bottazzi ha detto...

Ciao Zambo. Anch'io sono d'accordo sul fatto che il 2014 sia stato un anno musicalmente notevole. A proposito della recensione al Boss, ci tengo a specificare che era firmata Silver Surfer, e che era volutamente provocatoria. Credo ci fosse scritto che Bruce cercava il suono di Combat Rock, non che il disco lo valesse. Comunque il tempo ha detto in effetti che High Hopes è persino più debole di quanto appariva. Niente in confronto all'inascoltabile vinile che ha messo fuori per il record store day. Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

Non c'e' che dire un resoconto cosi' dettagliato e ricco così lo si vede poco in giro.Rileggendolo attentamente lo userò per recuperare quei lavori che mi sono sfuggiti e che sicuramente ascoltero' anche nel prossimo anno!! Auguri Zambo!!!! Armando Chiechi(Ba)

Anonimo ha detto...

Ps :Ad ogni modo per me, almeno in ambito mainstreamrock, vincono le suggestioni "Californiane"con Brother Jackson"standin' in the Breach"seguito a ruota da"Croz" di David Crosby e dall'ultimo di Beck"Mornin' Phase".Il lavoro di Petty "Hypnotic Eye" mi è piaciuto molto e l'ho inserito nel Poll del Buscadero pur preferendogli"Mojo",concordo con te..scorre bene e delle sarie"It's only r'n'r but i like it",discorso che si potrebbe fare anche con l'ultimo Ryan Adams ma poteva azzardare di più!!!!??? Su Bruce si è parlato abbastanza e non c'è altro da aggiungere, se non che.... possa nel riposo prender coscienza del suo potenziale e tornare ad esser un artista nel pieno dei suoi 65 anni e non un ragazzino buono per le top 10!!.Sui Box concordo appieno e mi riconosco in tutto quel che hai detto!! Sul versante Italiano mi hanno entusiasmato i Guano Padano...cos'altro dire se non AUGURI DI BUON ANNO A ZAMBO E A TUTTI I FEDELISSIMI DI QUESTO BLOG!!! Armando

paul ha detto...

grazie zambo e buon 2015, che sia ricco delle nostre migliori passioni.
sull'anno appena passato (che direi musicalmente soddisfacente) butto lì una mia top 10: ai 5 dischi imperdibili già citati da te (Lucinda Williams, Jackson Browne, Daltrey/johnson, Mellencamp, Drive by trukers)aggiungo :
Croz: David Crosby
Morning Phases: Beck
Fuego: Phish
Somewhere under wonderland: Counting crowes
Hard working americans: HWA
Sul fronte live oltre al sorprendente Gary j. Clark e agli infiniti Mule/Floyd (a proposito, il loro endless river lotta alla pari con springsteen per maglia di delusione dell'anno. Appena sotto Black Keys)) segnalo Live rain degli howlin rain (zambo li conosci?), band californiana che unisce armonie westcoastiane, ruggiti classic rock seveties (humble pie, grandfunk, etc)farciti con la psichedelia tipica della bay area (the russian wild del 2012 prodotto da rick rubin è proprio notevole).
Sul capitolo Live anch'io sottolineo Wilson a Milano e, perchè no, Pearl Jam a San Siro che hanno dimostrato che anche in uno stadio, se hai dei fonici buoni, la musica si può sentire bene (e nonostante un disco ruffiano come lighting bolt a seguito).
Tra gli italiane pollice su per De bernardi/sbergia e Luf/priviero (superlativi), pollice giù per van de sfroos.
Ultima segnalazione sul fronte raccolte/ristampe: from his head to his heart to his head del geniale Micheal Bloomfield (mai abbastanza ricordato in relazione al suo talento al pari di De Ville.
Buon anno a tutti
Paul

Zambo ha detto...

riguardo ai post sopra: lo show di Jonathan Wilson a Milano è stato notevole, non l'ho incluao perché ne ho scelto solo tre e ne avevo parlato compiutamente al tempo del suo precedente concerto al Carroponte. D'accordo che sia stato un grande concerto, come toccante è stata l'esibizione acustica di David Crosby a Como, artista il cui Croz ho sentito moltissimo ma mi sono dimenticato di ditarlo. Riguardo al box di Michael Bloomfield, bluesman amatissimo dal sottoscritto, obbietto che il box è fatto quasi esclusivamente da materiale noto e rintracciabile, per cui se uno possiede i suoi dischi (a parte qualche traccia sparsa)è un doppione. Certo è che la sua discografia è disordinata e il Box ha il pregio di riassumerla.

wrangler ha detto...

Ciao Zambo,un buon anno a te e a tutti i rockettari sintonizzati su questo splendido blog.
I tuoi top ten 2014 me li sono segnati tutti(li comprerò quando costeranno meno).Del 1994 ne ho 15,del 2004 ne ho 6.Come vedi ascolto molto i tuoi consigli.
Per quanto riguarda Bruce e il discorso sui box set concordo pienamente con te.
Ti lascio la mia top ten 2014(cd acquistati quest'anno ma presenti da tempo sulla mia interminabile lista acquisti).
Sloan:pretty togheter.
dex romweber duo:It that you...
Catfish haven:please come back.
Concrete blonde:Walking in London.
Mike Farris:Shout!Live.
Phil Gammage:Cry of the city.
Hollis brown:Ride on the train.
Buffalo killers:Let it ride.
The Auteurs:After murder park.
Howlin rain: the russian wilds.
Rock on!

wrangler ha detto...

...a dimenticavo.
I Muli sono grandiosi,il miglior gruppo di "classic rock" degli ultimi anni.
La loro carica live è devastante!
Rock on!

roberto gambrosier ha detto...

Stupende le sottolineature sul Boss , che condivido riga per riga , fuoriclasse dal vivo, veramente imbarazzante in studio ormai da anni. Govt Mule da una vita in testa alle mie preferenze .....buon anno Zambellini magari il 2015 ci porterà un box dal vivo di deville 🚀

roberto gambrosier ha detto...

Counting crows sono stato l'unico all'alcatraz a non piacermi ; ma non mi avevano convinto in studio ( avevo un paio cds) + due dischi dal vivo. Però proprio quel cantato recitato ...boh non mi hanno proprio scaldato il cuore . Però come ti ho detto sono stato l'unico quindi ...mi sfugge qualcosa

Andrea66 ha detto...

Un po' di osservazioni sparse: mi permetto di segnalare John the Conqueror e Hard Working Americans (1st Waltz) fra i dischi dell'anno (soprattutto i primi). Grandiosa Lucinda Williams; tra l'altro ho scaricato un paio di bootleg di 2 mesi fa, e devo dire che e' magnifica pure dal vivo (in passato la trovavo un po' "fredda"). Fra le delusioni, a parte quelle citate da Zambo, metterei pure Chris Robinson . A malincuore . Mi sembra che la formula cosmic-hippy-psychedelic- grateful-californan ecc ecc stia segnando il passo. Meglio l'album del fratello Rich, ma i Black Crowes facevano un altro sport .. Concerti: citerei i Pearl Jam a Milano, Jonathan Wilson e, io che li ho visti, gli Stones a Macau (ero a hong kong per lavoro....a volte la fortuna aiuta ).. Il Circo Massimo e' stato ok, ma organizzato un po' col culo.. Insomma, c'è da essere ottimisti, confrontando i best 1994 e 2004 siamo messi abbastanza bene direi. Buon anno a tutti ! Ascoltate John the Conqueror !

Andrea66 ha detto...

Ah, dimenticavo! Son stato contento di aver visto i Counting Crows. Non avevo grandissime aspettative , mi piacciono ma senza farmi ammattire . Invece alla fine il vecchio Duritz mi ha convinto. Un gran personaggio..

Anonimo ha detto...

Zambo:
diffile dimenticare I Mandolin' Brothers di Far Out, di gran lunga il miglior album italiano dell'anno.
Peccato!
Marco

BLUESSURIA ha detto...

Complimenti Zambo...da oggi vista la mia vocazione più orientata altrove (blues) per alcuni casi aspetterò la fine dell'anno prima di perdermi alla ricerca della qualità perduta. A presto un caro abbraccio

Zambo ha detto...

Considerazioni dopo l'ascolto e avviso ai naviganti. Come ho scritto sopra mi è stato regalato The Basement Tapes Complete. Bell'oggetto, niente da dire ma non mi considero un ascoltatore di oggetti da piazzare lì sugli scaffali e rimirare con soddisfatta avidit da possesso, preferisco la musica. E la musica di questi 6 CD è di una noia mortale, giusta fu la scelta di rilasciare al tempo il doppio vinile con il meglio di questi nastri di cantina. L' c'è il meglio e la sintesi di quel viaggio nelle radici ai piedi delle montagne. Forse si può acquistare il doppio nuovo The Basement Tapes Raw ma 100 euro per il Complete è da pazzi. Lo ascoltate una volta, se ci riuscite, e poi lo mettete lì a prendere polvere. Amo Dylan ma anche me stesso.

roberto gambrosier ha detto...

Amo Dylan ma anche me stesso.....bella frase me la posso rivendere ???

Anonimo ha detto...

Parafrasando in vista del 2015: amo Springsteen ma anche me stesso . . .
Andrea Badlands

Anonimo ha detto...

caro "Laico" no..non ci credo...sei il piu' fideista che conosco...a prescindere che non MI piace il Boss...Ma io ti seguo da quando scrivevi sul Mucchio da Radio Varese a Radio Pop....sei diventato 2musicalmente" vecchio...ancora gli Stones..che da vent'anni fanno concerti fotocopia....scoppiati e strapagati....visti a Roma e Zurigo...e penso di chiudere con i loro concerti anche se ammetto che Roma è stato molto bello...Zurigo molto scarso (secondo me)...Springsteen...dai Zambo...l'ultimo ok non belloma anche Young a canato alla Grande 3/4 cd in fila...e poi per 60 euri e cosa si predende...se sentono da dio...e confezione bella con libro...regalo di natale dato perche non ho niente di lui...io lo posso recensire perché ce lo....tu lo fai per sentito dire....dai Zambo...fai il bravo....non sei laico sei il piu' grande Fidelista che conosco...ci sentiamo alla prossima...marco da Roma

Zambo ha detto...

per Gramboisier, venditila con tranquillità, questo è un blog free. Per Marco da Roma, 4CDrimasterizzati del box di Springsteen li ho sentiti per cui non parlo per sentito dire, non è mia abitudine, e nemmeno parlo per sponsorizzare regali di Natale, strenne e oggetti da collezione. Come scritto a proposito anche dei Basement Tapes di Dylan preferisco la musica e non l'oggettistica. Penso di essere stato chiaro nel mio Best of 2014, quei dischi sono storia e leggenda ma proposti in questo modo è solo speculazione ai danni dei fans. Capisco che toccare i miti ( e non sai quanto a me Springsteen piace) si va incontro a critiche ma proprio per questo mi ritengo laico. Se poi io sono vecchio perché mi sono piaciuti gli Stones a Zurigo, bisognerebbe sapere cosa sei tu che esalti una scatola di dischi strasentiti e imparati a memoria usciti tra il 72 e l'84. E poi spiegami una cosa Marco da Roma, ma come facevi a sentire Radio Varese?

Anonimo ha detto...

Anche a me non piace l'oggettistica. E neanche il nuovo a tutti i costi. Molte delle cose osannate dai "nuovisti" fanno pena e tra 10 anni non varranno nulla. Anche gli artisti storici, dopo una certa eta' toppano. Tipo ultimo di Seger o, almeno per me, anche ultimo di Browne. Ma fanno anche dischi straordinari. Tipo ultimo della Williams o Psichedelic pill di Young. Sono le posizioni precostituite che non mi piacciono. Tipo quella di Marco "da Roma", che forse viene "da Varese". Saluti a tutti.
Andrea Badlands

Zambo ha detto...

Mi sa Andrea Badlands che eri forte in geografia a scuola. Condivido e grazie.

wrangler ha detto...

Zambo,per piacere,sai niente di un box di Mickey Jupp(3 cd+dvd)dal titolo Kiss me quick della Repertoire?
Se sì,sai dirmi se vale la pena?
Grazie!

Roberto ha detto...

penso che sia piu' semplice e corretto mettere un proprio Best 2014...che criticare quello degli altri..i gusti musicali sono diversi e pure le antipatie/simpatie per i vari gruppi o singoli....ci mancherebbe che la scaletta di Zambellini che io condivido al 90% come condivido le Critiche sull'ultimo di Springsteen..(e come non criticarlo).....sia a DOC PER TUTTI..ci mancherebbe....anche se cè Renzi al governo e prima il Berlusconi....simo ancora in un paese dove si puo ancora dire la propia idea...MA NON CAPISCO IL MARCO DA ROMA!?!?!?...COSA VOLEVA DIRE E DA CHE BANDA TIRA............se vuoi ulteriori chiarimenti roby.xxl@libero.it

roberto gambrosier ha detto...

Zambellini non storpiare il mio cognome!! Parbleau !!

Zambo ha detto...

Roberto scusa, la fretta

roberto gambrosier ha detto...

Ma figurati !! Un po' di sana ironia ...d'altronde viviamo in una città ( Milano ) corrosiva

Jimmy ha detto...

...i Bible'Tapes del Bardo Immortale sono fondamentali
per il vostro buon Karma.
Jimmy

Anonimo ha detto...

CARO Zambellini...voglio specificare:...non sei vecchio perché ti sono piaciuti gli Stones in svizzera...vedi solo Stones con il paraocchi, ma sono vecchi e ripetitivi...su Springsteen ho solo detto che il cofanetto è un affare...per quelli che come mè che HAnno poco o niente...non amo Springsteen..appunto...ti ho sentito a radio Varese nel 1989/90 perchè abitavo a Busto...io non esalto e non faccio pubblicita' a nessun disco nemmeno quello di Springstteen..non son un critico e nemmeno un fortunato che vede decine di concerti e gli regalano i dischi...quello che penso e dico è tutta farina del mio sacco e non pretendo critiche arroganti e presuntuose di persone che "sicuramente" sanno piu' di mè...tipo uno che si firma ANDREA BADLANDS ( non toccategli il boss) O QUEL ROBY.XXL...e scusate se io stesso sono stato arrogante e offensivo...buona musica a utti

Zambo ha detto...

Per l'anonimo sopra.....se pensi che questo sia un blog di critiche arroganti e presuntuose puoi sempre evitarlo, non te la mica detto il dottore, per quanto riguardo gli Stones vecchi, certo hanno settanta anni ma suonano meglio di tanti che non ne hanno nemmeno la metà, per quanto riguarda il box di Springsteen il cofanetto è certo un buon acquisto per chi non ha nulla del Boss ma mi chiedo dove sei stato tutto questo tempo?, per quanto riguarda me, non ero a Radio Varese né nel 1989 né nel 1990 e nemmeno dieci anni prima e dieci anni dopo. Per cui mi sembri un po' confuso e un po' sospetto...